sabato, dicembre 14, 2019 Anno XV
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Si stava per ripetere, anzi incredibilmente per ripetere. Come a Leverkusen il doppio vantaggio viene bruciato in pochi minuti, un black-out che porta gli avversari a fare male con facilità. E proprio come in Germania si è rischiato anche di subire il sorpasso.

Fortunatamente la fotocopia è stata interrotta, la Roma ha avuto la forza di spegnere il processo che avrebbe portato quasi sicuramente all’uscita dalla Champions. Ma quanta sofferenza, persino in superiorità numerica.

La squadra attualmente è devastante quando ha spazi a disposizione. Col campo aperto compie accelerazioni che fanno male, anche se poi non concretizza quanto dovrebbe, come contro il Bayer. Il primo tempo doveva finire almeno con tre gol di scarto.

L’inizio shock della ripresa ci ricorda che, se attaccata in velocità, la retroguardia giallorossa sbanda in modo pauroso. Questo è frutto del poco equilibrio che si ha con uno schema che prevede Pjanic e tre punte se gli esterni non si sacrificano come a Firenze.

Non appena Salah, ma soprattutto Gervinho, hanno abbandonato la fase difensiva, il centrocampo ha iniziato a sbarellare e la difesa si è trovata in disarmo.

È importante che Garcia capisca che continuare a subire gol a raffica mina la compattezza e la sicurezza della squadra. Lavorare sodo sull’equilibrio, proporre moduli non troppo spregiudicati, capire che un giocatore può essere decisivo anche se parte dalla panchina (certo non Iturbe).

Ora siamo secondi nel girone, ma non è stato fatto nulla e all’ultima gara il destino potrebbe non essere tutto nelle nostre mani.