giovedì, novembre 15, 2018 Anno XV
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GANDINI A ROMA TV

Una serata amara, sconfitta difficile da digerire. Bisogna ripartire
Periodo più lungo di quanto poteva sembrare, la squadra ha smarrito le certezze e i risultati negativi hanno portato maggiore insicurezza. Abbiamo faticato tanto nel primo tempo, nel secondo tempo abbiamo costruito. Siamo in un momento di difficoltà e dobbiamo raggrupparci tra di noi per ritrovare i risultati che ci hanno permesso di raggiungere risultati importanti come la qualificazione in Champions, che sicuramente ci ha tolto qualcosa in lucidità. Vogliamo assolutamente dare un cambio di rotta.

Cosa intende per cambio di rotta?
Partendo dai dettagli e dal quotidiano, dall’attenzione al tutto, dalla consapevolezza che siamo una grande squadra costruita per avere successo e le prestazioni devono tornare ad essere quelle per le quali la squadra è stata costruita.

Quindi colloqui con il mister?
Tutti insieme dobbiamo remare verso la direzione giusta di inizio stagione. Colloqui ce ne sono tutti i giorni con tutti.

Causa dell’involuzione?
Nessuno ha certezze in questo campo, sicuramente ci sono stati risultati inaspettati, che hanno minato le certezze della squadra. Abbiamo patito più di altri questa pausa strana di quest’anno, perché credo che una squadra con molti giocatori stranieri che hanno passato le festività con le famiglie ne abbia avuto scompensi. Anche il risultato contro l’Inter ci ha tolto certezze, come la gara di oggi. Il problema è da affrontare tutti insieme, non possiamo essere questi e confidiamo di riprendere le redini della stagione. Bisogna risolvere i problemi da subito, dal prossimo allenamento di martedì. Siamo sempre attenti a quello che succede tutti i giorni dentro Trigoria. Mettiamo a disposizione la nostra professionalità al servizio dei giocatori e loro devono fare lo stesso.

Vi siete messi con tutto il gruppo AS Roma oppure da oggi ci si muove?
Non cambiamo la nostra politica, abbiamo avuto un momento difficile tra Natale e Capodanno e abbiamo parlato con la squadra, non abbiamo avuto la reazione che ci aspettavamo e adesso la squadra ha tutti gli ingredienti per ritrovare la via giusta. Confidiamo nell’allenatore e nella squadra. Bisogna essere consapevoli della nostra forza: l’unica ricetta è stare zitti e pedalare.

GANDINI A PREMIUM SPORT

Progetto a rischio?
No, ma è un momento più lungo di quello che pensavamo, che ci mette in una posizione difficile. Il periodo è nero, sicuramente le prestazioni non sono in linea con la prima parte della stagione.

Le parole di Di Francesco… Quando la società si è accorta di dover cedere a gennaio?
Non ce ne siamo accorti, abbiamo un piano e un budget che stiamo rispettando, le trattative ci sono per tutti. Quando riceviamo offerte le valutiamo, finora non ci hanno portato a fare operazione. Ma il mercato non è un alibi, il problema si è verificato da prima della pausa natalizia. Abbiamo subito più di altri le difficoltà di questa finestra invernale, non è qualcosa che ha soddisfatto molti allenatori e giocatori. Francamente non è stato l’ideale per i nostri.

Come risponde ai tifosi?
Che la Roma non è un gioco è chiaro. Noi stiamo crescendo come società, abbiamo scelto un allenatore fortemente voluto e sosteniamo una rosa all’altezza. Abbiamo raggiunto un traguardo intermedio, da lì in avanti abbiamo fatto fatica, culminata in 3 punti in 7 partite. Questo non ci soddisfa e ci ha creato grattacapi. Dobbiamo parlare il meno possibile e fare in modo di uscire da questa situazione.

GANDINI A SKY SPORT

Chi votate in Federazione?
Il voto è segreto. E’ un momento importante e dobbiamo assolutamente avere idee chiare.

