lunedì, dicembre 10, 2018 Anno XV
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20000 romanisti a Verona al seguito della MagicaMARCATORI: Vucinic al 39′ pt, De Rossi al 46′ pt.

CHIEVO (4-3-1-2): Squizzi; Sardo, Scardina, Yepes, Jokic; Luciano, Iori (dal 33′ st Moro), Ariatti (dal 13′ st De Paula); Bentivoglio; Granoche (dal 23′ st Bogdani), Pellissier. (A disp.: Sorrentino, Frey, Rigoni, Marcolini) All.: Di Carlo.

ROMA (4-2-3-1): Julio Sergio; Motta (dal 30′ st Mexes), Juan, Burdisso, Cassetti (dal 24′ st Tonetto); Pizarro, De Rossi (dal 25′ st Brighi); Taddei, Perrotta, Vucinic; Totti. (A disp.: Lobont, Cerci, Menez, Toni) All.: Ranieri.

ARBITRO: Tagliavento di Terni.

NOTE: giornata soleggiata, ammonito Iori (C), angoli 8-5, recuperi 1′ e 3′.

Le foto dei CdR a Verona

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MARCATORI: al 28′ s.t. Lazzari (C), al 34′ s.t. e al 38′ s.t. (rig.) Totti.

Roma-Cagliari: doppietta del CapitanoROMA (4-3-1-2): Julio Sergio; Motta (dal 32′ s.t. Cerci), Burdisso, Juan, Riise; De Rossi, Pizarro, Perrotta; Menez (dal 34′ s.t. Baptista); Toni (dal 14′ s.t. Taddei), Totti. (Lobont, Mexes, Tonetto, Brighi). All. Ranieri.

CAGLIARI (4-3-1-2): Marchetti (dal 1′ s.t. Lupatelli); Dessena, Canini, Astori, Agostini; Biondini, Conti, Nainggolan; Cossu (dal 8′ s.t. Lazzari); Matri, Jeda (dal 17′ s.t. Nenè). (Ariaudo, Marzoratti, Larrivey, Ragatzu). All. Melis.

ARBITRO: Bergonzi di Genova.

NOTE: pomeriggio primaverile, terreno in buone condizioni. Angoli: 8-0 per il Cagliari. Ammoniti: Pizarro, Nainggolan, Nenè, Riise, Matri. Recupero: 2′; 3′.

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Totti dopo il cucchiaio a MiranteMARCATORI: Totti al 5′ p.t., Taddei al 30′ s.t. e Lanzafame al 36′ s.t.

PARMA (3-5-2): Mirante; Dellafiore, Lucarelli, Castellini; Valiani, Dzemaili (dal 19′ s.t. Lanzafame), Jimenez, Galloppa, Antonelli; Biabiany, Bojinov (dal 1′ s.t. Crespo). (Pavarini, Gigli, Lunardini, Tamas’i, Baccolo). All. Guidolin.

ROMA (4-2-3-1): Julio Sergio; Cassetti, Juan, Burdisso, Riise; Perrotta, De Rossi; Taddei, Menez (dal 1′ s.t. Mexes), Vucinic (dal 1′ s.t. Toni); Totti (dal 45′ s.t. Baptista). (Lobont, Brighi, Pizarro, Cerci). All. Ranieri.

ARBITRO: Rocchi di Firenze.

NOTE: Angoli 12-1 per il Parma. Recupero: 2′ e 5′. Espulso: al 43′ s.t. Jimenez per somma di ammonizioni. Ammoniti: Perrotta, Cassetti, Lucarelli e Lanzafame per gioco scorretto, Dzemaili per proteste. Spettatori: 21.323.

CdR a Parma

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MARCATORI: 14′ pt Totti; 7′ e 40′ st Pazzini.

Roma-Samp: la delusione per il risultatoROMA (4-2-3-1): Julio Sergio, Cassetti (29′ st Taddei), Burdisso, Juan, Riise, De Rossi, Pizarro, Menez, Perrotta (21′ st Toni), Vucinic, Totti (1 Lobont, 5 Mexes, 22 Tonetto, 33 Brighi, 11 Taddei, 19 Baptista, 30 Toni). All.: Ranieri.

SAMPDORIA (4-4-2): Storari, Zauri, Lucchini, Gastaldello, Ziegler, Semioli, Palombo, Poli (1′ st Tissone), Guberti (1′ st Mannini), Cassano (35′ st Testardi), Pazzini (21 Guardalben, 20 Padalino, 22 Cacciatore, 13 Rossi, 90 Testardi). All.: Del Neri.

ARBITRO: Damato di Barletta.

NOTE – Spettatori: 60mila circa. Angoli: 9 a 2 per la Roma. Recupero: 0′ e 3′*. Ammoniti: Ziegler per gioco scorretto. Con questa sconfitta si  interrompe una striscia di 24 risultati positivi consecutivi della Roma in campionato. L’arbitro, casualmente, è lo stesso della sconfitta precedente.

