mercoledì, ottobre 17, 2018 Anno XV
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Bologna-Roma: i tifosi ricordano Giorgio Rossi

MARCATORI: Mattiello (B) al 36′ pt, Santander (B) al 14′ st.

BOLOGNA (3-5-2): Skorupski; De Maio, Danilo, Calabresi; Mattiello, Svanberg (Mbaye dal 16′ st), Nagy, Dzemaili, Krejci; Santander (Destro dal 36′ st), Falcinelli (Okwonkwo dal 23′ st). All Inzaghi.

ROMA (4-3-3): Olsen; Florenzi, Manolas, Fazio (Kolarov dal 19′ st), Marcano; Cristante (Pastore dal 9′ st), De Rossi, Pellegrini; Kluivert (Under dal 14′ st), Dzeko, Perotti. All. Di Francesco.

ARBITRO: Massa di Imperia.

NOTE: Ammoniti De Rossi (Ro), Cristante (Ro), Fazio (Ro), Pellegrini (Ro), Mbaye (B), De Maio (B).
La Roma è scesa in campo col lutto al braccio per la scomparsa di Giorgio Rossi.


da LA REPUBBLICA del 24/9/2018

Il frutto dello smantellamento scientifico della Roma

Il portiere non c’è più, l’ordinatore di centrocampo non c’è più, la furia belga non c’è più e la Roma non c’è più. Il campionato prende atto dello smantellamento scientifico di una squadra che era quasi arrivata in finale di Champions e che ora sembra al finale di sé. La Roma schiantata al Bernabeu dal Real, va a Bologna e riperde come se il Bologna fosse un Real. La Roma senza Alisson, Strootman, Nainggolan, cuore. La Roma che prende due gol da una squadra che finora, senza offesa, ne aveva segnati zero. La Roma che incassa poco meno di due reti a partita, sono già 9 in 5 gare e dopo il Frosinone avrà il derby, una montagna e forse l’ultima fermata per Di Francesco. Anche perché la Lazio ne ha vinte quattro di fila e di nuovo vola, invece la Roma è lentissima, catatonica.
Che giorni duri, povero allenatore. Prima lo sputo al figlio con quelle allusioni razziste mai dimostrate, così la vergogna e l’offesa sono doppie; poi Madrid, che poteva evocare la vertigine del Barcellona ma è tutta un’altra storia, come se invece di qualche mese fossero trascorsi secoli e tutti a togliere, a perdere, a smarrire. Infine Bologna, lo sprofondo di una squadra senza più nulla dentro, incapace di reagire, forse addirittura di provare dolore.
Ma non è un caso. Qui c’entra poco o nulla la condizione atletica, cosa importa se Dzeko sta girando a vuoto. Altro è il diluvio che s’abbatte. Il presidente americano disgustato? E i tifosi, allora?
Perché l’equilibrio di bilancio sarà pure un sacro dogma e non si può ignorare, le cessioni a un certo punto diventano obbligatorie ma se per anni hai speso 700 milioni per farti umiliare da una squadra piena di debuttanti, allora il guasto è totale. Fa malinconia guardare la faccia di Totti in tribuna, e quasi tenerezza scavare nelle espressioni smarrite di quelli in campo: sembrano bambini della scuola calcio alla prima domenica importante su un prato spelacchiato, contro avversari di tre o quattro anni più grandi di loro. E sarà pure una strana suggestione, ma nella mente dei romanisti ancora sta volando Gervinho in quella cavalcata pazza, l’erba del Parma è felice, i ricordi della Roma tutti dolorosi, il presente carestia e siccità.

Maurizio Crosetti


da forzaroma.info

Crisi Roma, Ranieri: “Hanno venduto la spina dorsale della squadra. Io cerco un progetto serio”

L’ex tecnico della Roma Claudio Ranieri è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio 1, nella trasmissione “Radio Anch’io lo Sport”. Romano e romanista, l’allenatore che ha portato il Leicester alla vittoria della Premier League ha parlato del momento negativo della Roma, e dei suoi piani futuri. Queste le parole del tecnico, attualmente svincolato: “Di Francesco è uno dei migliori allenatori emergenti del calcio italiano. A Sassuolo ha fatto benissimo e così anche lo scorso anno alla Roma, quest’anno gli hanno venduto la spina dorsale della squadra. Ha bisogno di stimolare il gruppo per ritrovare il bandolo della matassa, spero che gli venga fatto fare il lavoro che merita di fare”.

Continua Ranieri: “Quando un allenatore firma un contratto conosce la filosofia della squadra Di Francesco sapeva a cosa andava incontro, la Roma vende da anni i pezzi migliori, poi è chiaro che un rendimento così non se l’aspettava nessuno. La Fiorentina ha cambiato tanto, ma sta volando, anche perché là i giovani se li coccolano, a Roma è diverso: i giocatori hanno paura di toccare il pallone, sembra che scotti. I tifosi devono stare vicini alla squadra”.

Di Francesco è in bilico, Ranieri accetterebbe di riprendere la guida della Roma? Nella mia mente c’è l’idea di abbracciare un progetto serio. Roma è nel mio cuore, ma sono un tifoso e spero che Di Francesco possa mostrare che le proprie idee sono valide. Quello scudetto sfumato nell’ultima mezzora della giornata conclusiva brucia ancora, ci penso spesso, per fortuna in parte mi sono riscattato al Leicester…”.