domenica, luglio 15, 2018 Anno XV
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TABELLINO INTERVISTE COMMENTO FOTO

DI FRANCESCO A MEDIASET

Un commento sul gol o meglio parlare della partita
Pariamo della partita, è più gisto. Si parla sempre di episodi, ma potevamo segnare anche  prima. Abbiamo preso il primo tiro all’85’, abbiamo sempre cercato di fare la partita contro una squadra organizzata, abbiamo voluto fortemente questa vittoria. Il braccio di Fazio è tutto attaccato al corpo e si vede, 3 punti importantissimi.

Il problema del gol?
Quando vedo costruire sono contento e in difesa concediamo poco. Sapevamo che il Cagliari avrebbe cercato una palla sporca su Pavoletti e avrebbe lavorato sulle seconde palle e non ci avrebbe permesso di fare la partita. Non siamo stati cattivi e cinici, mettetela come volete. Ci siamo allenati, ma si vede che non basta. Non ho la bacchetta magica, vedo solo una squadra che crea tanto. Si parla di Roma in difficoltà, ma non sono d’accordo:  la squadra, anche se ha fatto una partita sporca in alcune situazioni, voleva fare la partita come sempre.

L’intesa Dzeko-Schick? Ad un certo punto si sono anche scontrati in campo…
Non mi piace questo binomio, ho messo Schick per farlo crescere. Per farlo migliorare deve giocare. Si sono scontrati in campo, ma è tutto casuale, altrimenti dobbiamo fare un film sulla coppia Schick-Dzeko, ma mica si devono sposare… Devono affinare determinati meccanismi.

Una Roma meno intensa, dopo mesi spettacolari ci può essere un calo fisiologico, più mentale che fisico? Mi è sembrata una squadra meno intensa e meno cattiva rispetto al Chievo.
Effettivamente oggi solo 20 tiri in porta, potevamo risolverla prima. Abbiamo accelerato un po’ nella ripresa, nel primo tempo non mi sono piaciute quasi per niente le pressioni, ma quando affronti una squadra che non ha come primo obiettivo il fraseggio e la butta lunga… Sì, hanno avuto meno possibilità, ma poi hanno sporcato quei palloni in cui potevamo creare occasioni. Dobbiamo migliorare su alcune situazioni, come gli esterni che si sono abbassati troppo. Si dovevano creare coppie sugli esterni, tenendo vicini gli attaccanti. Serve più qualità, ma è stata una settimana intensa e dovevo mettere più benzina nella squadra, rischiando qualcosa. Alla fine abbiamo ottenuto quello che dovevamo ottenere.

Nainggolan ha giocato, rischiando anche, vista la diffida: l’ha visto un po’ condizionato?
Non mi piace che tutti pensino alla Juve, quando avevamo una gara determinante come questa. Si pensava fosse facile, ma non lo è. Tutti vogliono fare gli allenatori, ma io dovevo dare un segnale alla squadra: che questa era una partita importante. Strootman non stava nemmeno bene. Ho parlato col ragazzo ed era tranquillo, se fosse stato ammonito: pazienza! Ne avremmo messo un altro a Torino. L’anno scorso, quando tirava, la palla andava sempre sotto l’incrocio, quest’anno invece… (ride, ndr)

E’ arrivato il momento di far tirare i rigori a Dzeko?
Ricordatevi di quando li tirava, non ne ha indovinati tanti. Edin poi non lo chiede, abbiamo altri rigoristi, come De Rossi. Diego si è dimostrato un cecchino quasi infallibile. Può accadere di sbagliare, chi non li batte non li sbaglia. Ritengo che sia uno dei migliori rigoristi d’Italia.

Cosa è successo in campo dopo il 90’, non ci abbiamo capito molto.
Nemmeno io, nel senso che sono episodi che restano in campo. C’è stata qualche discussione e qualche parola di troppo, si vuole vincere e magari c’è un po’ di ostruzionismo, ma ci sono episodi peggiori. Sono cose che si chiariscono in campo.

DI FRANCESCO A SKY SPORT

Roma sotto ritmo e prevedibile. Perché?
Abbiamo lavorato rischiando qualcosina questa settimana, facendo anche dei test importanti. Oggi è stata una gara in cui il primo tiro lo abbiamo subito all’85’, abbiamo dominato la gara per molti tratti, ma è vero che siamo stati poco brillanti. Quando la sblocchi al 94′ significa che la squadra mantiene la voglia di vincere nonostante non sia stata brillantissima.

