sabato, dicembre 07, 2019 Anno XV
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Gli articoli sono gentile concessione di Paolo Leone: dai siti corrieredellospettacolo.netculturaeculture.it, e settimanale MIO 


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corriere dello spettacolo

Roma, Teatro Roma (via Umbertide 3), dal 5 al 24 aprile 2016

La dignità dell’essere umano reclama il suo diritto d’essere ad ogni età. Troppo spesso viene dimenticata in nome di una pacifica sopravvivenza, di un finto benessere, sacrificata sull’altare del Dio denaro o di rapporti familiari deteriorati. La disperazione per il dissolvimento di quelle poche e precarie sicurezze economiche, da una parte, e quella per l’avvicinarsi di una fine triste, abbandonato in un letto di una casa di cura dall’altra, fa sì che nasca una fiera alleanza tra infermiere e un paziente, per una sacrosanta e clamorosa protesta che attiri l’attenzione sull’ennesimo licenziamento.

Roberta Skerl, commediografa che ci ha abituato, nei suoi testi, all’attenzione verso tematiche sociali affrontandole con il sorriso amaro, fa centro anche stavolta con La notte della Tosca, in scena al Teatro Roma dal 5 aprile. Le tre infermiere Ivana, Anna e Linda (rispettivamente interpretate da Gabriella Silvestri, Annachiara Mantovani e Claudia Ferri) ed il ricoverato Oscar, un ex delegato sindacale degente da anni nella struttura (Pietro Longhi), sono lo specchio di una società traballante, anestetizzata dal “potrebbe andare peggio”, non più abituata ad alzare la testa, ma solo a lamentarsi.

La notte della Tosca

La notte della Tosca

Lui però ha una storia di battaglie alle spalle e cerca di infondere nelle tre donne, precarie da anni e licenziate per la dismissione della struttura sanitaria, il fuoco della lotta. Escogita, ispirato dal suo amore per la lirica, il piano clamoroso: l’occupazione della terrazza di Castel Sant’Angelo, mèmore della Tosca, per attirare l’attenzione mediatica sull’ingiustizia nei confronti delle tre infermiere.

Riuscirà l’impresa? Riotterranno un posto di lavoro? La risposta non la svelo per chi vorrà andare a vedere questa commedia delicata, in cui si ride ma non si perde mai d’occhio la drammaticità dei tempi odierni, tipico della scrittura della Skerl. La sua drammaturgia, in questo caso, si affida alle atmosfere create dalle musiche operistiche ed alle espressioni degli interpreti, ai silenzi, ai movimenti e ai dialoghi essenziali, ora sferzanti ora intrisi di malinconica dolcezza.

La notte della Tosca è uno sguardo lucido sul disincanto dei nostri giorni, in cui non vince più nessuno (come dice il questore, Pierre Bresolin), in cui non si è più abituati a protestare per i propri diritti che, anzi, vengono subdolamente fatti apparire come privilegi. La lucidità e il pragmatismo di Oscar saranno il coraggio che manca alle tre povere donne, timorose delle conseguenze del proprio gesto. Una paura con cui ci hanno immobilizzati.

Commedia gradevolissima, interpretata con naturalezza ed armonia dai quattro attori in scena, diretti dalla regia attenta di Silvio Giordani, con bellissime scenografie di Lollo Zollo e con le musiche curate da Eugenio Tassitano.

Paolo Leone

La notte della Tosca, di Roberta Skerl. Con: Pietro Longhi, Gabriella Silvestri, Claudia Ferri e Annachiara Mantovani. Con la partecipazione di Pierre Bresolin. Regia di Silvio Giordani; costumi di Lucia Mariani; disegno luci di Sacha Donninelli; aiuto regia Olimpia Alvino; sarta di scena Elisabetta Viola; musiche a cura di Eugenio Tassitano; foto di scena di Stefano Giorgi