In occasioni come queste, dopo che pareggia l’Inter e perde la Lazio, bisognerebbe vedere la ‘mentalità vincente’
Non soltanto in occasioni come queste. Nell’ultimo mese e mezzo ci aspettavamo che la mentalità vincente portasse la squadra ad altri risultati. Non abbiamo avuto fortuna, abbiamo inanellato una serie di prestazioni buone a risultati che ci hanno penalizzato e questo ha contribuito a creare un po’ di incertezza, a perdere consapevolezza e a continuare in una strada della paura e non nella strada della costruzione e dell’imposizione del proprio gioco, cosa che abbiamo fatto per buona parte della stagione, quando eravamo la miglior difesa e ci siamo qualificati in Champions League.

Quando vi siete incontrati a Londra con la proprietà vi aspettavate quello che vi ha detto la proprietà o vi aspettavate qualcosa di diverso?
Quando ci siamo visti non eravamo a 2 punti dalla vetta, ma detto questo non c’è stato assolutamente nulla che ci abbia sorpreso, perché noi come tutte le aziende e tutte le società lavoriamo su un budget e sapevamo benissimo quello che avremmo dovuto fare. Fino ad ora non è successo nulla, il mercato è aperto per tutti, le trattative sono per tutti e non possiamo considerarle destabilizzanti più a Roma che da altre parti. Ormai tutte le squadre, dal PSG al Chelsea, vendono ed è un’attività ordinaria, non più straordinaria e anche dagli acquisti e dalle cessioni dei giocatori si fanno i bilanci, ma soprattutto dai risultati.

Hai l’impressione che questo abbia cambiato il clima in città e all’interno della squadra?
Sul clima a livello di città e all’interno della squadra il mese non è stato dei migliori, ma il tema dei risultati e delle prestazioni parte un po’ da prima perché, dopo aver superato il girone in Champions e aver fatto una prima parte della stagione molto buona, abbiamo cominciato a fare un po’ di mezzi passi falsi e a perdere contatto dalla vetta e ciò ha portato a fare un passo indietro sulla convinzione, sull’abnegazione e sull’attenzione ai dettagli.

Secondo la sua esperienza, Dzeko rimane qui?
Io credo che sia quello che ha detto Monchi l’unica cosa da ascoltare, le offerte ci sono, se ne parla, si valuta e poi bisogna essere in tre ad essere d’accordo per fare un trasferimento: le due società e il giocatore e, tante volte, anche qualcun’altro che gravita intorno al giocatore. E’ difficile dire come finirà.

DI FRANCESCO A PREMIUM SPORT

Roma ufficialmente in crisi, squadra che non riesce a segnare
Siamo partiti malissimo nei primi 25′, è stato bravo Alisson. Non siamo stati in partita, poi appena ho invertito gli esterni c’è stata la soluzione che ci ha dato manovra. Nel secondo siamo partiti bene e abbiamo preso gol al primo tiro in porta. Non mi sono piaciuti i primi 25′, abbiamo creato occasioni. Sui gol non so cosa rispondere, abbiamo creato tanto, ma non siamo riusciti a concretizzare.

C’era la possibilità di rientrare in corsa per la zona Champions, perché quell’approccio?
Non era una cosa voluta, potevo aspettarmi meno brillantezza, ma anche la Samp ha fatto 3 partite come noi. Non so perché siamo entrati in campo impauriti. La squadra fa fatica a segnare e questo ci condiziona.

Schick, la sua situazione?
Si è fatto male ieri, un problema muscolare simile al precedente. Fermarsi adesso è inopportuno, siamo in crisi e non ci gira nulla a favore, come il rigore sbagliato. Questo non ci aiuta.

Si subiscono anche molti tiri, cosa non avvenuta negli ultimi 2 mesi?
Sì, nel primo tempo abbiamo subito troppo, la fase difensiva era la nostra forza, ma abbiamo sbagliato, lasciando le ripartenze sui terzini. Non eravamo con la testa giusta, dopo la prima mezz’ora siamo usciti alla distanza e fatto bene. Sul gol si poteva difendere meglio in occasione del cross di Murru.

Le voci di mercato influiscono nella testa di Dzeko e nella sua?
Dovessimo pensare a questo, anche gli altri 10 erano sul mercato… Non è legato ad Edin e oggi di mercato non voglio parlare, magari viene travisato ciò che si dice.

