sabato, Giugno 06, 2020 Anno XV
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Partita maledetta alla vigilia. Campo invertito con motivazioni ridicole, formazione decimata da infortuni e squalifiche. Brutte sensazioni, talmente brutte da costringere il tecnico più coerente della storia a cambiare modulo, evento davvero eccezionale.

Difesa a tre se non a cinque, centrocampo a due se non a quattro e Destro unica punta. Bradley ha fatto una maratona tappando tutti i buchi possibili e proponendosi sempre in avanti. Tra l’altro la palla a Pjanic è un gran bel passaggio.

La Fiorentina ha giocato, ha preso tre legni ma la difesa sbanda peggio della nostra. La Roma però non è riuscita a sfruttare tutti i regali fatti dai viola. E questo poteva portare all’ennesima debacle.

Ma stavolta, oltre alla fortuna, in campo c’era er core. Si proprio lui quello che dalle parti di Trigoria non si era fatto più vedere. La squadra ha lottato e sofferto come mai in questa stagione.

L’emergenza forse ha aiutato a compattare il gruppo. Si poteva pure perdere ma lo spirito messo in campo non avrebbe lasciato spazio al rammarico.

Rizzoli ci ha messo del suo ammonendo a raffica i giallorossi, dando tre minuti di recupero nel secondo tempo supplementare (e come darne nove in un tempo regolamentare).

Speriamo che questa sofferenza sia la base per provare ancora ad inseguire il sogno. Questa prestazione deve rimanere nella testa come esempio: nelle difficoltà si può restare vivi ed uscirne fuori.

Ribadiamo il concetto: seguire il mister fino alla fine non c’è altra soluzione. Zeman ha dimostrato di avere un po’ di buonsenso, i giocatori facciano il loro, fino in fondo.

petra@corederoma.it