Dzeko e Schick insieme, come è andata?
Volevate due attaccanti in più, mi ci avete rotto le scatole, e ora non vi va bene? A parte gli scherzi, si vedo che si vogliono tanto bene, ma è vero che devono affinare ancora i meccanismi, avevano voglia di far gol. Le partite si vincono anche nel finale e capita, a Sassuolo mi è capitato di perderle così e oggi è la prima volta che la vinco così.

Avete tanti rigoristi. Perotti rimane il primo?
Per me è pur sempre il miglior rigorista del campionato. Per me oggi ha sbagliato la scelta, ma è anche giusto dare il merito a Cragno. Non è facile parare i rigori a Perotti nemmeno in allenamento, io comunque ho tanta fiducia in lui, così come ce l’ho per tutti i miei giocatori che vanno dal dischetto.

Buona preparazione, ma esecuzione poco convinta e veloce…
Abbiamo lavorato tanto su questi concetti, un po’ lenti nell’esecuzione, ma anche nel primo tempo abbiamo cercato troppo poco la profondità. Questo ci manca e lo voglio, alcune partite si vincono anche attaccando meglio la profondità. Mi piace lavorare su questi concetti, le giocate vanno forzate in certi momenti della gara e oggi lo abbiamo fatto poco.

Potete appoggiarvi di più su Dzeko?
Ha avuto diversi palloni, anche lui non è stato brillantissimo. Io intendo la profondità con lui che porta via gli uomini e gli altri che vanno dietro. Ci sono situazioni di gioco in cui se Diego, invece di calciare in porta, avesse cercato la profondità, non dico che sarebbe stato gol, ma ci saremmo andati vicino. Dobbiamo migliorare e lavorare nella scelta finale.

Ci racconta i secondi prima dell’annuncio del gol?
Il Var, positivo o negativo che sia, è un thriller, un film mozzafiato. E’ una scelta che va accettata, io non impazzisco, perché i margini di errore ci sono sempre. E’ bello veder esultare, tornare indietro non è sempre bello.

Avrebbe dato il gol?
L’ho visto, l’avrei dato, perché alleno la Roma e dobbiamo vincere (ride, ndr). E’ andato prima con la pancia e poi eventualmente col braccio sinistro che, però, è verso la porta.

DI FRANCESCO A RAI SPORT

Missione compiuta, ma che fatica…
Contro una squadra che si è difesa nella propria metà campo. Potevamo sbloccarla prima col rigore, contento della solidità della mia squadra, dobbiamo essere più concreti e determinati nelle scelte.

Schick e Dzeko?
Dzeko troverà il gol, al di là di chi gioca, l’importante è che la squadra giochi assieme.

La Roma ha la miglior difesa e il 6° attacco. Perché conclude con poca efficacia?
Creiamo veramente tanto, soprattutto da cross, significa che c’è un’identità precisa, non concediamo nulla. Sono contentissimo di avere la miglior difesa del campionato. Ci dobbiamo lavorare e ci stiamo lavorando sull’attacco della porta.

Con Chievo e Cagliari mi è sembrato che ti lasciassero più libero sugli esterni
Mica gli va sempre bene… Se una squadra mi chiude nella mia area di rigore, prima o poi qualcosa può accadere. E’ normale che, se gli altri non ti danno profondità, puoi sfondare soltanto sugli esterni. Oggi il primo pensiero del Cagliari era calciare la palla su Pavoletti, lo sappiamo e abbiamo lavorato sulle seconde palle. Dobbiamo migliorare sulla brillantezza.

Mi aspettavo gli occhi della tigre dalla squadra
La squadra è scesa in campo con la voglia di fare la gara, in questa settimana abbiamo lavorato tanto, col rischio di perdere un po’ in brillantezza, ma già dalla prossima andremo meglio.

Che succede a Berardi?
Son troppo lontano per saperlo. Per principio non chiamerò mai un calciatore per farlo venire a giocare nella Roma. Mi dispiace che sia in difficoltà, come tutto il Sassuolo. Domenico è un giocatore con capacità impressionanti e sono convinto che le tirerà fuori.

Sabato c’è Juventus-Roma
No, mercoledì c’è il Torino e dobbiamo concentrarci su quella.

