domenica, dicembre 16, 2018 Anno XV
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Siamo ritornati lì. Lì dove abbiamo vissuto i più bei momenti dell’infanzia.
Il giovedì a scuola era una giornata memorabile! C’erano due ore d’Italiano, sì, ma poi a seguire un’ora di educazione musicale, dove l’unica occupazione era fantasticare sulla scamiciata (si chiamava così un classico abitino di quei tempi, una sorta di salopette con una minigonna) di pelle dell’insegnante, una biondina dai capelli lunghissimi tipo sbarbina del Piper, e poi due ore di educazione fisica, un’ora divertente sia per gli esercizi e le partite di pallacanestro, sia soprattutto per le escursioni furtive nello spogliatoio delle femmine. Continua >>

In cuor suo io lo so lui idolatra Francesco
Altrimenti assai grama era la sua esistenza
D’insegnante ai bambini con forzata pazienza
A tirare di scherma dico aho stavi fresco! Continua >>

Dovendo sceje ar massimo fra Dudu e la Taverna
Fra li boiscaut cretini e d’ItaGlia li fratelli
Evito de mischiamme ‘n fra mezzo a ‘sti macelli
Me ne sto a casa ar fresco a beve amaro Averna

Dar 26 de maggio volaveno li stracci
Le purci co’ la tosse più sù der culo cacheno
Pe’ fa’ li snobbe a buffo nemmanco ‘n curva entraveno
Nun è la bira, è piscio: a soggetti poveracci!!