domenica, maggio 26, 2019 Anno XV
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Pecore vaganti sul prato verde dell’Olimpico. Pecore perché vili, pecore perché sottomesse al padrone, pecore perché senza dignità. Parlano di sportività insultando il capitano nostro, lui si fiero e degno, e poi si inginocchiano davanti al potente. Lo striscione lecchino al tecnico ospite mette il sigillo ad una società, ad una tifoseria, ad una squadra tra le più vergognose della terra.

La Roma invece deve sudarsela a Parma, anche oltre ogni logica. I gialloblu hanno onorato lo sport ma sono andati anche oltre. Il livore, la cattiveria che hanno messo in campo nemmeno una squadra in piena lotta retrocessione riesce a tirarla fuori.

Per fortuna che c’è Totti. Segna il vantaggio, prende un palo, fa l’assist per il secondo e congela la partita nel finale. Non si capisce cosa vuole Mirante quando esce dalla sua area di rigore per andare ad imbruttire al capitano. Stai a cuccia, non cercare gloria dove non c’è.

Taddei un leone in campo. Corre per tre, lotta, segna il raddoppio. Con la Roma spezzata in due della ripresa è lui a fare da collante tra attacco e difesa. È dura perché come avevamo previsto la rincorsa pesa e non sarebbe stato normale se la striscia senza sconfitte fosse arrivata a ventotto. Non è normale il resto, non è normale vedere squadre che danno il massimo da una parte e in doppia superiorità numerica si tirano indietro.

Non è normale Leonardi con il groppo in gola per non aver vinto la partita. Altro romano che quando vede giallorosso gli fumano le orecchie. Guidolin con il veleno prima in campo insultando i tifosi al seguito della Roma, poi ai microfoni insinuando errori arbitrali. Fate schifo.

Ranieri tiene salde le redini in mano, stringe i denti e con lui i giocatori. Il gol di Lanzafame poteva essere l’inizio della fine. Ma non si molla di un centimetro, fino alla fine. Ogni nostro passo avanti e un sottolineare le malefatte altrui. I giochi sporchi messi sotto il riflettore, anche se poi a nessuno fregherà nulla, tutti pagliacci di un circo mosso dal potente di turno, oggi Moratti.

Noi continueremo a pedalare nonostante tutto e tutti. Mercoledì finale coppa Italia e c’è solo un modo per giocarla: palla o piede. I tifosi tristi dicono ‘scansamose’, quelli fieri dicono ‘scansateve’.

petra@corederoma.it