venerdì, aprile 20, 2018 Anno XV
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stefanopellegriniStefano Pellegrini se n’è andato a nemmeno 65 anni. Bisogna essere di quelli che hanno tante primavere sulle spalle per ricordarselo. Di quelli che hanno visto la Roma sulle panchine di legno verniciate di verde che c’erano una volta all’Olimpico. Di quelli che, tifando una Rometta senza grandi squilli e ambizioni, speravano ardentemente di trovare finalmente il talento che cercavano nei giovani virgulti che arrivavano dalle giovanili. Continua >>

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Gli articoli sono gentile concessione di Claudio Colaiacomo: dal libro Roma Perduta e Dimenticata  Compton Netwon Editori – segui Claudio su facebook o su twitter


A cavallo tra il dodicesimo e tredicesimo secolo, papa Innocenzo III trovò un modo piuttosto singolare per risolvere il problema dei bambini abbandonati dalle madri. A quel tempo gli abbandoni si susseguivano copiosi, nelle chiese, nei conventi o semplicemente per strada. Perlopiù figli di prostitute o di rapporti illeciti di cui si doveva mantenere il segreto a tutti costi. I piccoli erano registrati negli archivi cittadini come figli di madre ignota che in latino diventa Filius m. Ignotae, qualifica da cui discende senz’altro una delle male parole più tipiche del dialetto romanesco. Purtroppo quei poveretti abbandonati finivano sovente per morire per malattia e malnutrizione, se sopravvivevano prendevano la strada della malvivenza, del brigantaggio e della questua. Continua >>