sabato, dicembre 15, 2018 Anno XV
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Le tante sfumature di grigio ultimamente danno in testa a parecchia gente, non ultimi i capacissimi dirigenti della AS ROMA 1927.
Il loro prodigioso fiuto per il marketing ci ha portato a giocare con una tenuta degna dei peggiori senza colore della storia del pallone.
La condotta dei giocatori, dell’allenatore, della dirigenza, dello staff tecnico, dei preparatori atletici, dei sanitari è FIGLIA LEGITTIMA delle scelte scellerate di questa proprietà che ha tentato (ed in parte ci è riuscita) di estirpare le radici GIALLOROSSE da cui ogni tifoso trae linfa.

Ci ritroviamo allontanati dallo stadio, per scelta nostra, vero, ma mai scelta fu più dolorosa e più eteroindotta da fattori coercitivi e punitivi imposti da questura, prefetto e società, loro sì MOSTRI A TRE TESTE.
Farete a meno di noi, faremo volentieri a meno di questo calcio, di questo stadio.
Parlare della partita di ieri sera ingenera solo un’immensa tristezza.
Osservare con dolore quanto distante è ormai il rapporto tra giocatori e allenatore, tra società e tifosi, fa raccapriccio. Continua >>

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La Roma è un bimbo capriccioso che, nonostante rimedi schiaffoni su schiaffoni, non ne vuole sapere di smettere: continua a ripetere ossessivamente un comportamento non adeguato. Continua >>

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GARCIA A MEDIASET

Ha il rimpianto per il primo tempo? Forse anche tatticamente sbagliato…
Ovviamente abbiamo sbagliato il primo tempo, forse mancava l’equilibrio visto che abbiamo preso gol tutti dalla stessa fascia, quando è entrato Torosidis ci ha riequilibrato le cose, dopo abbiamo pagato caro il cinismo e anche un po’ di fortuna loro, loro traversa-gol, noi traversa fuori con Florenzi, conta anche questo. Il gioco è fatto di errori e noi ne abbiamo fatti di più, nel secondo tempo almeno abbiamo fatto di tutto per recuperare e meritavamo un punto, non meritavamo di vincere perché con questo primo tempo non si può vincere, ma almeno il pareggio sì.
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