lunedì, settembre 23, 2019 Anno XV
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Non c’è niente da fare, quando la storia in persona entra in campo, tutto può succedere. Quando la classe, l’istinto incontrano un professionista serio, ne esce fuori un quadro magnifico e resistente. La poesia diventa realtà e si materializza davanti a tutti.

La Roma gioca di nuovo male, sono due partite che è in difficoltà. I giocatori appaiono opachi rispetto all’inizio della gestione Spalletti. Spesso sono inconcludenti e non facenti parte della stessa orchestra.

Ancora una volta si deve chiedere aiuto a chi ha i superpoteri, al nostro Jeeg Robot. Perché è giusto puntare sul gruppo, ma, quando questo cala, solo il campione può tenerti a galla. Quando la macchina sbanda, solo il campione te la rimette dritta.

E nell’AS Roma di fuoriclasse, purtroppo, ce ne è solo uno. E, anche se gli concedi pochi spiccioli di partita, lui te la ribalta. Fa parte della magia del football, fa parte della energia positiva che il dieci giallorosso emana.

Totti è l’interruttore della squadra, dell’Olimpico, del calcio. Quindi, finché gli andrà di giocare, è peccato mortale mettergli i bastoni tra le gambe. È peccato mortale fargli elemosinare ciò che gli spetta naturalmente. Il contratto si rinnova senza se e senza ma, poi il mister è libero di impiegarlo come vuole e quando vuole, tenendo conto però che ha di fronte la storia.