Se non dovesse essere ceduto Dzeko, potrebbe toccare ad Alisson… Questo non la fa dormire?
Non mi fa dormire la crisi del gol.

La situazione dei giocatori dopo la sosta?
Non ho detto che non sono stati professionisti. Sicuramente questa finestra di riposo è stata un disastro, abbiamo fatto 4 partite consecutive dopo la sosta e non va bene. E’ chiaro che qualche errore da parte nostra, in particolare mia, è stato fatto.

Il rigore calciato da Florenzi?
Uno lo doveva tirare, hanno sbagliato anche gli altri. Florenzi in allenamento ha battuto benissimo i rigori e se l’è sentita. Peccato per l’errore, ma chi non li tira non li sbaglia.

DI FRANCESCO A SKY SPORT

Perché ha tirato il rigore Florenzi? Era lui il prescelto?
Sì, era lui, il capitano è quello aveva provata spesso e, non avendo gli altri, è stato scelto lui. Ma, ultimamente, chi scelgo scelgo sbaglio.

Sembra si sia rotto qualcosa nel gruppo
Io ritengo che la squadra ha espresso trame di gioco ottime in alcuni momenti, ha perso veemenza e cattiveria, ma abbiamo fatto bene 70 minuti a Milano, bene tutta la gara con la Sampdoria, poi oggi invece abbiamo fatto i primi 25 minuti malissimo. Quando ho cambiato gli esterni siamo andati meglio e si sono viste situazioni interessanti e, poi, sull’unico tiro preso nel secondo tempo abbiamo subito gol. E’ un momento in cui va tutto male. La squadra non deve vincere per l’allenatore, ma per tutta la società e per tutta la squadra, che è una squadra forte, che ambisce ad andare in Champions League.

Perché il cambio di Pellegrini e il cambio di modulo?
A Genova ci abbiamo pareggiato mettendoci così. Avevo visto Lorenzo un po’ stanco e poco lucido nelle scelte finali, veniva da due partite consecutive e volevo cercare di vincere la partita mettendo un attaccante vicino a Dzeko.

Dzeko e disturbato dal mercato?
Le situazioni favorevoli le ha avute in queste due partite. Se dovessi pensare alla squadra, nei primi 25 minuti stanno tutti in partenza, visto l’atteggiamento. Lui ha avuto diverse occasioni, ma non ha avuto la freddezza per fare gol, come anche gli altri. Quello che mi preoccupa sono i 25 minuti iniziali, questa squadra attacca poco la profondità e, quando lo fa, crea occasioni importanti. Questo è quello che mi manca.

Urlavi a tutti di andare avanti
Sì, perché eravamo troppo schiacciati e non riuscivamo a uscire. Loro non hanno battuto un fallo laterale indietro perché sapevano che saremmo andati a pressare e noi, invece, lo abbiamo fatto spesso e per quello mi sono incazzato. Non va bene giocare tutti quei palloni su Alisson, non ci sta.

Pensi che leggerezza, spensieratezza e lucidità possono essere le cose che più vi mancano?
Quello che hai fatto dopo i primi 25 minuti dimostra che la squadra poteva e voleva fare determinate cose e, quindi, avrebbe potuto farlo dall’inizio. Sai che, quando i risultati non vengono, vincere una partita anche su calcio di rigore oggi sarebbe stato importante per tutti, io voglio che la squadra giochi con coraggio, ma la spensieratezza quando i risultati non arrivano non viene naturale.

Ti aspettavi qualcosa di diverso dopo il meeting societario di Londra?
Noi dobbiamo fare prestazioni differenti in campo. Oggi non ho il desiderio di parlare di mercato, compete ad altri. Devo pensare a riconquistare almeno il quarto posto, perché abbiamo le potenzialità e il dovere di farlo.

DI FRANCESCO A RAI SPORT

3 punti nelle ultime 7 partite, contestazioni da parte del tifo
Fa parte del gioco, è giusto ci sia malcontento. Devo pensare a risolvere questi problemi e il fatto che la squadra non sia esistita per mezz’ora, non siamo stati bravi a concretizzare. Oggi ci voleva una vittoria, è un grandissimo peccato, ma bisogna guardare avanti.

