sabato, ottobre 19, 2019 Anno XV
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La retorica ci ha sempre fatto schifo, ma crediamo che le proteste del popolo brasiliano, messe in atto in contemporanea allo svolgimento della Confederation Cup, siano tutto meno che retorica da dare in pasto ai media.

Riteniamo necessario fare un minimo di analisi.

Il grande popolo brasiliano ha sempre espresso poco e niente in termini di ribellione e partecipazione, addirittura meno di noi italiani post fascisti.

Una dittatura militare molto dura e protratta nel tempo, un aborto di democrazia fondata sulla corruzione e sul dominio dei latifondisti, per poi approdare al rinascimento sociale ed economico condotto dal presidente Lula. Figura di spicco nell’oscuro panorama mondiale.
Ora, una volta ottenuti mondiali di calcio ed olimpiadi, in seguito a un boom economico e ad una crescita del PIL a doppia cifra, emergono le inevitabili contraddizioni sociali. Le stesse che colpirono ed affondarono in maniera diversa la Spagna, il Portogallo, l’Irlanda, e l’ultima disgraziata Ellade.

Si cresce e ci si dimentica degli ultimi, di chi ha bisogno di una scuola, di un ospedale, di chi vorrebbe veder trionfare i verde oro, ma avere anche una qualità della vita sufficiente per definirla umana.

È troppo? No, è il minimo.

E noi, che presto potremmo trovarci peggio dei fratelli brasiliani, dobbiamo sostenerli e dargli voce. Nel loro e nel nostro interesse.

Si può giocare A BOLA, ma senza buttare 30 mld di euro per mondiali ed olimpiadi che, come sapete, altrove hanno prodotto solo DEBITI per decenni.

Si facciano, ma in maniera rispettosa e intelligente, magari dimezzando il budget e facendo dormire atleti e dirigenti nei campus universitari invece che in alberghi a 5 stelle, etc etc…
ed impiegando i soldi risparmiati in scuole ed ospedali, che in troppa parte del Brasile mancano.

Siamo con voi fratelli, ORDEM E PROGRESSO recita la vostra bandiera. Non c’è PROGRESSO senza rispetto per il sapere dei tuoi figli e per la salute del tuo popolo.

Obrigado, Romatto