domenica, agosto 19, 2018 Anno XV
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L’immagine di Gaetano Anzalone che più di ogni altra è rimasta impressa nella mente dei tifosi romanisti con i capelli bianchi, è quella di un uomo che piange e si asciuga le lacrime con un candido fazzoletto da gentiluomo d’altri tempi. Era il 16 maggio del 1979, il giorno in cui lasciò la presidenza della Roma di cui era il patron dal 12 giugno del 1971, affidandola ad un gruppo con a capo Dino Viola. Un passaggio di testimone fra due presidenti che avrebbero letteralmente cambiato la storia del club giallorosso. Continua >>

Ci sono sensazioni che si provano all’improvviso, senza preparazione preventiva, ma che ti esplodono dentro.
Si può parlare di Roma-Liverpool in mille modi, da mille angolature, tutte meritevoli di nota, tutte autorevoli.
La Roma è andata oltre i propri limiti, si è vero,
gli errori arbitrali hanno condizionato entrambe le semifinali, è vero anche questo, senza dubbio, e anche i quarti se è per questo.

Ma la nostra chiave di lettura come spesso accade va sul sociale, tema a noi caro in ogni stagione e ad ogni latitudine.
Mai pensavamo di poterci giocare l’accesso alla finale di champions league, probabilmente neanche gran parte dei nostri giocatori avrebbero mai pensato di farlo, ma è successo.
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Il sapore di questa lunga, interminabile nottata è particolare.

La storia è sempre stata con noi avara di gioie e, forse, è per questo che ci piace viverla tutta, fino all’ultimo istante, rifiutando di prendere sonno per impedire, per una volta, ai sogni di prendere il posto della realtà.

Pochi, pochissimi credevano in questa impresa epica, anche se razionalmente, riguardando i frammenti della partita d’andata, il Barcellona era parso tutt’altro che invincibile. Continua >>

Essere tifoso della Roma ha un chè di enigmatico, a tratti degno di essere considerato come caso di studio della psicoanalisi.

Ci si prepara a certi appuntamenti con lo stessa nefasta sensazione che tutto ciò che potrà andar storto, andrà inevitabilmente storto; eppure ti ci prepari lo stesso, pensando irrazionalmente che prima o poi la storia sarà scritta da una mano diversa.

Invece no.

Il solco è per noi delineato da epoche ancestrali e sembra non esserci modo alcuno per sfuggire alle due, tre tracce spazio-temporali a noi riservate. Continua >>