Dzeko, pessima prestazione
Dzeko non è il rigorista, in questo momento chi decido sbaglia… Florenzi è il capitano, il giocatore più rappresentativo, voleva batterlo.

E’ cambiato qualcosa nei piani della Roma?
Dzeko è ancora qua e gioca. Di mercato non voglio parlare, lo fa la società, perché poi, magari, alcune cose vengono travisate. Il piano è ritrovare una squadra con cattiveria.

Non ha un’identità questa Roma
Dal mio punto di vista è una questione mentale, altrimenti non fai quello che hai fatto nel finale. Si vede che certe trame e situazioni di gioco ci sono, ora vengono a mancare certezze. Nell’ultimo periodo abbiamo preso troppi tiri in porta, la mia squadra ha concretizzato poco, ma concedeva poco, ora questo non succede. Credo che l’aspetto psicologico sia predominante ora.

DI FRANCESCO A ROMA TV

Sconfitta che fa male soprattutto per come è maturata.
Nel primo tempo abbiamo fatto 25’ da incubo, poi abbiamo iniziato a giocare quando ho invertito gli esterni. Quando ho invertito i due esterni la squadra ha fatto quello che ho chiesto. Peccato, perché nel momento in cui stavamo facendo meglio e meritavamo qualcosa in più, abbiamo preso gol.

Cosa deve fare la Roma per ripartire?
È un periodo in cui creiamo tanto e concretizziamo poco. Adesso concediamo anche troppi tiri agli avversari. Nei primi 25’ sembrava che non ci stavamo con la testa.

La difficoltà di questa squadra è nel periodo, hai sempre detto che la squadra ti segue, poi però escono questo tipo di prestazioni, che non è la prima, hai pensato a qualche discorso tattico per variare qualcosa? In che maniera la Roma deve ripartire?
Le devo valutare tutte, concediamo troppo agli avversari, cose per me inaspettate per come avevamo preparato la partita, non ci riesce nulla di quello che proviamo in allenamento. Ci sto pensando, dovrei anche avere a disposizione tutti i giocatori per poter ragionare in una determinata maniera.

Quello che fa rabbia è che la squadra non ha avuto la cattiveria e rabbia che tutti ci aspettavamo dopo i risultati di Inter e Lazio, come mai?
L’approccio è inaspettato anche per me. C’è un dato che mi ha fatto ragionare: Alisson è il secondo giocatore che ha toccato più palloni, quasi 40, è una cosa che non ho mai chiesto e non ho mai voluto. Significa che non avevamo la testa per fare certe cose, poi abbiamo preso gol quando la Sampdoria era diventata innocua. Mi aspettavo una squadra arrembante e cattiva, invece non c’è stata.

Vedrà di risolvere i problemi, è il momento delle grandi responsabilità, in questi momenti si vede la reazione di grande condottiero, la vedo molto amareggiato, ma deve crederci con il gruppo, perché la Roma è un gruppo valido
Sì, sono amareggiato, inutile fare proclami. Alla fine possiamo fare 5 tiri in porta, ma la concretezza si vede qua, dobbiamo essere più determinati e concreti, per questo mi dispiace, ma state certi che da martedì cercheremo di mettere tutto in carreggiata.

DI FRANCESCO IN CONFERENZA STAMPA

Visti i primi 25’ avrei dovuti cambiare 10 giocatori, la squadra non ha rispettato le mie direttive. Quando ho invertito gli esterni è cambiata la partita, dovevamo attaccare più la profondità e, invece, palleggiavamo poco in basso. Se Alisson ha giocato più palloni dei centrocampisti, un errore c’è. Abbiamo permesso alla Samp di aggredirci con facilità, che non è accaduto dopo, ma era quello che avrei voluto. Sto qui a dire sempre che non concludiamo, ma concediamo anche troppo. Abbiamo preso gol nel momento in cui abbiamo subito meno.