DI FRANCESCO IN CONFERENZA STAMPA

Sta venendo meno la brillantezza o sta cambiando l’approccio gara?
Noi siamo più aggressivi, nei primi 25 minuti siamo molto aggressivi sugli avversari. Dobbiamo migliorare, c’è l’allenamento, si vede che non basta. Con la Juve saremo più brillanti.

Pensa che sia stata la Roma più brutta della stagione?
Non sono d’accordo, siamo stati poco lucidi, ma quando non concedi niente agli avversari significa che sei compatto. Non credo sia stata la peggior prestazione, ricordate la Roma iniziale. Dobbiamo fare sicuramente qualche gol in più, manca determinazione, che non si compra al supermercato, ma va allenata, ne sono convinto. Le cose non si dicono, si fanno. Potevamo fare meglio, quello sì. Il Cagliari è venuto a fare partita difensiva, non gli abbiamo concesso nemmeno un tiro nello specchio della porta. Se c’era una squadra che la poteva vincere era la Roma.

C’è un problema tattico?
Mi avete massacrato per far giocare insieme Schick e Dzeko… Giocheranno tutti, vedrete.
Schick ha qualità tecniche importanti e vi assicuro anche fisiche. Dategli tempo, sono convinto che bisogna aspettarlo e arriveranno i risultati.

DI FRANCESCO A ROMA TV

Bella fatica, ma anche bella emozione…

Era importante vincere, magari arei preferito farlo con maggiore scioltezza, abbiamo concesso pochissimo ma davanti dobbiamo migliorare ed essere più precisi. Oggi siamo stati poco brillanti anche nelle scelte finali, saremo più brillanti sia mercoledì che con la Juve.

L’abbraccio finale è emblematico…
I ragazzi ci credono, volevamo la vittoria, ma sapevamo che c’era da soffrire. Ho fatto giocare Nainggolan per dare un segnale, dovevamo vincere senza pensare a quelle dopo e la partita ha dimostrato che avevo ragione. Ora pensiamo al Torino, poi alla Juve.

Avete forzato sul lato destro per favorire Schick?
Avrei voluto che Florenzi si alzasse un po’ prima. In alcune situazioni ci siamo ributtati un po’ troppo poco con le mezzali o con gli esterni. Quando trovi squadre che fanno una gara di contenimento si deve essere più lucidi e bravi in alcune giocate.

Troppa frenesia?
La squadra ha avuto un buon possesso, ma certe giocate vanno forzate e, in alcune scelte finali, non siamo stati bravi. Solo il lavoro porta risultati: in settimana ci eravamo esercitati sui calci piazzati e da li è arrivato il gol.

La Roma subisce pochissimo, ma ha il sesto attacco del campionato, è preoccupato?
I dati sono importanti, ma per poter fare gol, più hai la palla e meglio è. Dobbiamo migliorare in attacco, ma teniamoci stretto il primato dei gol presi, dobbiamo migliorare in fase offensiva, dove concretizziamo troppo poco rispetto alla mole di gioco creata.

FAZIO A MEDIASET

Ci racconti l’azione del gol, cosa è successo?
Non avevamo trovato il gol, abbiamo attaccato per tutto il secondo tempo. Il gol doveva arrivare ed è arrivato. L’ho presa nettamente  con il petto, non era mano.

Tre punti fondamentali, ma cosa succede al vostro gioco? Sembra che questa squadra non riesca più a segnare con facilità
Il Cagliari ha fatto una partita intelligente, praticamente giocando sempre dietro per tutto il secondo tempo. Era difficile trovare spazi. Il gol doveva arrivare per forza.

Un gol pesante, la classifica si è accorciata: ora Torino e Juventus.
Dobbiamo pensare solo a noi e a fare il nostro lavoro. Oggi ci prendiamo questi 3 punti, ma ora pensiamo alla prossima, che è la più importante.

Che soddisfazione è segnare per un difensore.
Alla fine il gol è arrivato, ci abbiamo provato tanto. Il Cagliari ha fatto la sua partita, cosi come il Genoa e il Chievo.

A chi dedichi il gol?
Soprattutto a mia moglie.

FAZIO A SKY SPORT

Raccontaci l’emozione del gol e dell’esultanza trattenuta per via dell’intervento del VAR
Io sapevo che non l’avevo presa con la mano, ma col petto, non sapevo se fosse fuorigioco, ma l’avevo presa nettamente con il petto.

Ininfluente il tocco di mano…
No, niente, lo sapevo, avevo solo il dubbio del fuorigioco, ma sapevo che non era fallo di mano.

