giovedì, novembre 23, 2017 Anno XV
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TABELLINO INTERVISTE COMMENTO FOTO

DI FRANCESCO A MEDIASET

Una Roma in crescita
Sapevamo di poter soffrire per il loro sistema di gioco. Siamo stati bravi a soffrire, come fanno le grandi squadre. Stiamo crescendo, ma non è finita, anche questo deve essere un punto di partenza.

Una rivincita?
Nessuna, credo nel lavoro e in quello che propongo. La squadra ci ha messo un po’ a capirlo, ma si è messa a disposizione. Chi va in campo sa quello che deve fare.

Cosa ha fatto ad El Shaarawy?
E’ un ragazzo che si allena come chiedo, non rimane isolato, ma viene dentro a giocare. Su due tagli ha fatto due gol, voglio questo dai miei esterni. Lo fa a destra e a sinistra, sono contento della sua crescita.

Florenzi?
Ha chiesto il cambio, era morto, ma ci può stare. In campo ho rivisto il Florenzi dei vecchi tempi.

La sorpresa o il dubbio nel vedere la formazione poteva essere vedere El Shaarawy a destra. Ha messo lo zampino anche nel terzo gol con il suo taglio a liberare Dzeko. Questo è indice di partecipazione
Condivido, quando si gioca a tre il rischio è che non si assorba nulla ballando tra il centrale e l’esterno, ma nel caso del secondo gol ci ha creduto. Mi piace che gli esterni vengano dentro a giocare, ritengo che ci siano molti vantaggi e oggi lo abbiamo dimostrato.

DI FRANCESCO A ROMA TV

(Inquadrano Ruggero Rizzitelli truccato con i colori giallorossi per la serata di Halloween, ndr)
Si può avere un po’ di colore anche per me? Perché stasera ne vale la pena, dai!

E’ stata la vittoria del cuore, del carattere, della grinta e del coraggio
E della qualità perché, al di là della sofferenza che fa parte di una grande squadra quando si vogliono ottenere queste vittorie, non ci siamo mai disuniti e abbiamo difeso con tutti gli effettivi, con Dzeko che ha anche fatto corse dentro la nostra area. Questo spirito ci deve accompagnare sempre in tutte le competizioni e così sono convinto che ci toglieremo grandi soddisfazioni.

Dopo il sorteggio avevano dato tutti la Roma fuori dal girone
Ci avevano visto fuori da tutto, le chiacchiere stanno a zero e il lavoro alla lunga paga. Il lavoro sta dimostrando che tutti i giocatori che si erano meritati di giocare con Spalletti quest’anno stanno giocando e ho dato loro la chance di giocare queste partite e meritarsi queste serate.

Cattive letture nel primo tempo… ma sempre un compagno ad aiutare
Sì, è quello che sto cercando di trasmettere alla squadra che, quando si soffre, si deve farlo tutti insieme. Succederà ancora di dover soffrire in alcuni momenti della gara, ma questa compattezza e questa voglia di sacrificarsi l’uno per gli altri alla lunga paga. Noi inizialmente siamo stati poco bravi a leggere le traiettorie in mezzo alle linee, ma poi siamo stati eccellenti nel prosieguo, specialmente nella gestione del secondo tempo, dove la squadra ha mostrato grande maturità.

Ti meriti questa vittoria, alcuni ancora avevano dubbi sulla tua bravura e sulla tua squadra. Cosa non ti è piaciuto oggi?
Al di là dello scetticismo, credo che il lavoro paghi. Sto vivendo questa esperienza con grande serenità e puntando tutto sulle mie competenze. La cosa più difficile è trasmettere le cose a chi sta dentro e non a chi sta fuori, questo ora sta passando in maniera positiva e mi auguro che continui. Trovo poche cose negative stasera, forse nelle letture potevamo fare meglio, non abbiamo lavorato benissimo in alcuni momenti della gara, potevamo accorciare meglio, anche se loro ci hanno colto di sorpresa rispetto a come avevamo preparato la gara, poi nel secondo tempo ho rifatto due tre uscite un po’ differenti dei due esterni che ci hanno ridato grande equilibrio.