Dal gesto di De Rossi a Genova è iniziato tutto: c’è qualche legame?
Credo di no, ma quella partita ha fatto girare determinate situazioni. Abbiamo lasciato tante occasioni per strada, siamo in difficoltà coi risultati e questo toglie sicurezze. La medicina migliore sarebbe stata vincere, dal punto di vista psicologico serve un rinforzo, una vittoria, per scacciare questa crisi palese. 3 punti in 6 partite testimoniano un andamento non consono ai nostri presupposti.

E’ la prima volta che arrivano fischi. Cosa può dire alla gente per rassicurarla?
Credo che il momento è difficile anche per loro, sono comprensibili. Oggi il tifo ci ha sostenuto, a fine partita ha ritenuto di fischiarci per quello che sono gli ultimi risultati. Abbiamo opportunità di dargli soddisfazioni importanti, cerchiamo di sfruttarle. Questo non ce lo possiamo permettere, sia la squadra che io come allenatore.

Paga le aspettative eccessive?
Credo che di aspettative dobbiamo vivere, fino a quando si parla di scudetto forse sì. Ho sempre detto che abbiamo qualcosina in meno rispetto a Napoli e Juventus anche quando eravamo a 5 punti, però in questo momento abbiamo fatto troppo poco rispetto alle nostre possibilità. Abbiamo avuto difficoltà con gli infortuni e tante situazioni non ci hanno aiutato, però questi sono alibi cui non mi voglio assolutamente attaccare. Questi risultati dipendono solo da noi, non possiamo sbagliare i gol che sbagliamo, non ce lo possiamo permettere.

FLORENZI A PREMIUM SPORT

Non si vede luce dopo 7 partite
Mi assumo le responsabilità del caso per il rigore, senza alcun problema. Ho sbagliato, amen, potevamo fare meglio dopo. Purtroppo siamo in un tunnel in cui non si vede luce, uno spiraglio. Sembra di ripetermi, ma è così. Creiamo tanto, dobbiamo girare la ruota e lo faremo presto.

Il tam tam sulla vicenda Dzeko ha portato la Roma a questa crisi?
Non credo, lo avevo detto, abbiamo creato tanto e potevamo sbloccarla prima. non è successo, ci prendiamo questo risultato e i fischi, cercando di andare avanti a testa alta. Non dobbiamo abbassare la testa, altrimenti avremmo perso in partenza.

Come mai non siete andati sotto la Sud?
Partiamo da un presupposto: anni fa ci hanno detto di questa regola e che non possiamo andare sotto la Curva. Non voglio sottrarmi ai fischi, capiamo il momento e siamo noi per primi ad essere tifosi della Roma. Meritiamo i fischi, la nostra amarezza è la loro.

La fase difensiva?
Quando miglioreremo anche sotto porta faremo grandi risultati.

FLORENZI A ROMA TV

Brutta sconfitta, a te l’analisi
Potevamo fare meglio, me compreso, mi prendo tutte le responsabilità del calcio di rigore, ero io il designato.

Nel primo tempo Roma assente
Abbiamo sofferto le tre partite giocate nella prima mezz’ora, non avendo molto ricambi nell’ultimo periodo. Nel secondo tempo abbiamo fatto una buona partita. Dobbiamo cercare di migliorarci.

Non ti devi scusare del rigore, i rigori si possono sbagliare. Ma, dopo i risultati di Inter e Lazio, ci si aspettava una reazione di rabbia. Perché non c’è stata?
Hai ragione, dovevamo avere più rabbia nel primo tempo e farci aiutare da quella, siamo partiti molli, è sotto l’occhio di tutti. Dobbiamo farci delle domande e darci risposte velocemente, perché vogliamo fare meglio di quanto fatto questa sera.

Hai parlato di partite riavvicinate, secondo me non è un problema fisico, ma cosa si sta facendo per uscire da questa situazione? È un discorso tattico, di approccio o di mercato?
Non credo di mercato, dobbiamo lavorare di più e fare meglio tatticamente e nella testa. Dobbiamo fare tutti in più.

Ma cosa in più?
L’impegno non è mai mancato, dobbiamo lavorare dove il mister ritiene più opportuno, doveva essere la partita della svolta.

