martedì, aprile 25, 2017 Anno XV
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Giano,  Ianus se preferite il nome latino, è un Dio nostro. La sua origine non è in nessun modo collegata alla mitologia greca. In altre parole è roba nostra.

E’ il Dio degli inizi e a lui si affidavano nell’antichità quelli che avviavano nuovi viaggio o nuove imprese.  L’iconografia lo vuole spesso bifronte, con una faccia rivolta verso il passato e una rivolta verso il futuro; in altri termini è la divinità che ci dovrebbe dire da dove veniamo e dove andiamo.

Pensateci un attimo e diteci se ne trovate una un Dio più romanista di questo. La nostra vicenda è un perenne principiare, immaginare un futuro carico di speranza e trovarci sistematicamente a dover immaginare un nuovo inizio, un futuro radioso e così vià in un cerchio che avrebbe sfibrato chiunque dotato di un minimo di buonsenso. Continua >>

Nei cuori semplici di tifosi la Roma è stata sempre la Regina dei nostri sogni, non occorreva certo un faccendiere americano per enfatizzarli o sminuirli.

Ciò che erano sono, ciò che la Roma era è.

Vede Signor Pallotta, a noi sarebbe bastato e basterebbe poco, uno striscione dietro una balconata, parcheggiare a meno di 3 km dal Tempio, manifestare il nostro tifo e le nostre semplici emozioni, non creando violenza,  ma fratellanza dietro una lastra di vetro.

Questo eravamo, questo siamo. Continua >>

Siamo qui a scrivere due righe, dopo due sconfitte, contro due squadre, da cui abbiamo preso due gol ciascuna … Una meravigliosa battuta sui social fa sorridere, ossia quando la Roma incontra compagini in pigiama si addormenta ed ecco i risultati.

Simpatica non c’è dubbio, a noi ha fatto ridere ma la realtà purtroppo è diversa. In questa settimana più che mai, la Roma ha evidenziato una rosa molto corta e limiti di un allenatore che a volte non sapendo leggere le partite in corso, porta la squadra a quello sbaraglio tattico (derby),  e la conseguenza è la sconfitta. Continua >>

Per commentare le variegate e poliedriche vicissitudini che attraversano la AS Roma e dintorni servirebbe un poema. Con pragmatismo ci limitiamo ad un’opinione asciutta, ma più chiara possibile.

A valle della fantastica vittoria sulla Fiorentina, nella stessa convulsa giornata abbiamo, da romanisti, ascoltato ed assistito a diversi “teatrini” francamente patetici.

Cronologicamente si è aperto con la riunione riguardante la possibile rimozione della barriere nelle Curve dello stadio Olimpico in Roma. La premessa era chiara: si lavora per toglierle in fretta. La conclusione ovviamente assai meno: si lavorerà per capire quando e come toglierle.
Vuol dire tutto e niente, certo che affidare l’ingrato compito al dott. Gabrielli suona come un triste gioco delle tre carte, francamente nutriamo seri dubbi che se ne venga a capo in termini sufficientemente rapidi.
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