martedì, maggio 22, 2018 Anno XV
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DI FRANCESCO A SKY SPORT

Che cos’ha più delle altre la Juventus?
Sicuramente la mentalità costruita negli anni e una società alle spalle importante, solida, che riesce sempre a rimanere unita e compatta anche nei momenti di difficoltà. Credo sia determinante, riescono a lavare i panni in casa nelle difficoltà ed è il percorso di crescita che devono fare le squadre, devono prendere come esempio questa mentalità, questa rabbia e voglia di vincere le partite. Ogni fallo entravano in campo con tutta la panchina: è la mentalità, a volte un po’ eccessiva, di fare le cose insieme in ogni situazione, anche sbagliando, ma facendola insieme.

Per la Roma obiettivi centrati e una nuova mentalità
Credo che anche stasera la squadra le cose migliori le ha fatte in questo senso. Magari non è stata lucida nell’andare a concretizzare le tante palle rubate nella metà campo avversaria, ma ha avuto anche un certo predominio del gioco. Stiamo crescendo, ma non dobbiamo smettere. Avevamo tanti giovani alla prima esperienza a questi livelli, qualcosina in più si poteva fare in campionato. Peccato per stasera, se non fossimo rimasti in dieci avremmo potuto fare qualcosa di più. Non ci ha permesso di ripartire ed essere aggressivi in contropiede.

Possiamo ora pensare di non partire già battuti in Europa?
Abbiamo fatto un passaggio di crescita generale. Le partite si giocano fino alla fine ed è bellissimo, condivido fino alla fine e mi piace. E’ un cambiamento come quello delle seconde squadre. Non significa andare di là e dire “quello che succede succede”.

Cosa bisogna fare per colmare il gap con la Juventus?
Migliorare la rosa, cercare di andare a prendere dove siamo meno forti e nel far crescere la mentalità. Ma la spregiudicatezza e il desiderio di fare la partita sono basilari,, la forza sta nel farlo all’interno. Noi dobbiamo crescere a Trigoria, dando regole ben precise e farle rispettare. Non pensando che i giocatori più bravi debbano mettersi sul podio e gli altri a guardare, ma far sentire tutti titolari. Abbiamo cercato di proporre questo tipo di idea.

Hai già fatto fare un salto di qualità alla Roma: hai un nucleo di giocatori o di staff che possano far fare quel salto per l’Europa, per l’Italia e per la città, che spesso è stata criticata?
Sì, dobbiamo staccarci da questa realtà che, a volte, non è reale: ci si deprime con facilità e ci si esalta a due partite vinte. Dobbiamo trattare le vittorie e le sconfitte allo stesso modo, è un passaggio di crescita. Si può fare e credo che nel nucleo è cambiata la mentalità. Spesso ci si guarda dietro, invece bisogna pensare a cosa si può ancora fare.

La tua crescita è stata straordinaria
Grazie, credo che per me sia stata un’esperienza passata anche per degli errori, che sono fondamentali per crescere e migliorare, per toccare i tasti giusti. Sento che c’è maggiore convinzione nel modo di parlare, quando si viene nelle interviste e si parla una lingua comune lo vedo positivo. Poi bisogna accompagnare con i fatti, alcuni ci sono stati, siamo sulla strada giusta, ma non basta. L’allenatore deve stare sempre sul pezzo, senza trascurare nulla. Alessandro (Del Piero, ndr) è già avanti come idea.

Rinnova con la Roma?
E’ l’ultimo dei miei pensieri, sono convinto che troveremo un accordo. Il mio desiderio principale, aldilà del contratto, è continuare qui a Roma, sono convinto che ci sia il desiderio da parte di tutte e due di continuare.

Ha fatto guadagnare tanto a Pallotta, si faccia dare tanti soldi!
Magari rinforzeremo di più la squadra (ride, ndr).

DI FRANCESCO A MEDIASET

Prima esperienza romana: lei è stato attento a lavorare sulla mentalità, questa sera fa festa anche la Roma
Sì, in Champions abbiamo fatto davvero qualcosa di straordinario e rimane l’amarezza, perché potevamo ambire a fare di più. Anche questa sera per mentalità, anche in 10, mi sono piaciuti i miei. Sono soddisfatto.

Qual è l’errore commesso nel periodo di appannamento?
Un insieme di cose che non ci hanno aiutato e che non siamo stati bravi a gestire, io per primo. Non voglio guardare indietro, ma avanti e abbiamo portato avanti un pensiero, ossia la Roma. Con questa mentalità potremo toglierci grandi soddisfazioni, credo.

Anche per lei stagione straordinaria
Non capisco perché molti mi aspettavano al varco. Io sono educato e rispettoso e il pregiudizio non mi piace: per poter giudicare bisogna vedere. Non capisco perché si giudica per sentito dire. Io sono stato bravo e fortunato a lavorare dentro Trigoria.

