martedì, Giugno 02, 2020 Anno XV
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Il miracolo che si richiedeva non era certo per il risultato, quello si dava per scontato. Giocare con l’ultima in classifica, praticamente retrocessa, non richiedeva qualcosa di eccezionale. Sarebbe bastata la normalità.

Eppure nemmeno il cambio di allenatore ha dato la scossa che ci si aspettava. Nemmemo quella emotiva che, di solito, è la più scontata. Partita identica alle precedenti, copione identico anche con il regista diverso.

Sono gli attori che purtroppo rimangono gli stessi, inadeguati a recitare degnamente su un palcoscenico di alto livello. Ci si può aspettare di più? Certo, ma difficilmente riusciranno a darlo per grossi limiti mentali e tecnici.

Spalletti forse non sa bene dove è finito. Se riuscirà a cavare del sangue da tutte le rape che stanno a Trigoria, allora sì che farà il miracolo, farà l’eccezionale. Ha detto che tanto è cambiato e la maggior parte forse in peggio, visto che siamo di nuovo a ricominciare un qualcosa. Nemmeno Penelope era così veloce a fare e disfare.

Come al solito il match si mette pure bene, dopo il vantaggio nessuna squadra che si rispetti si sarebbe fatta raggiungere da una retrocessa, nessuna squadra avrebbe subito un assedio nei primi dieci minuti della ripresa.

E invece, puntuale, arriva il pareggio sull’ennesimo rigore regalato. Stavolta è stato Castan, certo in ritardo di condizione, ma prima di lui Torosidis, Maicon e altri hanno fatto lo stesso. E il copione scritto per questa maledetta stagione e, per ora, nessuno è in grado di strapparlo.

Si punta il dito su Dzeko che non segna mai, ma si continua a sbagliare bersaglio. Come Garcia, che aveva le sue colpe, ma non era la causa dello scempio. È il vertice che è inadeguato e impreparato. E, se nulla cambia in testa, ai piedi troveremo la melma.