mercoledì, Aprile 01, 2020 Anno XV
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MARCATORI: Menez (R) al 3′ p.t.; Ronaldinho (M) all’11’ su rigore, Pato (M) al 22′ s.t.

MILAN (4-4-2): Dida; Oddo, Nesta, Thiago Silva, Zambrotta; Abate (Inzaghi dal 1′ s.t.), Pirlo, Ambrosini, Seedorf; Pato, Ronaldinho (Flamini dal 39′ s.t.). (Roma, Jankulovski, Favalli, Antonini, Huntelaar). All.: Leonardo.

ROMA (4-4-2): Doni; Cassetti, Mexes, Burdisso, Riise; Taddei (Guberti dal 26′ s.t.), De Rossi, Pizarro, Perrotta; Menez (Baptista dal 30′ s.t. ), Vucinic (Okaka dal 26′ s.t.). (Lobont, Andreolli, Faty, Brighi). All. : Ranieri.

ARBITRO: Rosetti* di Torino.

NOTE: pettatori 40 mila. Ammoniti Seedorf, Riise, Menez, Nesta per gioco scorretto, Doni e Pizarro per comportamento non regolamentare, Inzaghi per proteste. Al 36′ s.t. espulso Ambrosini per doppia ammonizione. Angoli 8-7. Recuperi 1′ pt, 3′ st.

* da iltempo.ilsole24ore.com del 19/10/2009: Due pesi e due misure. Al 19′ Thiago Silva tira giù Menez in area con un braccio sulla spalla sbilanciandolo al momento del tiro. E’ rigore netto, ma Rosetti non lo dà.
Nella ripresa, invece, non ha dubbi a concedere quello dell’1-1 al Milan per un’entrata su Nesta di Burdisso che sembra prendere il pallone e poi le gambe. Insomma, due pesi e due misure: non è la prima volta che l’arbitro torinese è protagonista di clamorosi torti arbitrali alla Roma. E per Rosetti non è una novità. All’82’ è severissimo con Ambrosini espellendolo per doppia ammonizione per un normale contrasto aereo. Strani anche i tre minuti di recupero: tra infortuni, espulsione e sostituzioni ce ne sarebbero almeno cinque.

da Il Corriere dello Sport del 19/10/2009: Rosetti ha avvelenato il posticipo tra Milan e Roma, incidendo pesantemente sul risultato. Si discuterà anche oggi, anche domani, all’infinito: era rigore su Nesta? Guardiamola dalla parte di Rosetti e proviamo a dire di sì. Ma allora come si fa, con un metro simile, a non dare un rigore per un fallo ancora più netto e più solare su Menez nel primo tempo? Sarebbe stato il rigore del possibile due a zero. Si dirà ancora: la Roma avrebbe potuto e dovuto chiudere comunque la partita, visto che la stava dominando.

Diciamo che anche su questo siamo d’accordo, ma che c’entra con le decisioni di Rosetti? Il discorso eventualmente è parallelo e assolutamente svincolato dall’incredibile, inaccettabile modo di arbitrare di Rosetti, che ha fatto gridare anche a Ranieri che è stata una “vergogna”. Sono questi rigori non dati e dati i due episodi-chiave di Milan-Roma, anche se poi potremmo discutere a lungo su altri mille episodi, compresa l’espulsione di Ambrosini – apparsa assolutamente ingiustificata – e la mancata espulsione di Nesta per un fallo da ultimo uomo con chiara occasione da gol su Okaka. Restano quei due rigori, giudicati in maniera assolutamente difforme, da un arbitro che usa spesso utilizzare due pesi e due misure. Ricordate quel famoso Inter-Roma in cui l’arbitro espulse Mexes e graziò Burdisso (allora schierato dall’altra parte)? Bene, quell’arbitro era sempre Rosetti, a cui COllina dovrebbe fare un corso accelerato di equidistanza ed equilibrio. Perchè Rosetti è a suo modo straordinario: un intervento netto può non essere rigore, ma nella stessa partita un intervento molto più discutibile va punito comunque severamente. Fatto sta che la Roma è costretta a rinviare il suo rilancio definitivo, mentre può sorridere il Milan, che è tutto nelle due facce di Galliani. Bastava guardarlo alla fine del primo tempo e poi al novantesimo.

A. Vocalelli

da Il Corriere dello Sport del 19/10/2009:

Rosetti e la Ro­ma, storia di un disastro annunciato. Degli episodi di ieri sera – sotto gli occhi di Collina- a San Siro leg­gerete a parte. Ma la sto­ria è ricca di precedenti disarmanti. Cominciamo: Supercoppa 2007, Inter­-Roma a San Siro, finisce 0- 1, Rosetti sorvola su due contatti in area ne­razzurra molto dubbi (Materazzi sulle spalle di Giuly e Cordoba su De Rossi) prima di assegna­re un penalty solare (fallo di Burdisso su Totti). Stessa stagione (2007-08), partita di campionato: Ge­noa- Roma (0- 1), netta trattenuta di Bega a Vuci­nic (maglia allungata di un metro) in area, doveva essere calcio di rigore. Graziato Juric: fa fallo su Esposito, viene ammoni­to, sulla susseguente pu­nizione tocca volontaria­mente il pallone con le mani, meritava il secondo giallo. Ancora stagione 2007-08, partita chiave per lo scudetto a San Siro, Inter- Roma finisce 1- 1. Come? Con un’espulsione assurda di Mexes per doppia ammonizione (pri­mo giallo forse per qual­che parolina di troppo, la seconda per… non aver toccato Crespo (che simu­la), dopo aver graziato Burdisso (all’epoca dal­l’altra parte della barrica­ta) per un’entrata a piedi uniti brutta su Taddei che avrebbe meritato il rosso diret­to, o quanto­meno l’am­monizione (l’argentino era già ammonito).
Stagione successiva, stavolta la Roma incappa in Rosetti contro la Sam­pdoria a Genova (non ha mai diretto i giallorossi all’Olimpico, solo un ca­so?), in totale confusione. Padalino entra su Tonetto in area, arriva il rigore, ma poi l’internazionale di Torino ammonisce Luc­chini. Lo scambio di per­sona, permette a Padalino (che era già ammonito) di rimanere in campo, men­tre in caso contrario la Roma avrebbe giocato in superiorità numerica i re­stanti 20’. La partita finì 2-2.

Edmondo Pinna