mercoledì, novembre 20, 2019 Anno XV
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A volte succede che le cose vanno diversamente dal normale. Che le regole della vita, del calcio si spezzano per un momento e che quello che è giusto e meritato riesce a venire a galla.

Partita dominata, a senso unico, con l’unica pecca di averla riaccesa per pochi minuti, nonostante l’avversario si fosse già arreso palesemente.

La prima frazione ci regala una Roma forse mai vista la scorsa stagione. Con voglia, grinta e foga agonistica. Avrebbe meritato di chiudere sicuramente in vantaggio, visto lo zero assoluto creato dagli avversari.

Il capolavoro di Pjanic che pietrifica Buffon sulla linea di porta e il meraviglio stacco di testa di Dzeco che inchioda Chiellini sono le ciliegine su una partita incredibile. Incredibile perché, dopo Verona, era impensabile trovare una prestazione del genere.

Eppure, in una situazione perfetta di doppio vantaggio e Juve in dieci, siamo riusciti a complicare il tutto, arrivando ad un finale da brividi.

Chiaro che era necessario un cambio a centrocampo, con Keita in riserva e Pjanic e Nainggolan spremuti. Ma in panchina non c’erano riserve adeguate ed è qui che bisogna intervenire. L’errore dell’ivoriano che riapre il match è frutto della mancanza di lucidità.

Meno male che, come a volte succede, l’ingiustizia non trionfa e la manona di Szczesny, oltre a deviare la palla del pareggio, sciacqua anche la bocca di Bonucci.

L’obiettivo ora è far sì che non sia la classica rondine, gli spettri della scorsa stagione ci sono ancora e solo un filotto di prestazioni simili ci potrà convincere che le cose sono cambiate.