domenica, agosto 18, 2019 Anno XV
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Partita senza troppi calcoli, una semifinale lontana dai classici tatticismi italiani. Due squadre che si sono affrontate a viso aperto, senza sconti e con pochi filtri.

Tante occasioni pericolose ma è la Roma a colpire per prima con la mente, Totti, e il braccio, Gervinho. Gol meraviglioso bissato dal siluro di Strootman che porta i giallorossi sul due a zero.

Il match si era messo sui giusti binari anche se il Napoli non stava certo a guardare peccando però in fase conclusiva. Addirittura a fine primo tempo la Roma ha la palla per chiudere probabilmente il discorso qualificazione. Il tre a zero sarebbe stata la mazzata definitiva che ci avrebbe regalato la finale di maggio.

Il calcio però è questo, dal triplo vantaggio al due a uno passa pochissimo quasi solo l’intervallo. Errori e sfortuna ridanno fiato agli ospiti, vicini al crollo psicologico. Trovano il pari e l’inerzia dell’incontro rischia di trasformare il bello del primo tempo in un incubo finale.

Invece gli uomini di Garcia ci sorprendono ancora una volta e allo scadere ritrovano il vantaggio, fondamentale per andare al San Paolo senza dover fare l’impresa.

Il Napoli ha giocato come sempre, fortissima davanti ma con grosse lacune difensive e i gol presi in stagione stanno li a dimostrarlo. La Roma si è fatta trascinare in un incontro di boxe a guardia bassa dove si rischia di farsi davvero male.

La gara di ritorno sarà diversa e i giallorossi visti durante tutto il cammino di questo campionato potranno fare tesoro del piccolo vantaggio ottenuto all’Olimpico.

petra@corederoma.it