giovedì, novembre 15, 2018 Anno XV
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MARCATORI: al 9′ Mané (L), al 15′ autogol di Milner (R), al 25′ p.t. Wijnaldum (L); al 7′ Dzeko (R), al 41′ e al 49′ s.t. su rigore Nainggolan (R).

Champions League: Dzeko trascina la RomaROMA (4-3-3) Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi (dal 24′ s.t. Gonalons), Pellegrini (dall’8′ s.t. Under); Schick, Dzeko, El Shaarawy (dal 30′ s.t. Antonucci). (Skorupski, Juan Jesus, Bruno Peres, Gerson). All. Di Francesco.

LIVERPOOL (4-3-3) Karius; Alexander-Arnold (dal 47′ s.t. Clyne), Lovren, van Dijk, Robertson; Wijnaldum, Henderson, Milner; Salah, Firmino (dal 42′ s.t. Solanke), Mané (dal 38′ s.t. Klavan). (Mignolet, Moreno, Woodburn, Ings). All. Klopp.

ARBITRO: Skomina (Slo).

NOTE: spettatori 61.889. Ammoniti Lovren, Robertson, Solanke e Florenzi per gioco scorretto, Manolas per c.n.r.. Recupero: 1’ p.t.; 3’ s.t.




ROMA – Fossimo nel designatore della Uefa, Collina, cominceremo a preoccuparci. Non lo farà. Gli arbitri delle semifinali di Champions sono stati vergognosi (bizzarro notare come per il Real, una spintarella a favore è rigore – Juve docet – contro invece no). Dopo gli orrori di Brych all’andata, ieri sera Skomina – indicato da molti come l’arbitro della finale di Kiev, se l’alternativa è davvero Mazic siamo messi malissimo – ci ha messo pesantemente del suo, condizionando il risultato finale. Alla Roma mancano due rigori, uno dei quali clamoroso per una “parata” vera e propria. E quello dato è un “regalo” che fa rabbia, perché sa di compensazione. Non solo, ma il gol dell’1-2 è viziato da un possibile fallo di Van Dijk su Dzeko, spostato netto sul colpo di testa. Al presidente dell’ Uefa, Ceferin (quale è il detto? Dagli amici mi guardi Dio…), consigliamo di rivedere il suo giudizio tranchant sul VAR: meglio un aiuto anche se in fase sperimentale che questa sconquassata classe arbitrale.

RIGORE/1 – Il primo rigore negato alla Roma è sulla coscienza dell’assistente numero uno, Jure Praprotnik, che con Skomina andrà ai mondiali in Russia. Giudica in posizione di fuorigioco Dzeko al momento del lancio in verticale di Pellegrini, mentre invece il bosniaco è tenuto in gioco in maniera evidente da Van Dijk. Con il VAR, ci sarebbe voluto nulla per stabilire la bontà della posizione di Dzeko e, dunque, assegnare il rigore, visto che poi l’attaccante giallorosso viene placcato da Karius.

RIGORE/2 – Il secondo penalty negato è clamoroso: sul tiro al volo di El Shaarawy, AlexanderArnold ha il braccio destro larghissimo e con quello colpisce il pallone, in stile parata in tuffo. Neanche l’addizionale numero uno, Matej Jug, internazionale dal 2007 (ma semisconosciuto) s’è accorto di nulla (vederli adesso, gli addizionali, in epoca di VAR, sembra di assistere ad un film in bianco e nero). Non solo, ma il tiro era diretto in porta, sarebbe stato rosso.

RIGORE/3 – Incredibile il rigore assegnato alla Roma: il tocco di Ünder viene toccato dal braccio sinistro di Klavan che è appiccicato al corpo come più non si poteva, mai e poi mai poteva essere penalty. O forse, in un caso, sì: di chi sa di aver sbagliato (facile farlo a 60” dalla fine) e vuole compensare.

FALLOSO – C’è anche un’ombra pesante sul gol dell’1-2: vero, è Dzeko che di testa serve Wijnaldum, ma sul bosniaco c’è una carica netta di Van Dijk, che lo ostacola proprio al momento del colpo di testa. Poco prima aveva fischiato una non-spinta di Schick su Lovren.





Fanculo a Liverpool e ai Beatles... Stones tutta la vita!


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