lunedì, luglio 22, 2019 Anno XV
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Con le piccole facciamo una fatica enorme, con le grandi in forma sono scoppole, con le grandi in difficoltà (vedi Real) si perde comunque, nonostante la possibilità di giocarsela. Questa è la Roma in Europa, frenata da una mentalità che cozza pesantemente con lo spirito necessario per andare avanti.

Ha fatto bene il mister a richiamare tutti all’ordine, non c’è niente di positivo quando prendi quattro gol e ne segni zero. Non c’è niente di positivo quando una squadra come i blancos, seppur forte, ti concede palle gol talmente nitide da poterci costruire il passaggio del turno e tu le getti via una ad una.

Partite che segnano un percorso nelle quali devi dare il duecento per cento e, se non vai avanti, devi uscire incazzato, non sollevato.

Si poteva fare di più, è questo che deve entrare nella testa dei giocatori perché, se non passa questo, non si farà mai il salto di qualità. Se ci si accontenta delle prestazioni e non dei risultati non avremo mai la gloria.

Il Madrid è un squadra con dei singoli da far paura, ma concede tantissimo per mancanza di organizzazione. Il distacco dal Barcellona è lì a testimoniarlo. Certo, non significa che si doveva passare per forza, sarebbe folle. Ma di fronte all’eliminazione doveva esserci rabbia, rabbia agonistica, quella che ti fa dire che, se dovesse ricapitare uno scontro del genere, non andrà cosi.

Spalletti ha capito dove deve battere, per fa questo però ha bisogno dell’appoggio incondizionato e costante della società. Senza di quello i giocatori potrebbero averla di nuovo vinta.