domenica, settembre 23, 2018 Anno XV
          Iscrizione Torna alla Homepage Segnala il sito


Guarda il tabellino Leggi le interviste dei protagonisti Leggi il nostro commento alla partita Guarda le foto della partita
TABELLINO INTERVISTE COMMENTO FOTO

DI FRANCESCO A PREMIUM SPORT

La sensazione è che la Roma sia rimasta al secondo tempo di Kharkiv: niente strappi né reazioni
Nel primo tempo invece abbiamo fatto una buona gara, non concedendo nulla, ma poco bravi in area. Dopo il secondo gol siamo svaniti. Si cercano alibi su un discorso fisico che non condivido, ci siamo allungati quando prima eravamo compatti. E’ mancata qualità, ma la squadra ha fatto una buona gara nel primo tempo.

5 sconfitte in casa, la terza nel 2018. Un campanello d’allarme?
Non possiamo essere contenti, ci aspettavamo un’altra partita. La squadra si è disunita nella ripresa, nel primo il Milan ha fatto poco, noi abbiamo anche creato qualcosa, ma con poca convinzione. Sul primo gol: avevamo lavorato su palle del genere, siamo scappati prima e dovevamo difendere meglio.

Difetta di personalità questa squadra?
La dimostrazione avuta oggi è questa, ci siamo abbassati troppo in partenza sul primo gol e ci siamo fatti sorprendere. Il calcio è fatto di episodi, dobbiamo essere bravi a portarli dalla nostra parte e dobbiamo essere bravi a reagire.

La scelta di Schick per mettere in difficoltà i centrali?
Si è aperto un po’ troppo, ha fatto buone giocare, ma non ha determinato come volevamo. Ricordiamoci che è un ragazzo che ha giocato poco e serviva dare riposo a Dzeko. Mi aspettavo un po’ più di inventiva e di profondità, ma la mia non è una bocciatura. La squadra è andata a scemare e non può accadere se vogliamo restare competitivi. E’ una responsabilità che mi prendo, non possiamo più permetterci passi falsi.

Squadra stanca nella ripresa?
Potrebbe anche essere, anche se ho cambiato qualche elemento. Devo dire che non ho avuto la stessa risposta. Ho avuto la stessa sensazione nel primo tempo e un po’ mi preoccupa. Nel primo tempo abbiamo retto bene, con poca qualità nell’ultimo passaggio, come ha fatto Suso con il suo assist. Ci è mancata cattiveria, ma mi sembra di cercare giustificazioni… Bisogna stare zitti e lavorare.

Si sente in discussione?
Una domanda che mi piace e non mi piace. Tutti gli allenatori sono in discussione, anche io mi sento in discussione.

A Nainggolan cosa succede?
Ha avuto un brutto trauma ed è uscito senza un dente, ma a parte questo mi serviva dare una scossa e ho messo un attaccante in più. Di sicuro non attraversa il suo miglior momento, ma abbiamo bisogno di lui. Oggi non mi chiedete del modulo, ma le prestazioni fanno la differenza e oggi ne abbiamo avuto la prova.

DI FRANCESCO A SKY SPORT

Vedendo questa partita insufficiente, si può arrivare ad una sentenza definitiva? Questo gruppo è limitato calcisticamente, fisicamente e caratterialmente, sarebbe ingiusto chiedergli di più?
Noi dobbiamo chiedere di più. Nel primo tempo abbiamo fatto bene, non concedendo nulla al Milan, dopo il gol ci siamo disuniti. A Kharkiv siamo stati un’ottima squadra per 50’, anche lì dopo il gol ci siamo disuniti. Dobbiamo migliorare dal punto di vista mentale, dobbiamo credere di poter raggiungere la Champions e passare anche il turno.

Mi chiedo se sia il collettivo che mortifica il singolo o il contrario?
Si gioca sempre con il collettivo, siamo al di sotto delle nostre qualità, qualche individualità è venuta meno, ma è anche normale. Abbiamo lavorato sulle giocate di Suso per Cutrone, a noi sono mancate queste giocate.

Guardi l’azione del gol, che doveva fare Manolas?
Sicuramente la parte iniziale è sbagliata, perché i due centrali devono scappare un attimo prima sulla palla andata a Kessiè: possono intercettare prima e non permettere a Suso di ricevere palla a difesa aperta, questa è una palla che va intercettata prima. Poi bisogna andare a difendere con l’uomo, la capacità di Manolas è quella magari di non portare subito dentro l’uomo, deve leggere questa palla, anticipare e correre verso la porta.

