mercoledì, Luglio 08, 2020 Anno XV
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Torniamo a parlare delle figure monarchiche di Roma. Ci eravamo  fermati al pacifico Numa Pompilio, che, oltre a tutte le sue innovazioni culturali, (calendario, culto delle vestali etc..), aveva garantito a Roma un lungo periodo di pace con i popoli confinanti, con i quali aveva stipulato trattati che stabilivano i precetti per una coesistenza solida.

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Spostiamoci nel Foro Romano, forse uno dei luoghi più antichi, dove sono concentrati la maggior parte dei culti e delle leggende che hanno segnato le tradizioni romane popolari e non.

Vicino alla Curia, troviamo un settore denominato come Lacus Curtius. Continua >>

Parliamo di una delle più antiche figure rituali dell’antica Roma, quella dei Salii, già noti in età numana.

Il loro nome deriva da una caratteristica della loro funzione, infatti salire si traduce come saltare, particolarità della danza che questi sacerdoti eseguivano durante le cerimonie, per l’appunto saltellando. Continua >>

Stavolta tratteremo la storia della vestale Tarpeia, figlia del comandante dell’arce capitolina Spurio Tarpeio.
Siamo durante il regno di Romolo, ai primordi della fondazione, quando si decretò che per trasformare l’accampamento in un conglomerato urbano ben delineato, era necessario garantire a Roma una successione, cosa alquanto difficile in assenza di donne, problema che si pensò di risolvere con il ratto delle sabine ed è proprio questo il momento storico in cui collocare la figura di Tarpeia. Continua >>