venerdì, giugno 23, 2017 Anno XV
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SPALLETTI A MEDIASET

Quando alleni una squadra come la Roma devi pensare all’obiettivo della vittoria sempre e a volte il secondo posto, da parte di qualcuno, non è accettabile, ma questo secondo posto è un grande traguardo. Questo traguardo ce lo siamo dovuti andare a prendere e, oggi in particolare, la squadra ha meriti infiniti per come si è sviluppata la partita. Dobbiamo fare i complimenti al Genoa, perché ha giocato una grande partita, e ai nostri giocatori che hanno portato a casa un risultato eccezionale.

Il saluto a Totti?
Una cosa incredibile: stavano piangendo tutti, era impossibile non venire trasportato da e in questa emozione generale. Se Francesco decidesse di smettere, come penso abbia deciso di fare, sarebbe una perdita da colmare: ottavo re di Roma è poco, è più un imperatore.

Il suo futuro?
Faremo con la società un meeting di chiusura e dopo che ci saremo parlati chiarirò la mia posizione. Lo faremo il prima possibile, perché è giusto che si sappia. Rimpianti in questo anno e mezzo sulla panchina della Roma? Sono sempre stato abbastanza coerente: ritengo di avere allenato una squadra forte, che a volte ha avuto momenti di difficoltà, ma abbiamo sempre spinto sull’acceleratore. Abbiamo lavorato in maniera seria, dimostrando sempre il nostro valore.

SPALLETTI A SKY SPORT

Cosa rimarrà di questa giornata?
Rimarrà questa grandissima festa per questo grandissimo calciatore. Emozione toccante, palpabile vissuta da tutti i presenti, compagni, tifosi e dirigenti. Poi la ciliegina di essere di nuovo in Champions, aver portato a casa questa vittoria fondamentale per il futuro della Roma e di Totti.

Partita più difficile del previsto…
La nostra storia ci ha allertati, ci sono stati episodi che ci hanno lasciato l’amaro in bocca. Si fa uso anche di quelle che sono le cose che non sono andate bene per creare attenzione particolare. Genoa in grandissima salute, libero mentalmente per la salvezza, ha cambiato molti giocatori con giovani che volevano mettersi in mostra in vista dell’anno prossimo. L’allenatore ha evidenziato questo carattere di avere tigna e di saperla trasferire ai giocatori. E’ stato molto partecipe dalla panchina e ci hanno creato problemi.

Che ruolo consiglierebbe a Totti per il futuro?
Secondo me, da quello che ho visto, di avere un ruolo importante in questa società. Ci ho parlato, per quello che è l’organigramma di questa società dovrebbe fare il vicepresidente come fanno altri grandi in altre società. Penso si sia convinto di fare un altro ruolo e di mettersi a disposizione per qualcosa di importante in questa società. Lo merita.

Tanti giocatori cresciuti in questo anno e mezzo.
Lui è un buon ragazzo, trasparente. Non c’è niente di plastificato quando hai a che fare con Francesco. Sa trasferire la semplicità che ha lui addosso e riesce anche a non subire questa continua figura che gli viene attribuita perché se l’è meritata sul campo. Diventa poi il leader, il capo, il capo branco, il capitano, diventa tutto. Di conseguenza si rischia che possa essere un limite per se stesso ma così non è stato perché ha sempre reagito bene e ha dimostrato di saper ricoprire questa figura.

Quanto vi è mancato il pubblico?
Ci è mancato, oggi l’hanno vinta loro la partita. Soprattutto quando è entrato Totti, hanno partecipato a ogni scorrimento di palla, ogni pallone buttato in area diventa dura per gli avversari. Nel finale c’erano Fazio e Dzeko a fare la doppia punta e si faceva arrivare la palla lì dritta per dritta e con la presenza di Totti diventa una miscela che ti può dare dei vantaggi al di là della condizione della squadra in campo.

Quando sarà annunciato il futuro di Spaletti?
Ora devo parlare con la società. Avevamo detto di fare questo ulteriore passaggio e penso che sia giusto così. E faremo poi altri due discorsi.

Ha voglia di chiarire ancora qualcosa?
Assolutamente no. Io nel mio ruolo cerco di usare poi quelle che sono le cose che possono creare delle reazioni alla squadra, che possano essere da stimolo, che possano determinare una reazione forte o una mentalità forte. E in questo probabilmente ho usato anche Francesco. Anche perché mi viene proposto sempre lui che è l’asse trainante di questa società e della storia di questo club. Di conseguenza si deve passare da lì e forse avrei dovuto stare attento al dosaggio e qualche volta sono andato al di là però per cercare di far crescere la squadra nella testa. Per poter iniziare ad agire anche senza di lui. Nel futuro dovrà essere così.