(domanda di Massimo Mauro, ndr) Mi spiace sentir dire che l’allenatore di una grande squadra come la Roma dica di essere contento di non aver fatto tirare il Milan. Una grande squadra deve ottenere di più
Siccome abbiamo fatto diversi errori che determinano il risultato, nel primo tempo abbiamo fatto tiri in porta senza decisione, però se dite che la Roma ha fatto lo stesso primo tempo e secondo parliamo di cose diverse, non parliamo di calcio io e te. Sicuramente dimostriamo di non essere una grande squadra, se dici che siamo una grande squadra significa che la colpa è dell’allenatore in questo momento. E me le prendo tranquillamente.

(domanda di Massimo Mauro, ndr) Vorrei invece che dicessi la verità. Devi pretendere che una squadra come la Roma giochi con un altro piglio. Non credo sia problema dell’allenatore, ma della squadra.
Ma è ovvio, io pretendo questo, non posso essere contento di quello che stiamo facendo in questo momento, ma non posso non sentirmi responsabile, non mi sembra giusto neanche venire in TV a puntare il dito contro i miei, sono discorsi che si fanno altrove. L’altro giorno ho letto che ho attaccato i miei giocatori, ma io non ho detto niente.

L’intensità si prova in allenamento.
Non può essere solo questione fisica, ma c’è un lavoro dietro. Se andiamo a vedere Udine, la squadra è cresciuta. Ma un giorno si parte male e l’altro bene. C’è qualcosa che non va, allora.  L’intensità la fa anche l’allenatore con il metodo e l’incitamento.

Oggi la squadra non era corta
Siamo calati nel secondo tempo, dico che ci alleniamo in un certo modo, ma non riusciamo a riportarlo in maniera totale in partita. Concettualmente è sbagliato e si vede che fisicamente c’è qualcosa da dare, ma dobbiamo lavorare e giocare con la squadra in maniera diversa.

Il cambio tattico nel portare Nainggolan nel ruolo dell’anno scorso lo fai per aiutare la squadra, sicuramente ci credi, ma poi l’allenatore deve andare avanti con le sue convinzioni
Sì, l’ho fatto anche per cercare di spostare qualcosa mentalmente e spostare un uomo di 10 metri non deve cambiare la mentalità. Si fa fatica a dare spiegazioni logiche in questo momento, abbiamo meritato di perdere, dobbiamo solo cercare di riprenderci e basta. C’era desiderio di far bene, lo si vede anche dai 10 palloni recuperati, ma siamo svaniti dopo il gol.

DI FRANCESCO A RAI SPORT

Che partita è stata?
Nelle scelte finali abbiamo fatto male, siamo andati poco in profondità e volevamo sempre la palla sui piedi, alla prima opportunità il Milan ci ha puniti.

Il cambio Schick-Dzeko?
Schick è un giocatore che va costruito, nel 4-3-3 tende ad aprirsi troppo, in questo deve migliorare. Però oggi non possiamo parlare di prestazione negativa da parte sua, la responsabilità è di tutti.

Fuori i senatori?
Per farli respirare, ci sono state tante ore di volo, non parliamo di bocciatura. Dobbiamo ritrovare il senso di squadra, nelle difficoltà non ci dobbiamo disunire.

Sembra una squadra al di sotto delle proprie possibilità?
La freschezza può fare la differenza, è una questione di atteggiamenti e di stare nella partita.

Qual è il vero problema della Roma?
Dobbiamo ritrovarci e responsabilizzare i giocatori più importanti. Dobbiamo riuscire a tenere certe partite. Ci dobbiamo ritrovare, faccio fatica a dare delle risposte concrete. Dobbiamo tirare tutti qualcosa in più, tutto sta diventando un alibi.

Cosa ha fatto di più il Milan e perché la Roma fino’ora ha perso 6 partite? C’è un problema di costruzione di gioco? 
Noi costruiamo diverse situazione, poi a livello concreto non facciamo mai cose semplici. Il gol di Cutrone è l’emblema del nostro desiderio di fare gol, ci manca quello. Ritengo solo che dobbiamo ritrovarci, non posso dire altro.

DI FRANCESCO IN CONFERENZA STAMPA

E’ solo un fatto mentale?
E’ anche un fatto mentale, può essere legato anche ad un discorso tecnico tattico. Questa è stata una sconfitta brutta, in altre gare magari perse hai cercato di costruire qualcosa. Però è vero che dobbiamo cercare di capire come mai non ci riesce perché ci è capitato troppe volte. La mia risposta può essere solo sul campo.