Che conclusioni trai da questi 90 minuti?
Le ultime 4-5 partite gli avversari sono stati tutti dietro e noi abbiamo trovato la voglia di vincere e ora dobbiamo sempre pensare a noi.

Questo gol scaccia le polemiche…
La dovevamo vincere questa partita, dobbiamo solo pensare a noi e alla Roma, non agli altri. Adesso  dobbiamo pensare alla coppa, ma questi tre punti sono importanti.

FAZIO A ROMA TV

Cosa hai pensato mentre l’arbitro riguardava l’azione?
Dopo aver festeggiato sarebbe stato devastante se l’avesse annullato, 2 minuti bruttissimi.

Ora la Roma è a pari punti con la Juve…
Qualcosa d’importante, ma dobbiamo pensare a noi e al nostro lavoro durante la settimana. Dobbiamo sempre guardare avanti, il campionato è lungo, dobbiamo continuare così.

Qual è il problema dell’attacco?
Oggi abbiamo lavorato tutto nel secondo tempo per trovare il gol, le squadre con noi si chiudono dietro. Dobbiamo continuare a lavorare e pensare alla prossima partita, Oggi siamo riusciti a sbloccare la gara, con Napoli, Chievo e Genoa non c’è riuscito.

Avete caratteristiche importanti come difensori, andrebbero sfruttate di più in attacco?
Abbiamo trovato il modo di fare gol. Per sviluppare il gioco partiamo dal Alisson, mentre il primo difensore è l’attaccante. Non conta chi segna, conta vincere, lavorare e crescere ancora.

Che ambizioni avete?
Non vogliamo parlare delle squadre avversarie, ma sappiamo che la sconfitta dell’Inter è importante. Lavoriamo sempre per crescere, per fare bene dobbiamo pensare partita per partita, perché è la cosa più importante.

DE ROSSI A MEDIASET

Tre punti importantissimi
Abbiamo guardato ora la classifica, ci diciamo che siamo sempre quarti, ma con due punti in meno sarebbe stata peggio. Stiamo bene così, vittorie sofferte come questa danno anche spinta dal punto di vista emotivo.

Che succede lì davanti?
E’ il modo sbagliato per iniziare una frase. E’ un discorso di squadra, dipende tutto da come si supportano gli attaccanti. Anche oggi abbiamo meritato il gol, non è da tutti poi riprendere a giocare dopo un rigore sbagliato. Abbiamo fatto il 63% di possesso palla, abbiamo giocatori forti e il gol arriverà.

L’Inter?
Speriamo che chi ci precede perda punti, oggi è toccato a loro. Davanti c’è equilibrio, siamo tutti lì. Se dovessimo vincere con la Samp, saremmo a un punto dal Napoli. Vincere oggi era troppo importante.

Il Cagliari vi ha concesso poco
Giochiamo sempre contro squadre che ci aspettano, loro poi erano molto organizzati e pronti a ripartire, non era una partita scontata e facile. Con l’Inter avevano creato occasioni importanti, che noi non abbiamo concesso. Il campionato è difficile e va sfruttata ogni occasione. Meglio aver sbagliato oggi il rigore, ci sta l’errore, ma Perotti è la nostra arma in più.

Tirerai tu i rigori?
Sono in lista dopo di lui e, finché se la sentirà, è giusto che stia davanti a tutti. Oggi ha dimostrato di non essere imparabile, ma nessuno lo è. Avranno anche studiato il modo in cui tira i rigori.

E’ il momento migliore per affrontare la Juventus? 
La Juventus è la maestra di mentalità, non parti mai avvantaggiato, semmai in pareggio. La Juventus ha dimostrato di vincerne tante di partite così, era una delle loro armi. Napoli, con il gol di Zaza e tanti derby e molte altre le portavano a casa così. Ce lo eravamo detto che dovevamo essere equilibrati.

A voi lo scudetto e alla Juve la Champions, come ha detto Totti. Ci stai?
Sì, se potessi firmerei subito, specie per Buffon che è al suo ultimo anno, ma non faccio il tifo per la Juve finché in Champions ci siamo anche noi.

Un mese senza ct, che idea si è fatto?
Non abbiamo impegni determinati e non c’è fretta per questa decisione, ci si può riflettere di più. Credo che la federazione stia valutando tante ipotesi, è stata una bella mazzata per il calcio italiano e si dovrà ripartire da un allenatore importante. Ma anche, che so, con Ancelotti non diventiamo la Spagna, dobbiamo ricostruire qualcosa di importante. Ripartire da un allenatore forte comunque sarebbe la cosa migliore.