* Risulta quanto meno strano che l’arbitro abbia concesso solo tre minuti di recupero (solo per le sostituzioni i minuti erano due e mezzo), viste e considerate le perdite di tempo sistematiche di Storari, ovviamente rimasto impunito, e visto che l’arbitro stesso ha attraversato tutto il campo per sincerarsi delle condizioni di Cassano, perdendo anche lui molto tempo.

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Rigori non concessi e perdite di tempo… Il “capolavoro” di Damato
da corrieredellosport.it

Male Damato, nega due rigori alla Roma (Gastaldello su De Rossi, mani di Zauri), la­scia impuniti tanti interventi. Sbaglia all’ini­zio il guardalinee Romagnoli: Cassano è te­nuto in gioco da Riise. Entrata di Lucchini su Totti: solo un rimprovero. Pazzini su Burdis­so: intervento brutto, manca il giallo. Cross di Cassetti, a centro area Gastaldello trattiene De Rossi (la maglia arriva a metà schiena): era calcio di rigore, Damato fa proseguire. Cross di Vucinic, Zauri ha il braccio sinistro largo: la distanza è ravvicinata, ma il pallone è morbido, ci stava il calcio di rigore. Blocco di Zauri su Vucinic sospetto, poi tiro di Riise, deviazione col gomito di Gastaldello (è in area), si salva solo perché si sta tuffando ed è girato. Menez per Toni, in off side: ok an­nullare. Tiro di Pizarro, “para” Lucchini al li­mite dell’area: Damato non dà nulla.

Edmondo Pinna

da Repubblica – 5 gennaio 2002, pagina 18 sezione: BARI

Damato, l’arbitro interista che stravede per CassanoIl tifo tra gli arbitri non conta. E agli scettici da Bar sport del lunedì mattina basta chiedere conferma alla giacchetta nera barlettana Antonio Damato, 29 anni, interista da sempre. Cinque anni fa, durante la finale scudetto del campionato aAlievi tra la “sua” Inter e la Lazio, non ci ha pensato due volte a fischiare un rigore a favore della squadra romana. Il fato (benevolo) volle poi che dal dischetto il pallone non arrivò mai in rete e che i nerazzurri vincessero il tricolore. Nel presente, per fortuna di Antonio, il piede di Vieri e Ronaldo fa spesso rima con il goal. E la sua carriera arbitrale sembra esplosa ormai definitivamente. Tant’ è che domani pomeriggio scenderà sul terreno di gioco di Lecco per la gara contro il Lumezzane, sua prima partita di C1 in una carriera che si prospetta foriera di mille soddisfazioni. Tutto era cominciato una dozzina di anni fa in una partita tra ragazzini al vecchio stadio di Barletta. Per gioco, tra l’ altro, visto che l’ oggetto del desiderio non erano tanto i cartellini e il fischietto quanto la tessera per entrare gratuitamente allo stadio (un classico per gli arbitri alle prime armi). Con il tempo, invece, è nata ed esplosa la passione. Nel mezzo ci sono state belle esperienze vissute, tanti nuovi posti conosciuti e fortunatamente nessun’ aggressione (un altro classico, purtroppo, sui campi cosiddetti minori). Antonio ne ha visti davvero tanti di calciatori. La maggior parte, racconta, ha appeso «le scarpe a qualche tipo di muro e adesso vive dentro un bar». Qualcun altro non ha avuto paura di tirare un calcio di rigore, invece, e adesso gira in serie A. Nomi? Pinzi dell’ Udinese, Marazzina (la sorpresa del Chievo), Daniele Conti (il figlio del grande Bruno). E naturalmente Antonio Cassano. Com’ era? Praticamente com’ è oggi. Dribblomane, sfrontato con i compagni, ma educato e disciplinato con il direttore di gara. «Un signore», per Antonio. Che ricorda anche con piacere le giocate di Mitri del Martina Franca e di Stroppa, ai tempi del Foggia di Zeman, incontrato in un’ amichevole contro il San Severo. La vita di un arbitro, a questi livelli, è a quella di un atleta a tutti gli effetti. Damato si allena tre volte a settimana. E in serata fa sempre un salto nella sua sezione, a Barletta, dove rappresenta un importante punto di riferimento per tutti i colleghi più giovani di lui. La carriera, inevitabilmente, lo ha portato a trascurare altri aspetti della sua vita. Primo di tutti gli affetti. «Non è facile trovare una ragazza che sia pronta ad accettare questi ritmi. Il sabato e la domenica, in pratica, non ci sono mai». Adesso è single, ma non ha perso la speranza. D’ altronde il suo cartellino vincente potrà sempre essere il fascino della divisa.

GIULIANO FOSCHINI