I famosi test fisici?
Quelli che arrivano a me sono positivi, se andiamo a vedere la partita sono diversi. Sull’aspetto fisico ci penso, se guardo la prestazione un pochino mi preoccupo, però mi rendo conto che c’è dietro un metodo, un lavoro che in questi anni ha portato a determinati risultati. Mi meraviglia vedere Perotti veder portare la palla per tutto il campo che vuol saltare tutti quanti, è una questione di scelte. Credo che, qualsiasi cosa avessi fatto oggi, non sarebbe cambiato molto. In tante altre gare abbiamo messo la squadra avversaria lì col 4-2-4, se tornassi indietro avrei messo più un centrocampista che un attaccante al posto di Nainggolan.

Come mai ha optato per il 4-3-3?
In base alle caratteristiche del Milan, se avessimo avuto due mediani, avremmo avuto fatica a recuperare quando ci attaccavano. Abbiamo fatto benissimo per un tempo, poi ci siamo persi. La scelta è legata alla squadra affrontata e al fatto che 4-3-3 e 4-2-3-1 sono due sistemi di gioco che rappresentano un valore aggiunto.

La squadra ha dato l’impressione di non sapere bene cosa fare per attaccare
Il risultato è giusto, abbiamo meritato di perdere. Però il fatto che ricercasse un determinato tipo di gioco c’era, ci incagliavamo negli ultimi 20 metri, dove non attaccavamo in profondità, ma tornavamo indietro. E’ quello che ho chiesto ai ragazzi, ma ci è mancato. Credo che questa squadra abbia alternato prestazioni buone, ma non ha avuto continuità nella prestazione e stasera ne abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione. Faremo le nostre valutazioni.

In 20 partite in cui avete preso gol ne avete perse 9: come mai, appena subite un gol, vi sgretolate? 
E’ anche un fatto mentale e legato al discorso tecnico-tattico. E’ stata una sconfitta brutta, in altre abbiamo cercato di costruire qualcosa. Devo prendermi le mie responsabilità e capire come mai questi errori si sono ripetuti un po’ troppe volte, cercando di entrare nella testa dei miei calciatori.

DI FRANCESCO A ROMA TV

Cosa non è andato?
Un po’ tutto, anche quando eravamo in partita, nel primo tempo, siamo stati bravi a riconquistare palla, ma nelle scelte finali abbiamo avuto pochissima qualità. Abbiamo incontrato una squadra in salute, in una partita di grande equilibrio dove noi abbiamo avuto maggiori opportunità nel primo tempo, dopo il primo gol è cambiato qualcosa. Da qui a dire che qualcosa è funzionato si fa fatica dopo questa partita.

La squadra fa fatica a reagire?
E’ così e non è la prima volta, sono tante le domande che mi devo fare, devo capire come risolvere questo problema, che diventa mentale e non fisico. Va cambiato qualcosa, non possiamo uscire delle partite con questa facilità.

Hai una visione corretta del momento?
Il fatto che siamo usciti dalla gara dopo aver preso gol è un dato di fatto. Io devo andarla a rivedere a livello tattico e a livello fisico. E’ un problema di testa, un timore di qualcosa. Abbiamo preso gol su una palla su cui avevamo lavorato in settimana, che ha cambiato la dinamica di una gara, siamo stati distratti con tanti giocatori che abbiamo all’interno. Io mi devo prendere le responsabilità, insieme ai giocatori e insieme dobbiamo uscire da questo momento, capendo qual è la soluzione migliore. E non parlo solo tatticamente. Mi rendo conto che, se in questo momento non riescono, si deve agire in un’altra maniera.

Cosa farai per venire fuori da questo momento?
Si rischia di buttare tutto all’area, abbiamo alternato troppe prestazioni, non abbiamo continuità. Dobbiamo lavorare nella testa e nel fisico per cercare di tenere la partita in tutti i modi e io devo parlare con questi ragazzi per capire realmente quali sono le problematiche che non sono mai venute fuori. I ragazzi sono convinti di quello che andiamo a fare, non dobbiamo perdere la connessione, abbiamo perso di vista il concetto di calcio in alcune fasi della gara.

Sta andando verso un compromesso per il bene comune?
Ho sempre cercato di farlo, cercheremo di modificare qualcos’altro per capitare. Alla fine siamo noi siamo questi: la cosa più facile magari sarebbe mandar via un allenatore per cercare di risolvere i problemi, invece siamo noi, dobbiamo cercare di riprendere il terzo posto e possiamo passare il turno in Champions. Non dobbiamo buttare tutto all’aria.