Entusiasmante vedere la squadra crescere.
Sì, sono contento di aver visto crescere la squadra. Dico sempre che bisogna lavorare dentro Trigoria, bisogna sempre lavorare per essere competitivi e migliorarsi anche in questo ambiente.

Cosa serve alla Roma per essere l’anti Juve l’anno prossimo?
La Juve ha sempre dominato negli anni, per poterti battere bisogna fare qualcosa di straordinario, noi abbiamo il dovere di provarci e prenderci il credito anche in Italia.

DI FRANCESCO A ROMA TV

Che cammino è stato?
Si poteva fare meglio nel periodo di gennaio/febbraio in cui c’è stato un calo, ma poi abbiamo fatto grandi cose in Champions. Manca ancora il Sassuolo per poter fare un bilancio definitivo.

Il distacco da Juve e Napoli è reale?
I punti ci sono, possiamo fare molto meglio per cercare di abbattere questo gap. La differenza è avere continuità, quella che ci è mancata nella parte centrale del campionato.

La continuità e la mentalità si possono allenare?
Si possono migliorare costantemente, col lavoro. Bisogna andare tutti nella stessa direzione, rinforzare il nostro pensiero all’interno di Trigoria. Si può fare ed è un lavoro che è cresciuto tantissimo nella testa dei ragazzi, ma anche nella società, nel mio pensiero. Un po’ tutti siamo cresciuti, dobbiamo cercare di mantenere questa attenzione e migliorarla.

Oggi si poteva far qualcosa in più?
Oggi abbiamo fatto benissimo nel primo tempo, rubando palloni importanti. Siamo mancati nelle scelte finali: questa partita è stata il nostro campionato. Siamo stati una delle migliori difese, ma quei 10/12 gol in più avrebbero limato il gap che c’è tra noi e loro.

Florenzi dietro alla barriera?
E’ una scelta che abbiamo fatto, ma non si possono dire tutte le cose (ride, ndr). Era una cosa voluta perché,  se una punizione ravvicinata viene calciata bassa, c’è il rischio che il portiere non ci arrivi com’è capitato ieri ad Handanovic con Politano.

DI FRANCESCO A RAI SPORT

Avete cercato di vincere
C’era il desiderio di battere la prima, una squadra che ha dimostrato di avere una grande difesa e una grande mentalità. Fino a quando siamo rimasti in 11 cercavamo di pressare, dovevamo essere più lucidi , ma abbiamo fatto un’ottima gara, non concedendo nulla. Loro non ci permettevano di ripartire, poi la partita è andata a morire.

L’obiettivo per l’anno prossimo?
Si faranno dei ragionamenti per il mercato. Alla fine contano le vittorie, dobbiamo ambire a fare qualcosa di importante. Ci sono tante squadre che vogliono ambire a superare la Juve, come il Napoli.

Al figlio Federico (presente in studio)
Ieri l’ho chiamato per chiedergli se veniva ospite. L’ho saputo ora. Lo criticherò per questo.

Avrebbe messo la firma per la finale di Champions e la Roma terza?
Sarei stato contento, perché venivo da un ambiente differente. Insieme abbiamo ottenuto risultati importanti. Per la finale un po’ ci avevo fatto la bocca. Dobbiamo comunque essere contenti per la crescita e la mentalità. Non solo in Champions. Dobbiamo essere bravi a rimanere in gara su più competizioni.

Ci sono 18 punti di distanza, potevano essere meno?
Potevano essere più vicini, ma abbiamo fatto doversi errori. Ma dagli errori siamo cresciuti. 18 punti sono tanti, in alcuni momenti della stagione dovevamo pensare più al risultato. La Juve lo ha fatto e vince da 7 anni.

Si sente più “sacchiano” o “zemaniano”?
Zeman è stato un insegnante per come interpreta le partite. Non mi piace una squadra attendista. In questo momento non mi voglio sentire né “sacchiano” né “zemaniano”, ma “difranceschiano”. Dobbiamo dimostrare con le vittorie, i risultati e gli atteggiamenti. Ogni allenatore deve continuare il suo percorso e vale anche per me.

Un consiglio per Federico
Magari prenderò lui l’anno prossimo. Ultimamente ha fatto troppa panchina. Guarda come è rilassato, poi facciamo i conti a casa (ride, ndr).

DI FRANCESCO IN CONFERENZA STAMPA

Volevo ringraziare questo pubblico meraviglioso a cui stasera volevamo dare una vittoria.

La Juventus voleva più gestire
Il pensiero nostro era che magari loro affondassero quando eravamo in 10 per poi ripartire. Invece hanno gestito e, così, non riuscivamo a dare le pressioni del primo tempo. In questo senso la squadra mi è davvero piaciuta, ha avuto un pensiero unico di squadra.