Una menzione particolare agli esterni offensivi
Se Buffon fa i complimenti a Higuain per quello che fa nella fase di non possesso, figuriamoci se i miei esterni non lo possono fare. Per diventare grandi bisogna essere bravi in tutte e due le fasi, rimanere corti e lavorare insieme alla squadra. La loro pressione permette alla linea di leggere meglio le situazioni. Il lavoro degli esterni è inevitabile per come gioco io.

Come ci si sente a essere il miglior allenatore della storia della Roma in Champions?
E’ una bella soddisfazione, però la strada è ancora lunga. Dobbiamo rimanere umili e lavorare tanto, se facciamo così ci possiamo togliere grandissime soddisfazioni anche in Champions.

DI FRANCESCO IN CONFERENZA STAMPA

Sorpreso delle chance create contro la difesa del Chelsea?
No, però sapevo che potevano darci difficoltà con questo sistema di gioco. Potevamo rischiare qualcosa, ma in ripartenza siamo stati sempre pericolosi, sono stati bravi a ballare tra il quinto e il terzo centrale. Nel primo tempo abbiamo incontrato una squadra con qualità importanti, siamo stati bravi a soffrire per poi chiudere la partita.

Cosa ha pensato dell’assenza di Kanté?
Sapevamo che veniva da un infortunio, se non ha giocato un motivo c’è. Mi aspettavo questa formazione, ero convinto dei due trequartisti, abbiamo preparato la partita su questo. Sapevamo che potevamo fare male.

Consacrazione internazionale?
E’ una grandissima serata, che meritavamo. Ho messo tanti ragazzi dell’anno scorso, loro se l’erano conquistata sul campo, lo meritavano. Al di là di tutto, le scelte sono legate a questo, a livello motivazionale ero convinto che facessero grandi cose. Abbiamo consapevolezza, per consacrarci dobbiamo fare tante battaglie. Non si smette mai di dimostrare, abbiamo dimostrato di essere cresciuti con questo pensiero collettivo che può fare la differenza.

La trasformazione di El Shaarawy?
La testa fa la differenza, ha capito che per essere il giocatore che è deve avere continuità e fare le due fasi in un certo modo. Ha fatto due gol andando sempre in taglio, cercando la palla, cosa che a me piace da morire, sempre dagli esterni. L’aspetto che voglio sottolineare non è solo la fase offensiva, ma quella difensiva che lo ha portato a diventare un giocatore completo.

Si sarebbe aspettato di essere primo alla quarta giornata?
E’ una squadra che ci crede, ci crede adesso, ma bisogna continuare su questa squadra. Siamo passati anche attraverso Qarabag, che ha dimostrato di dare problemi a tutti. In Europa non è mai facile vincere, stiamo acquisendo una grande mentalità che deve proseguire nel nostro campionato, gli altri cercano sempre la vittoria e noi faremo altrettanto.

La vittoria più bella?
E’ una grande vittoria, ma non è mia. E’ di Roma, della Roma e dei tifosi. Sono convinto che sia un punto di partenza per me, voglio togliermi qui tante soddisfazioni. Si passa da questo, dalla consapevolezza e non dalla presunzione. C’è ancora tanta strada da fare.

Soddisfazione personale?
Sto vivendo questa esperienza con grandissima serenità, consapevole di cosa posso dare ai ragazzi. La cosa difficile è entrare nella testa dei giocatori, il resto è conseguenza. Sono sereno dei vostri giudizi, lo sarò anche successivamente. È un momento che mi godo, ma so che ce ne possono essere di differenti. Devo continuare su questa strada e basta.

