venerdì, Febbraio 21, 2020 Anno XV
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Ci avviciniamo alla fine della monarchia, con il sesto e penultimo re di Roma: Servio Tullio, il secondo re etrusco, anche se il nome è romano, in carica per 44 anni, dal 578 a.c. circa, fino alla sua morte, 539 a.c.

Il nome delinea le umili origini del sesto re di Roma, in quanto figlio di una ex dignitaria, ridotta in schiavitù presso la casa di Tarquinio Prisco.

Il fato volle che Tanaquila, moglie di Tarquinio, quando Servio era ancora in fasce, vide brillare una stella o un fuoco al di sopra della sua culla, segnale che ella interpreto come designazione divina della discendenza monarchica.

Per consolidare un destino che sembrava scritto, Tanaquila fece sposare la sua prima figlia a Servio, per conferire lui un’identità reale a tutti gli effetti.

Purtroppo il popolo romano, non era abituato ad accettare come regnante la figura di un servitore del re, o almeno non al primo impatto, ma ancora una volta, l’abilità politica della moglie di Tarquinio, si rivelò determinante.

Al tempo della sua elezione, Tarquinio Prisco infatti, ebbe dei dissapori con i 3 figli di Anco Marcio, quarto re di Roma, ai quali aveva negato diritto di regno.

Questo episodio, molti anni dopo non era ancora stato dimenticato dai 3 eredi, che decisero di regolare i conti in una congiura.

Roma in quel preciso momento storico, non avrebbe retto ad un altro scossone al già precario equilibrio sociale, intravedendo così un futuro incerto. Per questo motivo Tanaquila, nascose la morte del marito, denunciando al popolo la congiura messa in atto contro di lui, ma confessando che in realtà Tarquinio Prisco era rimasto solo gravemente ferito nell’attentato e che aveva lasciato incarico a Servio di servire il popolo al suo posto, fino a quando non si sarebbe rimesso in forze.

In questa maniera il popolo, accettò più serenamente quella “temporanea” sostituzione, prendendo a ben volere il mite Servio Tullio.

Durante il suo regno, Servio attuò delle riforme, come l’aumento del numero dei militari, per poter far fronte all’espansione romana che iniziava a prendere forme concrete con la precedente espansione del circuito pomeriale (il quadrato urbano originario tracciato da Romolo), ma per questo dovette riformare anche gli standard di reclutamento, aprendo alle classi sociali non nobili, un passaggio che costituì un cambio anche politico, perché in quel momento si riconoscevano formalmente anche i cittadini al di fuori della parte nobile.

Conseguentemente a questa riforma, si rese necessaria anche la riorganizzazione delle tribù, che fino ad allora erano state 3 identificate dalla provenienza, (tities, ramnes e lucheres, rispettivamente i sabini sudditi di Tito Tazio, i romani, e gli etruschi),creandone 4, stavolta non per provenienza, ma per zona di appartenenza, ovvero la zona suburana, palatina, esquilina e collina delle quali avremo modo di parlare in seguito.

Morì anche lui in modo violento come il suo predecessore, spinto giù dalle scale della Curia da Lucio Tarquinio (o Tarquinio il Superbo, settimo e ultimo re di Roma).

I dati cronologici ovviamente sono sempre frutto di ricostruzioni, viene logico pensare, che in un arco di tempo così lungo come la monarchia romana, qualche nome sia andato perduto, o che i periodi di interregno non siano stati definiti esattamente sul metodo di reggenza.

La figura di Servio Tullio ci permette di riportare da subito un esempio concreto.

Secondo le fonti in questo arco di tempo di 44 anni, si potrebbe collocare la figura di un magister populi, carica molto importante a Roma, identificato in un certo Mastarna, trascrizione della parola etrusca Macstarna, ma non sappiamo se la parola si riferisse ad un nome proprio o fosse la parola etrusca per indicare una carica sociale etrusca, cosa che risulterebbe però improbabile in quanto Servio, era cresciuto in casa di Tarquinio Prisco, come figlio di servitori.

Consiglio artistico, la tomba François, presso Vulci, ospita numerosi dipinti che riportano le scene di questo periodo storico, con molti personaggi che potremmo identificare con i protagonisti della storia appena letta.

Valerio Pappalardo Lupo Grigio