DE ROSSI A SKY SPORT

Perseveranza o poca brillantezza?
Penso che sia giusto analizzare tutto, con tutte e due le cose all’attivo vinci le partite in maniera più facile. Se non hai una delle due, ma l’altra ti sostiene come oggi, ogni tanto, non sempre, puoi portare a casa punti fondamentali.

Oggi avete avuto più difficoltà del solito contro una squadra chiusa
Forse abbiamo creato un pochino di meno rispetto a tempo fa, ma non è facile, perché adesso le squadre sono organizzate: i video li vedono tutti e puoi incappare in una giornata in cui sei poco brillante, loro poi oggi avevano anche due attaccanti fisici che tenevano su palla, ma noi abbiamo fatto il 65% del possesso palla. Dobbiamo essere meno sterili e liberarci di più per creare spazio ai nostri attaccanti.

Come hai fatto a esultare dicendo “la concha de tu madre”?
Io non le dico mai le parolacce (ride, ndr), oggi c’è la VAR e devo stare attento anche alle parolacce. Giocare accanto a Fazio è un onore, perché è un ragazzo super positivo.

L’evoluzione della Roma: create meno, ma non concedete nulla…
Abbiamo sempre detto che la grande forza di una squadra in Italia è la difesa. Squadre come noi, la Juve e il Napoli se non prendono un gol, uno o più gol rischiano di farli. Il calcio in Italia è tanto in base alla fase difensiva e quest’anno la stiamo lavorando, ci stiamo rendendo conto di come andrebbe sempre fatta. Tomei ogni giorno ci perde le ore, ma anche il mister e i giocatori. Juan Jesus e Manolas, che era uno che andava prima a destra e poi a sinistra ma poi recuperava, quest’anno lo vedo cambiato: più attento a non sbagliare posizione. Sono contento, perché lui può essere fondamentale.

E’ un lavoro che non si faceva in passato?
Non ho detto questo, l’inter ha l’allenatore che avevamo noi e, a parte oggi, anche loro stanno facendo grandi cose a livello difensivo. Ci siamo resi conto anche noi che abbiamo lavorato un pochino meno bene in passato, abbiamo fatto danni incalcolabili in maniera disordinata. La fase per ripartire è muoversi tutti insieme, con i centrocampisti e gli attaccanti che ti danno una mano.

Siete un gruppo più normale e convinto. Non ti chiedo proclami, ma in termini di consapevolezza avete raggiunto un livello diverso rispetto al passato?
Sì, ma è frutto della maturazione di alcuni giocatori. Un conto è avere un giocatore a 24 anni, un conto a 26. Ci si cala in questa realtà. Oggi l’abbiamo vinta con forza, voglia e determinazione, che contano sempre. E’ un gruppo che si sta rendendo solido anche al di fuori dei 90 minuti, lavoriamo insieme e tanti.

Com’è stata l’attesa del verdetto del VAR?
Meglio questa volta che l’ultima (ride, ndr). Abbiamo visto che l’arbotro controllava il VAR, non capivamo i loro giocatori che protestavano. Quei 20-30 secondi durano un eternità.

Il nervosismo finale?
Credo si siano detti qualcosa con quelli della panchina, io ero di là ad esultare in spagnolo. Ho visto che stavano discutendo, Alessandro diceva che gli avevano detto qualcosa. Non è la prima volta, con questo VAR/non VAR  succede che ci si lasci trasportare.

DE ROSSI A ROMA TV

Gol all’ultimo minuto…
Un finale da film, già eravamo tesi per il risultato, poi abbiamo dovuto attendere la VAR, per fortuna c’è stato il fischio finale che è stato liberatorio. Erano tre punti importanti e ottenerli così ha un grande significato.

L’Inter perde e la Roma vince. Cosa significa?
Anche se avessero vinto, c’erano tante motivazioni per vincere anche noi stasera. A maggior ragione, visto che l’Inter ha perso, dovevamo dare una botta a questa squadra, alla luce dei tre punti persi nello scontro diretto e visto che domenica giochiamo a Torino e sarà difficilissimo.

