martedì, ottobre 22, 2019 Anno XV
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Alla domanda fatta al nostro capitano “Cosa spera di ottenere prima di ritirarsi?”, egli risponde: Spero di vincere di più con questa maglia, e sono convinto che lo faremo”. Ce lo auguriamo tutti, magari nel nuovo stadio, magari già da quest’anno.

Certo, a guardare l’andamento della Roma, un po’ pigra e un po’ paurosa di fare il grande salto viene da non crederci più, almeno per quest’anno. Lo si dice sempre. Il prossimo anno sarà quello buono…ahime!!!.

Garcia ne era sicuro già lo scorso anno, mentre oggi ne parla con toni quasi nostalgici e di chi se lo sta vendendo soffiare un’altra volta. Figuriamoci, il -3 dipende tutto da Rocchibomber. Lo dice la matematica. Ma c’è qualcosa nel sottofondo di questo andamento lento e pauroso che non convince del tutto. C’è chi parla, vox populi, di stato confusionale momentaneo del mister, c’è chi di un cambio preparazione fisica, e ancora chi ravvede una esclusività ambientale nei confronti della Roma.

Forse la verità sta in mezzo, come dicevano gli antichi o è un po’ tutte queste cose messe insieme.

Garcia, nell’ultima partita non ha indovinato la formazione iniziale, con un centrocampo poco geometrico (e molto anarchico nei movimenti) e un attacco con due ali leggerine e poco prolifiche e un Totti troppo lontano dalla porta.

L’ingresso di Strootman ha svoltato la partita, ribaltando le geometrie iniziali e mettendo ognuno al suo posto giocando con un gioco a ragnatela, senza strappi in avanti, come spesso le è accaduto con un Naingolaan fin troppo generoso a portar palla oltre l’ostacolo ma poco lucido nella maggior parte delle volte nei passaggi determinanti (salvo nelle prime partite, quando ancora la preparazione a breve termine fa la differenza). Garcia ha detto: “Abbiamo riacquistato un uomo e un calciatore mostruoso”. E ti credo. Ce ne siamo tutti accorti. Rimane l’arcano dubbio del motivo per cui non ha giocato fin dall’inizio. Ha poi aggiunto in conferenza stampa: “Ho modificato anche il modulo avanzando, Pjanic e liberando Totti in area, questo ha funzionato”. Garcia alla scoperta dell’acqua calda? Pensa che, forse, questo suo pensiero post partita fu meditato da migliaia di tifosi fin dalla prima lettura della formazione iniziale. E allora la formazione iniziale non era quella giusta? Gli ha detto qualcuno, e lui: No, non ho sbagliato”. E io: “nun ce fa er menestrato, o il bussolotto francese”.

Strootman è un giocatore sempre presente sul campo, che occupa gli spazi giusti nel centrocampo, detta i passaggi precisi, interferisce nell’azione avversaria, ostacolandone lo sviluppo. Accanto a lui, De Rossi e Pjanic trovano le giuste misure e aumentano la prestazione in termini di qualità e di quantità.

Per non parlare di Ljaljc, giocatore ritrovato ed efficace ad aprire gli spazi della difesa avversaria, tenuto in panchina per quali ragioni? Forse, l’eccessiva preoccupazione di Garcia di fare attenzione agli equilibri di spogliatoio lo ha costretto a una sorta di turn over continuo? Fatto sta che Iturbe non è (ancora) l’attaccante che mette la freccia a va a fare gol, mentre Florenzi non lo è mai stato, perché svolge magnificamente un’altra funzione.

E Destro? Sembra che lo vogliano tutti tranne Garcia. In realtà il giocatore non è Fabio Junior, è molto più bravo, il miglior realizzatore della Roma se in rapporto ai minuti giocati. Un po’ come Montella dello scudetto, anche se con caratteristiche molto diverse. Eppure, giocatori come lui servono e sarebbero servite in alcune partite in cui Garcia non l’ha mai visto. A Lille, ci dicono che è fatto così: prendere o lasciare. Io me lo prendo, e ce deve fa da vince, e  non domani, ma oggi.

Questa lunga premessa per dire come anche l’ambiente calcistico italiano attorno alla Roma è di quelli dichiaratamente ostili alla squadra di Garcia. Intere settimane a parlare di “presunti regali” alla Roma, inesistenti, rispetto a mezzo minuto per commentare il netto fuorigioco di Cacares. A proposito di ambiente ostile, che dire degli sproloqui di un giocatore di nome BonuZZi che, dopo il gol vittoria della sua squadra in netto fuorigioco, ha detto: “Abbiamo rinfrescato la memoria a qualcuno che ha parlato troppo”. Se non fosse stata detta da un giocatore, questa frase sembrerebbe una dichiarazione intimidatoria di qualche bullo di quartiere. Ma in fondo lo è uguale. Ecco, sì, una frase detta dal bullo del quartiere del calcio italiano, fatto di pettegolezzi e continue ritorsioni se non sei accomodante con le regole del più forte. E alcuni sono più forti, non nel campo di gioco, o perché detengono soldi e gloria, ma solo perché stingono alleanze e cartelli per mantenere lo status quo, ed evitare come la peste riforme e rinnovamenti. BonuZZi è l’espressione plastica di questa cricca che si avvale del sostegno dei potenti mezzi mediatici messi a disposizione, se vogliamo togliere il servizio pubblico, non perché ne sia esente di corresponsabilità, dal duopolio mediatico-pallonaro. Il giocatore del Napoli, Maggio ha detto ai microfoni di SkyFo: “Non capisco come si fa a non vedere Caceres e un altro giocatore juventino al di la della linea dei difensori con il guardalinee davanti? La Juve è già forte ma se vengono aiutati così, fa pensare”. Ma figuriamoci, quelli di SkyFo erano già pronti a sparare in onda l’intervista di BonuZZi sul fuorigioco “millimetrico”, quindi impossibile da stabilire. Amen. Potere dei media.

