domenica, novembre 17, 2019 Anno XV
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Inizia adesso un’altra partita decisiva per Samuele.

Adesso che i clamori del Mundial pallonaro, quello perso dai multimilionari vestiti d’azzurro, piano piano si spengono. Adesso che scompaiono dalle tivvù le facce tristi e accigliate dei pedatori nazionali (poche le eccezioni al vuoto espressivo di tanti volti e DDR è una di queste eccezioni). Soprattutto adesso che la primavera cede il passo all’estate e anche per i piccoli è voglia di mare e di vacanze e di palle rincorse sulla spiaggia. Proprio adesso tocca a Samuele scendere ancora in campo.

Domani venerdì 27 è appunto il d-day anzi il “giorno 0” come viene chiamata in linguaggio ospedaliero la data del trapianto. Venerdì 27 infatti, al termine della più delicata fase di condizionamento, ci sarà la trasfusione endovena e il piccolo fisico di Samuele comincerà così a ricevere cellule sane, a ospitare nuovo sangue midollare dentro di sé, a organizzare in virtù di tanto soccorso il contrattacco decisivo contro il male.

La fase di preparazione all’intervento, o di condizionamento, è un po’ la semifinale d’un torneo lungo partito mesi prima. E’ da febbraio infatti che la vita di Samuele ha conosciuto la direzione del Bambin Gesù. E’ da allora, da quando la leucemia venne diagnosticata e una folla di sentimenti diversi prese a tormentare l’anima dei genitori e dei nonni di Samuele (investendo inevitabilmente anche parenti e amici e questa comunità CdR tra i tanti), che sono state affrontate ben cinque fasi di trattamento chemio e ognuna ha avuto i suoi rischi e le sue apprensioni. Quest’ultima però è stata la più dura con il corpo incerottato di Samuele bersaglio di trattamenti pesanti, sottoposto a pressioni notevoli, oggetto fragile eppure resistente di quella che i protocolli chiamano “terapia citostatica antitumorale a dose sovra massimale”.

Venerdì 27 dunque in una condizione di aplasia (insufficienza midollare) ormai consolidata ma soprattutto con ogni residuo neoplastico azzerato ci sarà il trapianto atteso. Durerà ore la trasfusione e quello sarà solo il gong d’inizio d’un match di 100 giorni con Samuele “the wall” chiamato a lottare, forte della sua grinta tutta pugni e voglia di vivere, per rimettere a posto i leucociti con le piastrine e i globuli, tutti nel migliore equilibrio possibile. Fuori i Secondi allora e Forza Samuele!

Claudio Dag.