venerdì, Maggio 20, 2022 Anno XXI


E’ finita. O forse no. Tutto dipende da che lato uno voglia vedere la cosa. Ci
siamo addormentati una sera di fine maggio, soffocati dalle lacrime, dalla
rabbia, da un qualcosa che qualcuno credeva si fosse rotto quasi per sempre. Ma
si sa, solo l’amore vero è per sempre, come quello della propria squadra del
cuore, e quello non mente mai. Allora ti svegli, e nel mentre di fare colazione
scopri che la Roma ha preso un allenatore francese dal nome ispanico, che ha un
bel sorriso e che sembra nato per fare l’attore più che l’allenatore. Viene da
Lille, ma sembra esser di Testaccio. Ed ecco che le tue speranze cominciano a
diventar certezze, le certezze dei punti, che a loro volta voglion dire
vittorie e quindi record. Non quelli di cartone e scritti su magliette
celebrative, invece che sul campo, come fanno dalle parti di Torino. Ma loro
hanno vinto e tu no. Loro sono primi tu secondo, ancora una volta e per l’
ennesima volta. Tu che hai bestemmiato, gioito e sperato fino all’ultimo, fino
allo slalom di Pjanic stile Tomba, per poi svenire ad un centimetro dal
traguardo perché per tutta la stagione al tuo avversario l’hanno rifornito ad
ogni tappa con acqua e Sali minerali mentre a te ti hanno buttato giù per terra
il tavolo delle bevande. Va bene cosi, senza recriminazioni. Quelle lasciamole
ai perdenti, senza dover offrire banali assist a gente vicina ma lontana poichè
cadremmo nel trappolone. Onore ai vincitori ma complimenti a tutti noi. Unica
nota dolente, la Curva Sud, che nel giorno dei ringraziamenti si è vista bene
di protestare e stare in silenzio per questioni burocratiche e politiche,
dimenticandosi che la loro squadra aveva riconquistato l’affetto e l’emozione
dei suoi tifosi, che in questo sport contatto quanto coppe e scudetti, perché
altrimenti assomiglierebbe ad uno sposo vestito di tutto punto non essendo però
convinto di maritare la propria amata. Invece la nostra anzi i nostri amati
coccoliamoceli ringraziandoli. Grazie “Barbarossa”, il pirata Morgan che dopo
quindici anni ci ha fatto ritrovare un portiere degno di nota. Grazie Medhi, il
muro Marocchino che fa piangere gli avversari più del “muro del Pianto”. Grazie
Leandro Castan, l’uomo con cui attraverseresti nudo l’inferno. Grazie Maicon
per la tua corsa da cavallo pazzo. Grazie Miralem, per le tue meraviglie che
assomigliano alle melodie di un pianista sordo. Grazie Kevin per la tua forza e
la tua fame da lupo, con la quale hai macinato ettari ed ettari di terra prima
del ko defintivo, ti aspettiamo amico. Grazie Radja per i tuoi tatuaggi
rispettabili di un antico guerriero orientale. Grazie Daniele, il ragazzo
venuto dal mare che usa la barba per difendere se stesso e la Roma dalle
cattiverie dei finti etici moralisti. Grazie Gervi per la tua velocità, tale da
aver sostituito uno dei nomi dei 4 venti. Grazie Mattia per aver zittito tutti
quelli che dicevano che eri “bono” solo per fare la controfigura di Bud
Spencer, dimostrandoti invece un bomber di razza. Grazie Alessandro Florenzi,
colui che tra mille anni sarà il Capitano di questa squadra ,che ha mandato in
Champions la sua Roma con un gol da cineteca all’ultimo secondo sotto la Curva
Sud, già solo per questo degno di quella fascia. Grazie Capitano, perché
esisti, giochi e ancora diverti divertendoti. E grazie Rudi, per averci ridato
dopo una notte di 71 incubi una sola certezza, la felicità di essere romanisti,
pur arrivando secondi. Perché ci sono grandi felicità che per poter essere
raggiunte esigono grandi dolori, questa è la prima regola per esser
orgogliosamente romanisti.
Filiberto Marino