Una ottantina di tiri in più della Juventus e 24 gol in meno
Siamo mancati a livello realizzativo. Se, non dico tanto, avessimo avuto quei 10 gol in più, avremmo avuto qualche punto in più. Abbiamo creato anche tanto.

Guardando i numeri, fino a Roma-Cagliari si era a 4 punti dal 1° posto. C’è stata una sorta di appagamento dopo Roma-Qarabag, diciamo che il richiamo di preparazione non ha prodotto gli effetti sperati?
Richiami di preparazione non credo che ne abbiamo fatti, magari avessimo avuto una settimana in più. E’ più una questione di recupero che di allenamento. Siamo stati poco cinici rispetto ad altre squadre nel momento di difficoltà, pensate che la Juve non abbia mai avuto un calo fisiologico? Noi dobbiamo essere bravi anche nel momento in cui abbiamo un pochino meno, magari senza andare sempre a prenderli nella metà campo avversaria.

Come farà a migliorarsi? Il difficile viene adesso
Bisogna sempre guardare in maniera positiva e costruttiva. Se  mi accontentassi, torneremmo ad un’altra mentalità. Non ho mai sentito un allenatore dire in conferenza che vorrebbe fare peggio dell’anno prima.

ALISSON A ROMA TV

La difesa è stata uno dei punti di forza quest’anno
Siamo cresciuti rispetto all’anno scorso, abbiamo lavorato tanto ogni giorno per migliorare questo aspetto. Sappiamo che, in Italia, chi subisce di meno è più vicino alla vittoria e noi abbiamo lavorato bene. Tutti e tre i difensori, insieme agli altri, hanno fatto un bel lavoro, ma dobbiamo crescere ancora.

Adesso il Sassuolo in trasferta
Abbiamo raggiunto la Champions, ora vogliamo il 3 posto, andiamo lì per vincere. Abbiamo fatto bene in trasferta, peccato che in casa, in Serie A, non sempre abbiamo dimostrato il nostro valore.

Dai un voto al campionato
Siamo mancati un po’ nella parte offensiva in campionato. Abbiamo pareggiato o perso qualche partita perché abbiamo sprecato negli ultimi metri, ma è una discorso di tutta la squadra, non solo degli attaccanti. Per vincere un campionato devi essere perfetto sotto tutti gli aspetti e la Juve lo ha fatto. Dobbiamo continuare sulla nostra strada, che è quella giusta.

Quando Di Francesco vi ha proposto la difesa alta, come l’hai presa?
Ha dato risultati in campo, la nostra difesa lavora meglio quando lavoriamo tutti insieme più alti. Dobbiamo stare sempre piazzati bene, ma questo è punto positivo. Oggi abbiamo rubato circa 15 palloni nella loro metà campo, questi sono i modi per fare male in attacco.

Quando hai visto meglio la Roma? La parata più bella?
Quella su Pjanic nel match di andata a Torino. Lui ha tirato da fuori, io l’ho deviata sul palo. E’ stata bella e difficile. La partita migliore della stagione è sicuramente quella con il Barcellona.

ALISSON A RAI SPORT

Cosa ci vuole per il terzo posto ora?
Vincere l’ultima partita. Quest’anno abbiamo fatto una grande Champions, non siamo riusciti ad arrivare alla finale, ma abbiamo fatto un grande lavoro. Dovevamo fare meglio in Serie A, ora dobbiamo vincere a Sassuolo.

Le voci sul Real?
Mi piace sentire queste voci, ma sono concentrato sul presente. Ho ancora molte cose da fare, come l’ultima partita e il Mondiale.

Rimarrà?
Vediamo.

Di Francesco cosa ti ha dato?
Per non parlare della tattica e del gioco, lui ha il desiderio di vincere. Dà un sentimento importante alla squadra.

ALISSON IN MIXED

Differenza eccessiva in classifica considerando quanto visto in campo?
Abbiamo lasciato qualche punto in questa Serie A, non siamo riusciti ad avere continuità in entrambe le competizioni. Il pensiero sempre girato su una partita importante, la fatica, ma su questo dobbiamo migliorare e giocare sempre per vincere.

Voto alla tua stagione?
Difficile valutare, potevo fare qualcosa meglio. Possiamo crescere ancora, ho 25 anni e devo crescere ancora per arrivare dove voglio.

Qual è la cosa più importante che vi ha dato Di Francesco?
L’organizzazione della squadra, sia difensiva che offensiva. Ha un desiderio grandissimo di vincere e porta questo sentimento nella squadra.

Te la senti di rasserenare i tifosi per il mercato?
Non parlo di mercato.

(da laroma24.it)