mercoledì, ottobre 23, 2019 Anno XV
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Dopo i “ghostbuster” e i “sturmtruppen” ciavemo i “bankdrücker”, gli eroi perditempo, un po’ scoloriti e anche cazzari …

E’ stato un fine calciomercato turbolento. Un giocatore, irrequieto, stava rischiando di impiccare la squadra con la sua fastidiosa presenza. Fortunatamente se ne è andato, come fece prima di venire a Roma, e come penso farà anche con la sua avventura in terra tedesca. Già lì lo chiamano “bankdrücker”, ossia lo “scalda panchine”. Dietro all’esclusione del tappetaro, però, ci sarebbero anche problemi tattici.  Nelle gerarchie Boateng non si discute, e tra Dante e l’altro giovane, penso che er kebabbaro farà molta fatica. Durante l’ultimo allenamento, Guardiola ha rimproverato il giocatore per via della sua difficoltà a comprendere i suoi schemi difensivi. La Bundesliga è un campionato più veloce, dove tutti pressano, e forse anche più difficile per uno lento come lui.

E ieri sera, ha dato prova di essere lì per caso. Meno male che c’è sta tarzan Annoni, prodigio de come abbia sbagliato sport. Sur tappetaro dice: “Da ex difensore e tifoso avrei preferito rimanesse Benatia, ma capisco le esigenze di bilancio della società” ..ma che te capisci .. quale esigenza ..? Er tappetaro si era trasformato in un bronzo, na specie de simulacro inutilizzabile. Ci ricordiamo tutti i certificati di Emerdon? Ecco, più o meno, siamo a quel livello (A proposito, Emerdon avrebbe già parlato: “Sarebbe una grande perdita, l’ho visto giocatore anche dal vivo un paio di volte ed è un difensore molto forte, uno dei migliori a livello europeo tra quelli emergenti”, poraccio, er tappetaro, che finaccia. Ndr.)

Perché parlare de un  venditore de tappeti? Perché la Roma la sia ama, e dopo tutto il fango che ci ha buttato addosso, viene voglia di fargli la manita. Ma non solo a lui, sia beninteso.

Dopo tutti i proclami di cambiamento dei dirigente federali, la verità è che l’unica squadra a cambiare verso (per citare uno slogan presidenziale) è stata proprio la Roma. Ed è sulla Roma che il calcio itaGliano deve sperare. E, invece, assistiamo a scenette ridicole, a pantomime sulle rivoluzioni calcistiche firmate “Los titos” e del suo stalliere “Es tavecchios”. Pare che li abbino trovati a colloquio con il neo presidente del Bari PaPparestaS in una abbuffata «tra amici» al ristorante barese. Era presente anche “Er matatorMatarreseS”. Anche loro, tutti “bankdrücker”, mentre Gevais, Iturbe e Ninja andavano in gol.

Più di tutti lo è stato “Los titoS” che prima dell’incontro Italia-Olanda si è accomodato sulla panchina azzurra, e, poi, stupefatto ha dichiarato: “Io non capisco che cosa vogliono e soprattutto che cosa dicono. Parlano senza sapere. Io posso entrare dove voglio. Me lo consente il mio ruolo di consigliere federale”. A lotì, anche te, dopo anni a gettà fango sulla Roma come puoi essere credibile? Lui si difende raccontando le barzellette ai cronisti che puntualmente ci cascano: “Io ero lì perché dovevo vedere De Vrij. Mio figlio gli aveva telefonato prima della partita perché voleva la maglia dell’Olanda. Sono andata a ritirarla nello spogliatoio. La volete vedere? Ce l’ho nel trolley”. E hai bisogno di vedere un tuo “dipendente” nel ritiro della sua nazionale quando potresti incontrarlo ogni giorno tra i campi di pecore a pascolo? Nel trolley ciai le caciotte de Valmontone ..dai su…

La palma di “bankdrücker” se la prende anche er poro ZeZZè (zoRo un po’ sonato). Il suo segno, forse, si è sbiadito, non è più efficace come un tempo e non genera più timori e reverenze. Adesso ha due pensieri fissi, la sua battaglia storica contro le truppe sabaude e, il rimpianto della sua seconda impresa romana non terminata in gloria.  E il rimpianto, si sa, spesso, si trasforma in risentimento. Dopo la sconfitta contro la bergamasca, improvvisamente, si lascia andare al flusso delle emozioni senza controllo: “La sfida alla Roma? … Io ho avuto un buon rapporto con tutti, semmai qualcuno non lo ha avuto con me…. Sempre a rovescià la medaglia, mai un’auto critica che gli farebbe molto bene, soprattutto se hai vinto pochino. Poi ha ricordato i giorni precedenti all’esonero sulla panchina giallorossa: “Diciamo che l’ambiente era pronto”. L’ambiente? A me pare che pure la classifica e i risultati, la condizione della squadra, le papere e le fenomenate dei giocatori schierati da lui sono stati sifficienti a decretare un “normale” esonero nel mondo del calcio. Tutti ricordano Roma-Cagliari (ammazza che tristezza). Lui dice: “Una partita nata male, con tanti errori, abbiamo tentato di rimediare ma poi il nostro portiere si e’ fatto gol da solo”. Con tutti il rispetto, Zezzè, ma chi lo ha messo in campo quella ciofeca? E mò dice che da piccolo dormiva pure con la maglia della Giuve … vallo a capì.

Poi ci sono quelli che hanno travalicato il risentimento e sono entrati in una dimensione di puro rancore. E malgrado abbiano fatto la loro modesta carriera in provincia, quando vedono la Roma si infiammano. Forse perché il padre è nell’olimpo giallorosso, e la sofferenza per questo confronto è veramente insopportabile? Chissà. Lui, il figliol rancoroso, del grande Brunetto nostro dice: “Casa mia è a Cagliari. Dente avvelenato contro i giallorossi? Ce l’ho con tutte le squadre. E’ vero, ho fatto molti gol contro la Roma. Spero di farne anche domenica prossima”. Un ammissione del suo rancore che però merita una sola risposta: “ma chi te guarda?”. Stare ancorati a questi “bankdrücker” non è il nostro compito di domani. Alla Roma spetta un grande e radioso avvenire.

Infine, n’antro fenomeno che sta a scaldà panchine forzate è Moggi. Ormai ha perso lo smalto di un tempo e pur di apparire è pronto a parlare senza cognizione di causa. Avrebbe asserito che: “Non sono d’accordo con tutti quelli che dicono che la Roma ha fatto un grande mercato, secondo me in avanti dovevano fare qualcosa di diverso e hanno sbagliato moltoGervinho è un contropiedista, perché prendere Iturbe che ha le stesse caratteristiche? Io avrei acquistato una grande punta, un finalizzatore, perché Destro non è ancora esploso al punto tale da poter dire che può essere il titolare in una grande squadra”…

Poi, zanghete!!!!! e arriva il campo ha far crollare qualsiasi previsioni. E Da ieri sera Iturbe ha messo er turbo e  “te salutant”, come Destro, alla prossima.

FORZAROMASEMPRE

MANDRAKE