EL SHAARAWY A MEDIASET

Gol strepitoso a Bologna, oggi 2 reti magiche
Sono serate che mi porterò dentro per tutta la vita. E’ stata la mia prima doppietta in Europa e, poi, vincere 3-0 con il Chelsea non capita tutti i giorni. Ci teniamo stretta questa vittoria.

Ora il primo posto
Significa tanto, c’era scetticismo, poi siamo andati a Londra e abbiamo fatto una grande partita, così anche a Baku, su un campo comunque difficile. Ma non è ancora finita e c’è un’altra partita importante prima della sosta, pensiamo anche a quella.

Come racconteresti questo momento?
Speciale è il termine esatto, una settimana piena di emozioni.

EL SHAARAWY A MEDIASET (secondo intervento)

Notte indimenticabile?
Una serata indimenticabile per me, è stata la mia prima doppietta in Champions e la squadra ha fatto una partita perfetta.

Sembrate tutti innamorati di Di Francesco, sta lavorando tanto sulla vostra psicologia?
Sotto questo punto di vista sta lavorando tantissimo, anche sulla difesa, non subiamo gol e siamo determinati e cinici, poi i risultati si vedono.

Il momento della tua consacrazione a livello mentale?
Sto attraversando un buon momento, l’importante è dare continuità, tutto può cambiare in fretta. Ma quando la testa sta bene, le gambe girano di conseguenza.

EL SHAARAWY A ROMA TV

L’anno scorso gol a pallonetto quest’anno botte da fuori
E’ stata una serata molto speciale per me, perché è la prima mia doppietta in Champions, una serata indimenticabile. E’ una grande vittoria e siamo molto soddisfatti.

Quanto è alta la percentuale di qualificazione agli ottavi adesso?
E’ alta sicuramente, ma dobbiamo cercare di mantenere il primo posto facendo risultato sia a Madrid che con il Qarabag, perché arrivare primi è molto importante. Questa vittoria ci dà tanta fiducia e molta più consapevolezza delle nostre forze anche per il campionato.

Quanto può migliorare questa squadra?
Tanto per quello che si è visto anche nella gara di Londra e nelle ultime partite, dove non abbiamo preso gol, lavorando bene tutti insieme di reparto come proviamo in allenamento.

Hai compiti diversi quando giochi a destra o a sinistra?
Dipende anche dall’avversario che abbiamo davanti. Mi sono trovato bene oggi con Alessandro dietro, ma io non ho mai detto di non voler giocare a destra, ho sempre detto di preferire la sinistra, però se c’è da giocare a destra gioco senza problemi, oggi il mister ha deciso così, è andata bene e sono contento di questo.

Oggi la tua bravura è stata anche nei recuperi difensivi
Sì, è quello che chiede il mister ai due esterni, di aiutarsi l’uno con l’altro e noi lo facciamo senza problemi. Mi sento di dire che anche il secondo gol che ho fatto è stato importante per averci creduto ed è stato anche quello apprezzato.

Può essere la stagione in cui puoi lasciare un segno importante?
Per me sì, perché dal punto di vista psicologico penso di stare molto bene e si sa che, per uno come me, quando la testa sta bene le gambe girano meglio. Devo continuare così, con questa consapevolezza e questa fiducia, ma sicuramente l’obiettivo è quello di andare in doppia cifra.

EL SHAARAWY IN MIXED ZONE

Una dedica?
Alla mia famiglia che era qua a vedermi, poi a me stesso per la prima doppietta in Champions. E’ una serata indimenticabile, di quelle che ti porti dietro per sempre.

E’ la miglior partita della carriera?
Penso di aver fatto una grande partita, come tutta la squadra, sotto tutti i punti di vista. Determinazione, qualità, gestione della palla, tutto: l’abbiamo preparata bene in settimana.

Come ti trovi a destra?
Mi trovo molto bene, soprattutto con Alessandro dietro. Ho sempre detto di preferire la sinistra, ma questo non vuol dire che non posso giocare a destra.