Il rappresentante numero due della cricca, nonché rappresentante federale, ha dichiarato dopo la partita contro i caciottari: “Il derby sono stati due punti persi. Il selfie di Totti? E’ stato un gesto inopportuno che non c’entra nulla con il calcio. Scudetto alla Roma? Non lo vince. Scommetto con voi la presidenza della Lazio”

Mentre in Europa elogiavano il gol con annesso selfie del leggendario capitano, in Italia si sollevava un polverone di critiche sull’opportunità di fotografarsi in campo: pubblicità occulta, non rispetto degli avversari, regolamento disatteso. Persino l’addormentato NicchiOS è intervenuto contro il capitano. E quando Tevez si infilò un ciuccio in bocca? nessuno disse nulla. Tutto era regolare.

Insomma, tutti si preoccupano del selfie di Totti, mentre solo qualche giornalista ha stigmatizzato le parole di un consigliere federale, nonché presidente di una squadra di calcio, sulla scommessa dello scudetto alla Roma. Inaudito. A che titolo lo dice?

Non sono mancate le risposte del dirigente giallorosso Baldissoni: Alla Lazio sono esperti di scommesse [il presidente ndr], così rischia che i tifosi della Lazio tifino per noi”. Poveri tifosi laziali, che destino atroce. Non volere più il proprio presidente ed essere costretti a tifare Roma sperando nelle sue dimissioni. Che cojoni!!! Un commento che ha fatto inorgoglire i tifosi della Roma e che, alle provocazioni di Lotirchio er revisore, hanno risposto anche con le parole del presidente Pallotta:“Un peccato i commenti di Lotito su Totti. Avrei voluto vedere la sua faccia al gol”. Avrà anche Lotirchio esultato …per me, sì.

La replica della badante del quartierino è di quello stizzite: contro Baldissoni: “si dedicasse più a tenere in ordine i conti della sua società. Poi se vuole può venire a Formello così gli facciamo vedere le scommesse vinte ai fini del risanamento della società e ai fini dell’efficienza della stessa.”. Le scommesse vinte? aridanghete. Ma quale risanamento? coi soldi non suoi? Come se uno fa un mutuo di una casa non a proprio carico e manco arreda la casa, la tiene vuota. Così è la LatZie. Ma poi, non pensasse più alla Roma, ma alle banane del suo compare.

Poi c’è la grande stampa romana e non, che è sempre pronta a stare dalla parte dei più beceri. E’ il caso di VocalUCCELLO che ha dichiarato: “Pesanti le dichiarazioni di Baldissoni, mi sembra si stia esagerando. Non si devono tirare in ballo argomenti tanto seri a margine di una partita che è stata solamente combattuta”. E, certo!!! Quando si alza il polverone la colpa è di chi cerca di difendersi e di mantenere le giuste distanze dalle accuse ingiuriose.

Poi c’è stato spazio anche per S. Olivari de Olivaris che dalle pagine di ZazzaronE ha scritto: “ci dispiace che Orsato non abbia estratto il cartellino giallo. Non perché un’ammonizione a Totti avrebbe cambiato il corso della partita o dato chissà quale spinta alla Lazio, e nemmeno per grandi questioni etiche (ci sono problemi più importanti, anche parlando solo di calcio), ma soltanto in segno di rispetto verso le decine di colleghi di Totti sanzionati per essere usciti dal campo di due metri mentre esultavano. Così, tanto per fingere che la serie A sia una cosa seria”. Piuttosto che mettere in dubbio una regola discutibile che punisce chi esulta in diversi modi, invoca l’ammonizione a Totti, come fece il bullo BonuZZi in quel 5 ottobre, solo perché il capitano aveva esultato sotto la propria curva.

In questo contesto, l’allenatore della Piolese. Ma chi Piola, il bomber daaalatzie? No, non lui, quello di oggi … come si chiama? Questo qui, appunto, ha detto: “Nelle prime 4 giornate abbiamo raccolto solo 3 punti, nelle restanti giornate abbiamo fatto gli stessi punti della Roma e solo 3 in meno rispetto alla Juventus”. Ma che vuole dimostrare? Ti sei fatto la domanda, ma datti una risposta del perché nelle prime quattro giornate avete fatto solo 3 punti. Saranno, pure questi cavoli nostri? Spero di no.

Io, intanto, in tutta stà caciara, desidero solo non essere più, a meno, ma a più. Roma capoccia der monno infame…

ForzaRomaSempre

Mandrake