mercoledì, ottobre 23, 2019 Anno XV
          Iscrizione Torna alla Homepage Segnala il sito


Non parlate più, non vi fate più sentire da qui a primavera. Basta con le solite cazzate dopo l’ennesima prestazione fuori da ogni decenza. Ecco cosa siete, indecenti.

Leggi il nostro commento alla partita Guarda le foto della partita Leggi le interviste dei protagonisti Guarda il tabellino
COMMENTO FOTO INTERVISTE TABELLINO

Il problema non risolto, l’unico fondamentale, è quello della testa. Ma per quella serve innanzitutto una società. E qui a Roma non c’è. Assente ingiustificata dal passaggio di proprietà in poi.

Non può essere rappresentata da Baldini che parla poco, ma quando lo fa ammoscia l’ambiente e la squadra. Le sue dichiarazioni alla vigilia della partita di Torino sfiorano la commedia, la tragicommedia. Ve lo immaginate che scende negli spogliatoi a muso duro con i giocatori? Si metterebbe a ridere pure Romagnoli.

Non può essere Sabbatini la società. Lui invece parla tanto, non ha chiuso più la bocca da quella famosa conferenza stampa di presentazione. Eppure proprio lì disse che a lui piace stare dietro le quinte. A Sabbatì, lavora e zitto, che a venti milioni so bono pur’io a comprà.

Serve un vero presidente, o per lo meno un A.D. con pieni poteri. Uno che aggiusti le deboli testoline che ci ritroviamo a Trigoria. Pallotta deve stare qui e, invece di buttarsi lui nella piscina, deve spinge giù tutti i giocatori per dargli una svegliata.

L’allenatore risente della situazione di cui sopra. Ma non per questo può essere giustificato. Zeman adesso deve dimenticare per un po’ la tattica e lavorare esclusivamente sulla testa. Senza agonismo, senza carattere, senza orgoglio puoi applicare lo schema che vuoi, sempre gli schiaffi prendi. Deve fare delle scelte chiare e non accettare ad esempio come terzino Taddei, messo lì da un allenatore che ha fatto più danni della grandine. Chi non merita di giocare o non lo segue deve stare fuori, il nome non conta.

I giocatori da parte loro dovrebbero solo vergognarsi. A chiacchiere sono i numeri uno. Devono dare tutto in campo e chi guadagna di più deve dare anche oltre. Sei milioni in serie A li prendono in pochi e meritano una giustificazione nelle prestazioni con l’AS Roma, non in nazionale o a parole.

Non pensavo si potesse fare peggio dello scorso anno. E invece so’ bastati venti minuti per salutare Torino e tornarsene a casa.

p.s.: ma alla prese per culo di Marotta occhio di lince, Cobolli pensionato, Elkan della cassa integrazione chi risponde? Ah già… Purtroppo non abbiamo una società

petra@corederoma.it