Siete consapevoli di essere una grande squadra?
Sono molto orgoglioso dei giocatori che abbiamo. E’ il primo anno da capitano e non potevo essere più fortunato: è un gruppo perfetto, anche chi gli anni scorsi era più individualista si è veramente calato in questo gruppo e sono veramente contento. L’esultanza di stasera è emblematica: non lo fai così se non credi veramente in qualcosa.

Cosa vi passa nella mente in gare del genere?
Dal primo minuto avevo capito che gara sarebbe stata per me, mi marcavano a tutto campo. Quando è così, devi stare attento alla fase difensiva, grossa fase di riaggressione, andando a recuperare sulle seconde palle o sulle respinte. Oggi abbiamo visto che era una gara difficile: speravamo di sbloccarla dal dischetto e sembrava davvero complicata.

Se a Torino va bene, torni da noi?
Io di solito vengo, quando perdiamo o quando faccio qualche ca***a. Vediamo, in caso vengo.

Manolas ti ha salutato e se ne è andato...
Eh sì, lui ha fatto l’antidoping, io le interviste al posto suo, ora saluta e se ne va. Grande gruppo, come avevo appena detto… (ride, ndr)

DE ROSSI IN MIXED ZONE

Partita complicata.
Difficilissima, loro sono stati bravi e si sono difesi bene. Noi dobbiamo fare meglio, ma non era facile. La vittoria è meritata.

Di Francesco ha detto che sei il secondo rigorista. Che dici a Perotti?
Ha tirato con una media mostruosa, lo prendevamo in giro perché segnava solo su rigore l’anno scorso e, quest’anno, ha iniziato a segnare anche su azione. Li hanno sbagliati Maradona e Baggio i rigori, lo sbaglia anche Perotti, che è uno dei più forti in circolazione a tirarli. Ci sta che ogni tanto capiti, giusto che io sia il secondo. Decide Diego e decide il mister.

Preferisci il calcio con il VAR o senza?
Domanda che meriterebbe un’ora di discussione. Ho sempre detto che è fondamentale il VAR. Oggi pensavo che il rigore non ci fosse, l’arbitro ha pensato non ci fosse e invece magari facevi il gol decisivo e cambia la classifica. Il VAR è importantissimo, tra qualche anno riusciranno a tarare anche quei piccoli episodi come quello del rigore in Lazio-Torino. Si deve capire perché non si guarda, quando si guarda, quando è rigore e quando no. Così gli arbitri devono decidere due volte e non sempre un contatto che si vede può essere rigore. Quest’anno ha risolto tanti problemi, ma in qualche episodio andrà tarata. Un lavoro che, secondo me, verrà fatto volentieri dagli arbitri.

La Roma è la squadra che ha vinto più volte per 1-0 e ha trovato il gol dopo 55 tiri. Numeri che possono diventare un vantaggio o uno svantaggio?
Analizzando quella di oggi, averla vinta è un vantaggio. In passato abbiamo pareggiato o perso le partite così. Dobbiamo aiutare i nostri attaccanti a liberarsi meglio in area. E’ un discorso di squadra e non solo degli attaccanti, dobbiamo rendergli le cose più facili. La squadra dovrà lavorare meglio, ma era troppo importante vincere.

Siete già da scudetto o aspettati rinforzi a gennaio?
Siamo forti e quella parola non la nomino, guardo il Napoli e ha un organico forte come il nostro, così come l’Inter. La Juve addirittura più forte. Noi siamo forti, non siamo i più forti, ma stiamo lì. Non mi interessa cosa farà la società a gennaio, il mercato sta al mister e al direttore, ci penseranno loro.

Dovrete migliorare negli scontri diretti?
Abbiamo perso due partite che, secondo me, non meritavamo di perdere. Con l’Inter nettamente, con il Napoli abbiamo perso per un primo tempo non buono, ma quella partita ci ha dato una scossa e ha permesso al mister di mostrarci come affrontare qualsiasi squadra, che fosse il Napoli o il Cagliari. Certo, avremmo preferito raccogliere almeno un punto, adesso avremmo un’altra classifica. Se pensiamo agli altri scontri, abbiamo vinto con la Lazio, a Milano, a Bergamo e a Torino, tutte partite che non saranno facili per nessuno.

Dall’abbraccio a fine partita il gruppo ha dimostrato di essere unito
Il gruppo lo dimostra in tante altre circostanze. L’abbraccio a fine partita è figlio di una vittoria che stava per sfuggirci e che, invece, abbiamo portato a casa.

(da laroma24.it)