Puoi farlo anche in Nazionale?
Sono a disposizione del mister sia nella Roma che nella Nazionale, dove mi chiedono di giocare gioco.

Questa Roma dove può arrivare?
Penso che la consapevolezza ce la diano le partite che facciamo. Anche a Londra nessuno si aspettava quella partita. Abbiamo ripetuto quella gara stasera, quello che è importante è dare continuità ai risultati, ma soprattutto alle prestazioni.

DE ROSSI A MEDIASET

Notti come questa non sono state numerose. Un passo avanti importante
Lo dicevo negli spogliatoi prima della partita. In Champions non abbiamo vissuto sempre belle serate, anzi abbiamo preso belle batoste, che ancora ci ricordiamo. Vincemmo 10 anni fa con il Chelsea, la gente se ne ricorda ancora in maniera chiara. Una vittoria così resta nella mente. Detto ciò, non è che vinciamo per farci le foto e per mettercele sul comodino. Vinciamo per andare avanti in questo gruppo. All’inizio sembrava quasi impossibile e ci siamo ampiamente meritata questa posizione. Non è finita, abbiamo altre 2 partite difficili. Sembrava che con il Qarabag ci fossero punti facili per chiunque, invece non è cosi.

Primo posto a sopresa?
Piacciono i risultati e il modo in cui giochiamo. Questo allenatore ha cambiato il modo di aggredire l’avversario e lo ha fatto in modo palese. Siamo sempre aggressivi, contro tutti, anche contro squadre che in passato avremmo aspettato e temuto. E questo è il piccolo passo avanti. Anche nelle sconfitte che abbiamo subito, non conto l’Inter, ma con il Napoli nel secondo tempo è stato così. Questo ci ha fatto capire che è questa la strada.

Presto per parlare di cambiamento con Di Francesco?
L’input del mister è chiaro e non è presto, lo è per fare proclami. Il mister e noi eravamo bollati come scemi dopo il pareggio con l’Atletico, dopo il Qarabag sembrava dovessimo chiedere scusa per aver vinto solo 2-1. Il calcio è più difficile di come si chiacchiera nei bar, lo sappiamo e non dobbiamo perdere la Trebisonda. Ora c’è il campionato, domenica abbiamo una partita difficile, ma la competizione è alla nostra portata e possiamo sperare, non come questa dove siamo oltre le nostre possibilità. Ma in serate come queste…

Sarà bello mescolarsi tra i tifosi adesso? (in studio viene citato un tweet del giornalista del ‘Corriere della Sera’ Fabrizio Roncone: “Grazie di avermi fatto nascere della Roma”, ndr)
Se posso permettermi, dobbiamo ringraziare di essere nati romanisti anche dopo un 7-1, anche dopo aver perso in casa con il Napoli giocando male. Ringrazio sempre di essere romanista. Ricordiamocelo quando le cose andranno peggio.

FLORENZI A MEDIASET

E’ cambiato l’approccio alle partite?
Abbiamo fatto bene in difesa, ma come fase difensiva tutti e 11, non solo i 4 di difesa, era un blocco corto e questo ci ha aiutato a vincere.

La tua è stata una partita eroica, visti i problemi fisici accusati a fine primo tempo.
Eroica per la Roma, risultato incredibile, ma meritato. Avevo avvertito un fastidio all’adduttore a fine primo tempo, li tenevo in preallarme. Quando nel secondo tempo ho rischiato, ho chiesto il cambio.

Di chi è il merito di questa vittoria?
Della Roma. Non è uno scherzo, anche il giardiniere stasera ha vinto 3-0.

Come si è composto un gruppo così unito?
Ognuno di noi deve dare tutto, tutti devono mettere il loro tassello per fare la Roma migliore.

FLORENZI IN MIXED ZONE

Ho avvertito un piccolo fastidio all’adduttore alla fine del primo tempo… Finché non sentivo che aumentava, giocavo. Non è aumentato per fortuna.

