martedì, Giugno 02, 2020 Anno XV
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Il sapore del calice di vino rosso catalano è svanito dalla nostra bocca per colpa di due bicchieri di aceto ingoiati a forza, uno all’Olimpico e uno al Marassi.

Se con il Sassuolo ha pesato molto lo stravolgimento di formazione, contro la Samp ha pesato la scarsa incisività in attacco e gli errori madornali in difesa.

Ci ha provato tutta la partita la Roma, specie nel secondo tempo, ma ha cozzato spesso contro un muro blucerchiato capace di limitare al minimo il lavoro del proprio portiere.

Zenga si copre e aspetta gli episodi giusti. Garcia spera di ritrovare la stessa prestazione avuta contro la Juve. La voglia non manca, quello che difetta è la determinazione. Manca la ferocia di appropriarsi dell’incontro prima che gli eventi ti costringono all’impresa.

Gli attacchi giallorossi portano alla conquista di calci d’angolo in serie, purtroppo nessuno di questi porta a qualcosa di buono. Ed ecco che arriva il fattaccio della punizione, bravo Eder a sfruttare una barriera imbarazzante.

Mazzata micidiale ma la reazione c’è. I doriani sono costretti nella loro area, si fatica però a trovare un tiro pulito. Finalmente Salah si trova nella posizione giusta al momento giusto e conclude facilmente nell’angolo alto.

Sembra fatta, la vittoria non appare più un miraggio. Le pallottole però sono spuntate e col passare del tempo tutto diventa più difficile. Certo nessuno si sarebbe mai aspettato addirittura una sconfitta, ma l’autogol di Manolas è l’evento eccezionale che ti condanna ancora una volta.

Attualmente la squadra mostra tutti i suoi limiti in tutti i reparti, chiaro segnale che il gioco non c’è. Ora sono tutti sotto esame, mister e giocatori. Sta a loro dimostrare di valere di più del poco che si è visto finora.