Quando non si è sereni non si può fare un certo tipo di calcio…
Certamente, quando non si è sereni non si possono fare certe scelte in campo. Quando si fa un 4 contro 3 non si può calciare in porta da soli. Pellegrini poteva giocarla su Under e aveva altri tre giocatori a sinistra. Quando non leggi questo, capisci che è una questione di lucidità mentale. E’ una montagna da scalare, ma abbiamo le energie e le forze per superarla. Una gara con un primo tempo come quello con lo Shakhtar e poi si perde 2-1 ti fa capire che questa squadra è capace di tutto.

FAZIO A ROMA TV

Cosa succede?

Oggi abbiamo fatto un gran primo tempo, muovendo la palla, ma ci è mancata un po’ di cattiveria. Loro alla prima occasione hanno segnato e questo un po’ lo abbiamo sentito, dopo il primo gol è stata una partita dura. Ora dobbiamo guardare avanti, la prossima settimana c’è una partita importante e dobbiamo vincere.

L’Olimpico non è più un fortino
Non è una questione di Olimpico, penso che sta accadendo anche fuori casa, non è un problema dell’Olimpico. E’ buono quando i tifosi appoggiano la squadra.

La squadra è in difficoltà atletica?
Hanno fatto gol al primo tiro, non ne ricordo altri, vale anche per il secondo. Abbiamo gestito benissimo il possesso palla nel primo tempo, stavamo giocando nella loro metà campo e, fino al gol loro, non avevano fatto nulla. Forse sbaglio, ma non ricordo occasioni.

Perchè risentite dei gol subiti? C’è una debolezza mentale?
Dobbiamo lavorare sotto tanti aspetti.

FAZIO A SKY SPORT

Avete il blocco, vi viene paura?
Noi lavoriamo, non penso sia blocco mentale. Oggi abbiamo subito gol alla loro prima occasione, anche il secondo gol. Andremo a casa a rivedere la partita e lo faremo con il mister e lavoreremo.

Vediamo il gol e l’errore di Manolas.
Se in una partita non ci sono errori da parte dei 22 giocatori in campo, sarebbe una partita da 0-0, ma non sarebbe calcio. Io penso che, fino al loro primo gol, abbiamo fatto bene, nella seconda parte sono stati bravi a chiudere la partita.

FAZIO A PREMIUM SPORT

Dov’è la personalità? Perché questi crolli?
Il Milan ha segnato alla prima occasione, avevamo controllato la partita fino a lì. Lavoreremo.

Il momento più complicato per la Roma? Ora c’è il Napoli, siete al quinto posto…
Se pensiamo che sia il momento peggiore o solo agli aspetti negativi sicuramente non andrà a finire bene. Dobbiamo credere in noi e andare avanti, siamo lì in lotta per il terzo posto e dobbiamo continuare.

Il calo nella ripresa?
Non penso ci sia un problema fisico, hanno segnato all’inizio della ripresa dopo aver giocato per un tempo nella loro metà campo. Non è un aspetto fisico, c’è anche altro nel calcio. Dobbiamo ripartire, conosco le capacità di questa squadra e ribalteremo tutto.

FAZIO A RAI SPORT

Cosa è successo?
Ci è mancata cattiveria negli ultimi metri, ora siamo sempre lì a giocarci il terzo posto. Fuori dal campo siamo uniti, le cose non vanno come vogliamo. Dobbiamo lottare e credere in noi fino all’ultimo.

Credete ancora in voi stessi, dato che in due partite avete preso 4 gol?
Siamo una squadra e, se subiamo gol, è perché il primo dei nostri attaccanti non pressa bene e viceversa. Siamo una squadra compatta. La prima occasione loro è stato il gol di Cutrone, prima di allora stavamo facendo bene.

FAZIO IN MIXED ZONE

Cosa è cambiato dallo scorso anno?
Penso che quello che stiamo facendo quest’anno è quello che importa, siamo lì in lotta per il 4° posto.

Come preparerete la partita col Napoli?
Dobbiamo essere positivi, conosciamo la qualità di questa squadra.

Ci si aspettava una reazione
Abbiamo fatto un gran primo tempo, non hanno avuto alcuna occasione, siamo stati nella loro metà campo, ci è mancata una ‘puntata’ negli ultimi metri. Però, fino al loro gol, non avevano avuto occasioni.

Meglio o peggio incontrare un’altra big ora?
Pensiamo che mancano 12 partite e a lavorare partita dopo partita. Ci sono 6 giorni per lavorare, per prenderci il 3° posto dobbiamo vincere la prossima partita.

(da laroma24.it)