FLORENZI A SKY SPORT

Partiamo dal rigore…
L’ho sbagliato, lì ci sono giocatori molto più forti di me a tirarli. Mi prendo la responsabilità senza problema, ma non mi abbatterà questo rigore, ho passato di peggio.

4 sconfitte e 3 pareggi nelle ultime 7
Sta accadendo che creiamo tanto e non riusciamo a mettere la palla dentro, purtroppo. Stiamo mancando su tanti aspetti, sia difensivamente che in attacco, dove spesso sbagliamo l’ultimo passaggio o dei cross. Dobbiamo guardare in faccia la realtà e guardare i risultati, ma non dobbiamo abbassare la testa assolutamente. Sempre a testa alta e cerchiamo di lavorare per migliorare la situazione.

Pesa il mercato? Si sente dentro lo spogliatoio?
Magari c’è stata una battuta il primo giorno, quando è uscita la cosa e l’ha fatta Francesco (Totti, ndr), ma è finita lì, perché non dobbiamo sentire le cose extra calcistiche. Lo puoi avvertire, ma devi essere responsabile di quello che fai dopo, quello che parla è il campo, i risultati non sono buoni e questo avviene sia se parli di mercato che se non ne parli.

Può esserci stato un contraccolpo psicologico non lottare per lo Scudetto?
Penso sia evidente dalla classifica che Napoli e Juventus stanno facendo un campionato a parte. Noi all’inizio avevamo altre ambizioni, ma adesso siamo lì e dobbiamo lottare con Inter e Lazio per cercare di arrivare nelle prime 4 posizioni.

Secondo me manca il sorriso a questa Roma
Non è facile avere il sorriso in questo momento, ma dobbiamo scrollarci un po’ le paure e tutto quello che arriverà in questa settimana, pensando al campo e cercando di invertire questo trend. Cerchiamo di fare il bene della Roma, che è quello che vogliamo tutti.

FLORENZI IN MIXED ZONE

Come si esce da questo momento difficile? Vedete la luce in fondo al tunnel?
La vediamo, la vediamo. Non è grandissima, ma la vediamo. Sappiamo che ci manca uno step in questo momento, abbiamo qualcosa negli ingranaggi che non ci sta facendo fare risultati. Il calcio è fatto di episodi, purtroppo quello negativo è stato mio e me ne prendo le responsabilità.

Ti aspettavi queste trattative a gennaio?
Sono cose cui pensa la società, io penso di essere in una grande squadra e dobbiamo cercare di remare tutti nella stessa direzione.

Ieri il mister ha parlato anche delle vacanze…
Non ne abbiamo parlato, il mister ha espresso quello che magari era un suo pensiero. Credo che siamo stati tutti professionisti durante le vacanze.

Cosa vi ha detto tra primo e secondo tempo? E dopo?
Dopo niente, ne parleremo a Trigoria. Per mezz’ora non siamo stati la Roma, poi ci sono state cose interessanti. Dobbiamo cercare di essere più compatti, più uniti. Solo così potremo uscirne.

Hai parlato di ultima mezz’ora, ma l’avvio di gara è stato disastroso. Perché?
Se lo sapevo… Paurosi? No, credo proprio di no. La squadra entra con voglia di giocare, di andare a prendere l’avversario, è successo di non riuscirci nelle ultime in casa. Però ho visto un’altra buona Roma dopo il 30° del primo tempo. Passa tutto dal lavoro, non dico che siamo sfiduciati, ma abbiamo delle paure che non dobbiamo avere in campo. Le contestazioni sono state giuste oggi, perché veniamo da tanti risultati che non sono buoni e non posso biasimare i fischi di stasera. Tutta la squadra si sente amareggiata.

Saresti andato sotto la curva senza le famose regole?
Senza le famose regole saremmo andati tutti, credo. Mi sento come loro, amareggiato da questa partita. Credo che tutta la squadra sarebbe andata sotto la curva a prendere i fischi che ci meritavamo stasera, solo noi sappiamo come farli diventare applausi e riprendere questa classifica che non ci piace per nulla.

(da laroma24.it)