martedì, aprile 25, 2017 Anno XV
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Gli articoli sono gentile concessione di Paolo Leone: dai siti corrieredellospettacolo.netculturaeculture.it, e settimanale MIO 


corriere dello spettacolo

Corriere dello Spettacolo

Roma, Teatro della Cometa (via del Teatro Marcello) dal 23 novembre all’11 dicembre 2016

Orgoglio, bestia feroce. Ha ragione Anna Vulli, la protagonista femminile, la giornalista in Nessun luogo è lontano, in scena al Teatro della Cometa dal 23 novembre all’11 dicembre, ad affermare dello scrittore Mario Capaldini che sta giocando col fuoco isolandosi dal mondo, dagli affetti, dai rapporti umani, per il suo giustificato ma insensato orgoglio. E ha ragione Ronny, il nipote dello scrittore, così travolto dalla vita da dichiararsene disinteressato, ferito anche lui, a cercare nello zio un barlume di affetto. Ha ragione anche Capaldini, tradito, disilluso e annientato da un mondo di ipocrisia. Ma soprattutto, ha ragione Giampiero Rappa (autore, regista, nonché interprete dello stesso Capaldini) ad aver creato questo piccolo gioiellino di pièce. Insolito, ma non raro, nel panorama commerciale del teatro romano. Basta cercare. Evidentemente qualcuno ha cercato e scovato il suo spettacolo, l’anno scorso all’Argot, che ora brilla in uno dei teatri storici della città. Nessun luogo è lontano è la storia di uno scrittore di successo che, dal momento in cui rifiuta un premio letterario, decide di ritirarsi in una baita e tagliare tutti i ponti, al costo di divenire un eremita inavvicinabile.

Giampiero-Rappa_Corriere_dello_Spettacolo

Giampiero-Rappa_Corriere_dello_Spettacolo

Lo interpreta Rappa stesso, una maschera di rabbia repressa che fa paura e tenerezza allo stesso tempo. Una giovane giornalista ottiene in qualche modo il permesso di intervistarlo, con imposizione di mille regole che ben presto faranno naufragare il proposito. Ma Anna, una bravissima Alice Ferranti, nonostante il trattamento ricevuto, rimane colpita da quell’uomo, lei non si arrende alle apparenze, e nel tempo cercherà di capirne l’essenza, con empatia. In scena irrompe il nipote dello scrittore, giunto all’improvviso senza apparente motivo, interpretazione magistrale di Giuseppe Tantillo, in un ruolo che spezza la tensione nella baita con la forza della spontaneità. Un’anima tormentata anche la sua, per motivi che scopriremo pian piano, ma un personaggio drammaturgicamente esplosivo. In un’ora e quaranta Rappa disegna i suoi personaggi con mille sfumature. Ognuno, dietro la sua maschera, cela qualcosa di più profondo e forse l’arrivo dei due nel suo mondo recintato riuscirà a scuoterlo da quel pericoloso isolamento. Forse era quel che aspettava per tornare a vivere, per potersi sciogliere in un pianto e un abbraccio. Scopritelo andando a teatro. Ci sono occasioni che non vanno perse e che sanno far riflettere profondamente sull’animo umano. Nessun luogo è tanto lontano da perdersi completamente. Teatro di gran qualità, attori eccellenti.

Paolo Leone

Nessun luogo è lontano, scritto e diretto da Giampiero Rappa. Musiche di Stefano Bollani; assistente alla regia Alberto Basaluzzo; scenografia Gianfranco Ghisu; costumi di Lucia Mariani.
Si ringrazia l’ufficio stampa del teatro della Cometa nella persona di Maya Amenduni