giovedì, dicembre 12, 2019 Anno XV
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Una vera e propria ovazione ha salutato il giorno +18 di Samuele. Quasi una cantata da stadio confermata poi mercoledì 16 luglio quando, allo scoccare del giorno +20 con i mano i risultati delle analisi più aggiornate, i responsabili dello staff medico del Bambin Gesù si sono appunto lasciati andare agli olè di soddisfazione e a commenti decisamente ottimisti. Poco ci mancava che scrosciassero gli applausi o che, come tradizione curvarola impone, si passasse ai cori tipo “Sa-mu-ele alè alè alè“ o, ancor meglio, “vola Samuele vola.. sotto la curva vola.. la curva s’innamora.. tedesco vola…”.

Queste forse sono solo battute da zio tifoso ma effettivamente, a venti giorni dal trapianto di midollo, la progressione di recupero di Samuele non si può che definire, ripetendo quanto concordano i dottori,  “più che positiva se non straordinaria”.

A febbraio allorchè era arrivata la mannaia della prima diagnosi, quando a sentir parlare di leucemia mieloide acuta un nero sconforto s’era abbattuto sui volti di genitori e nonni e di tutti noi, la situazione sembrava disperata. L’eventuale decorso della faccenda, interpretato attraverso le smorfie e le pieghe da tre di briscola sui volti dei dottori, era misurabile solo in termini di percentuali. “Abbiamo un tot di probabilità ovvero da questa situazione, secondo i dati che conosciamo, si può guarire al 40 per cento col trapianto, forse al 50” diceva un ottimista. “Se ci arriviamo al trapianto” aggiungeva un altro autorevole camice bianco più serio e più votato al realismo.

Poi sono cominciati i cicli di chemio, gli alti e bassi umorali, i momenti di speranza alternati alla tensione per le battute d’arresto. E Samuele ne ha affrontati e superati quattro di cicli. Duri e tosti ma di fatto uno in meno di quelli inizialmente previsti. Poi nella nottata di venerdì 27 giugno, quando l’Italia pallonara più inguardabile e stracciata della storia stava tornando mestamente a casa, Samuele scendeva in campo e affrontava il suo personalissimo match mondiale: cinque ore di infusione d’un generoso sangue midollare donato da una ragazza tedesca, dall’identità ignota ma dalla compatibilità certa e da tutti benedetta per la sua scelta giusta di regalare ad un destinatario a lei sconosciuto una speranza di futuro felice.

Il contatore dei 100 giorni è cominciato così a scorrere seguendo la luce dei nuovi sorrisi del piccolo, vedendo i suoi zampettanti scatti passo doble dentro il lettino con una palla tenuta tra le  gambette, affrontando pure l’angoscia delle minacce indotte dallo stato di aplasia o l’insidia di momentanee crisi, conoscendo nuove parole e misurando momento dopo momento il numero dei nuovi globuli leucociti che si stabilizzavano, la quantità di piastrine che crescevano, la certezza che manco una cellula indesiderata fosse sopravissuta al trattamento.

E così finalmente siamo oltre il ventesimo giorno. Siamo cioè “solo” alla terza settimana della “vita nova” ma quel che conta è che ora Samuele ha già la valigia pronta per lasciare l’ospedale. E’ vero, prima del gong del giorno +100 previsto per l’11 ottobre, ogni bilancio sarà solo provvisorio. E anche dopo sarà così visto che i controlli periodici saranno altre tappe d’un percorso che non è fatto per stare tranquilli. Ma, apprensioni a parte, ormai ce n’è abbastanza per sorridere tutti un po’ di più, per scacciare l’incubo del “sangue bianco”, per strillare assieme: “Vola Samuele vola… La curva s’innamora… Samuele vola..”

 

Claudio Dag