E’ stata la settimana di El Shaarawy…
E’ un grande professionista, si allena bene. Noi, ogni tanto, lo prendiamo in giro e gli diciamo che è spento, stasera era ben acceso.

Ti è sembrato un Chelsea arrendevole?
Sinceramente no, dobbiamo dire che è stata brava la Roma. Li abbiamo chiusi con un pressing alto e, ogni volta che ripartivamo, facevamo male.

Come si possono giostrare Perotti ed El Shaarawy, a cui piace stare a sinistra?
Da stasera a Stephan piace solo stare a destra (ride, ndr)…

FLORENZI A ROMA TV

Come stai?
Avevo sentito un po’ di affaticamento sull’adduttore e avevo detto che, se aumentava, chiedevo il cambio. Non è aumentato, però al 75′ avevamo la partita sotto mano e non ho voluto rischiare, perché ci sono altre partite importanti.

Davanti avevi Hazard…
E’ uno dei migliori al mondo e sono contento di aver fatto una discreta partita contro di lui.

Questa vittoria è il manifesto della Roma di Di Francesco?
E’ una vittoria sicuramente importante, è una vittoria del gruppo. Ci sono tanti fattori oggi che hanno deciso la gara: il pressing di Edin e dei tre lì davanti, in mezzo al campo sono stati fenomenali, Daniele ha fatto una partita eccezionale, dietro non abbiamo subito gol, quindi i complimenti vanno a tutta la squadra.

La metti tra le tue vittorie più belle?
Credo di sì, bella vittoria, con una bella cornice di pubblico. Siamo molto felici di questa serata.

Siete più maturi adesso?
Siamo più maturi, più consapevoli della nostra forza. Anche con le grandi, alle volte puoi andare a prenderli e alle altre aspettarli. Abbiamo giocato il nostro calcio e siamo stati molto bravi stasera.

Conte temeva voi ‘italiani’
Li abbiamo messi in grande difficoltà, sul mister non ho molto da dire, perché abbiamo passato dei mesi stupendi con lui, con un gruppo eccezionale di cui era il padrone. E’ uno dei più grandi allenatori e lo resta anche dopo questa sconfitta.

Che valore specifico dai a questa vittoria?
Vittoria importante, ma lo sappiamo tutti quanti che lo diventa se dai continuità alle cose perché, se vai a Firenze con la testa sbagliata e non vinci, la partita diventa quasi inutile e ti fa fare un passetto indietro che adesso non possiamo permetterci. Quindi festeggiamo questa sera e, da domani, pensiamo subito alla Fiorentina, perché adesso è quella la più importante.

Fa differenza giocare in uno stadio pieno?
Assolutamente sì.

Dalle vostre dichiarazioni sembra che avete cambiato il modo di comunicare dopo una vittoria. Ora c’è molta più umiltà e consapevolezza
Sì, è un altro modo di pensare che io ho da tempo, quello di pensare alla partita successiva e non più in là, ora è la Fiorentina e cerchiamo di dare il massimo, poi, se vinciamo, siamo più contenti. Cercheremo di mettere tutto quello che abbiamo nel campo come stiamo facendo ultimamente. Per me e per la squadra, Chelsea a mezzanotte finisce.

Poi c’è il Mondiale…
Sì, ci tengo tantissimo.

PEROTTI A MEDIASET

Una Roma che, come dice Di Francesco, sa soffrire come una grande squadra. E’ la capacità che fa la differenza
Questo tipo di partite non le giocavamo così, anche se è solo la seconda volta che gioco la Champions con la Roma. Viene anche dal campionato, dove abbiamo vinto 3 partite per 1-0. Oggi non abbiamo sofferto tanto, abbiamo fatto tanti gol contro una squadra forte, ma è più importante non prenderli. Il portiere e la nostra difesa stanno vivendo un momento bellissimo, ce lo godiamo. E poi i gol li facciamo, davanti abbiamo la qualità per farlo. Ma non prenderli è la cosa più importante.

(da laroma24.it)