SPALLETTI IN CONFERENZA STAMPA

Può fare chiarezza sul futuro?
Devo incontrare prima il presidente. Si era detto che ci saremmo rivisti, lo faremo domani o dopodomani. Purtroppo lui non abita qui vicino e prima di questa partita non c’è stato neanche il tempo, è partito poco prima della partita. Oggi si voleva anche togliere meno spazio possibile a quello che si è celebrato. Domattina appuntamento a Trigoria.

Tanta sofferenza
Siamo andati in difficoltà prendendo gol subito. Nella nostra magia c’è anche il complicarsi la vita. Dopo il pareggio siamo stati attratti dalla voglia di segnare nuovamente, ci siamo allungati ma potevamo fare due tre gol. Si è fatto fatica a giocare a campo aperto.

PEROTTI A ROMA TV

Raccontaci il gol…
Edin mi ha fatto una bellissima sponda e ho calciato con la voglia di fare gol, voglio approfittare per chiedere scusa ai tifosi del Genoa. Io sono genoano nel cuore e non avrei esultato se non fosse stato così importante. Per me è stato bellissimo e Francesco si meritava di vincere.

Partita da tenere dentro?
Prima già non avrei potuto dimenticarla, avendo segnato ancora di più. Potrò raccontare a mio figlio di aver giocato al fianco di uno dei migliori giocatori al mondo e di essere stato presente il giorno del suo addio. Non posso chiedere di più.

Finalmente un gol su azione…
Per me tutti i gol sono uguali, sia rigori che su azioni. Come argentino ho perso due finali di coppa America ai rigori ma oggi fare questo gol e dare la vittoria alla Roma e al Capitano è stato importantissimo, lui si meritava di finire così. Non si poteva pareggiare nella sua ultima partita.

Cosa ti porterai dietro di Totti?
La sua umiltà. Come giocatore lo conosciamo, anche coloro che non sono nello spogliatoio con lui. Io non posso dire niente di nuovo ma posso dire della sua persona, è un giocatore che ha dimostrato di non essere quello che poteva dimostrare, nel senso che poteva avere un’altra personalità. Ma lui è una persona incredibile, un compagno incredibile e come giocatore non posso dire nulla perché lo conosciamo. Potrò per sempre dire che è un ragazzo formidabile.

Che atmosfera c’era oggi?
Penso che se lo stadio fosse sempre così pieno, questa squadra potrebbe dare di più per la spinta dei tifosi. Oggi penso che abbiamo vinto alla fine per la loro spinta e la loro fiducia, noi lo sentiamo dentro il campo. Se il prossimo anno lo stadio sarà così pieno possiamo fare cose importanti.

DE ROSSI A SKY SPORT

Hai chiesto a Pallotta di firmare il rinnovo?
Oggi niente penne solo bandiere e stendardi per Francesco. Ci tengo e ci ho tenuto che oggi si parlasse solo di questo. È giusto così.

Che ovazione del pubblico
Ci sono persone che non sono normali come lui: ho letto uno striscione che diceva che nel calcio moderno la vera vittoria nella battaglia sono 25 anni con una sola maglia. Io lo posso capire, lui ha vinto lo scudetto ma anche vinto unendo una città che si disunisce per tutto.

Spalletti: perde tanto la Roma?
Aspetto quello che dica lui peró sinceramente ho sentito tanta gente felice perchè se ne va. L’augurio che faccio ai tifosi è che siano felici anche il 28 maggio prossimo perchè è difficile che chi arrivi tenga questa liena e che faccia 87 punti, ma oggi anche Spalletti diventa poca cosa di fronte a Francesco. Fatemelo godere perchè sarà dura dopo 16 anni non vederlo più sulla sua panca quando scenderó nello spogliatoio.

DE ROSSI A MEDIASET

E’ Giusto così che non ci abbiano regalato niente. Una volta in Italia era una vergogna, i verdetti erano decisi un mese prima della fine, invece dobbiamo andare verso questa squadra. E’ stata una settimana particolare, come è giusto che fosse: sono molto orgoglioso di questa squadra.

L’omaggio per Totti?
Una cosa del genere non l’ho mai vista, se una città intera ha una reazione del genere per l’addio di un calciatore significa che non è stato solo un calciatore. La reazione non è normale perché la persona non è normale, non ha fatto una carriera normale. Noi possiamo solo stargli vicino e cercare di commuoverci il meno possibile anche se sarà difficile.

Ereditare la sua fascia?
Non è importante questo, dobbiamo solo festeggiare e rendere omaggio a Totti: è il minimo che questa città possa fare.

Cosa serve per lo Scudetto?
Serve non smantellare la squadra, serve continuare ad avere una guida tecnica brava come quella che avevamo quest’anno e bisogna continuare così. Dobbiamo fare una squadra forte perché quelli davanti rimarranno forti e quelli dietro diventeranno ancora più forti.

da laroma24.it