martedì, luglio 16, 2019 Anno XV
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A due mesi dall’esito elettorale, il nuovo parlamento italiano ha partorito un novello Presidente della Repubblica ed oggi finalmente un governo di minima, apparentando centro (molto) sinistra, centro (molto) destra e centrissimo, in pratica un nuovo governo tardo democristiano nel quale molte correnti sono rappresentate, ciellini in testa.

Chiaramente di meno peggio era impossibile fare, considerato il dissennato uso che Grillo ha finora fatto dei suoi 8 milioni di elettori e dei 163 parlamentari.

Pragmatismo vuole che, accettando la sfida e la via parlamentare, una forza politica impattante come il M5S avrebbe dovuto prendersi delle responsabilità di governo, tenendo per le palle ciò che restava del PD.

MA È PASSATO IL TRENO E LEGGIAMO UN’ALTRA STORIA.

Ora, come giustamente dice il ministro Saccomanni, bisogna rimettere insieme il sistema economico produttivo.

Costringere le banche a prestare il denaro, gli imprenditori a non licenziare, i consumatori a consumare il necessario per ridare impulso ad una economia con due piedi nella fossa.

Ma siamo alla vigilia dell’estrema unzione e l’episodio di oggi a piazza Colonna testimonia che la disperazione incombe in ciascuno di noi.

Che in ogni famiglia abbiamo almeno un caso di dissesto finanziario, di senza lavoro, di rospettive zero.

In ogni casa c’era preoccupazione, ora paura, domani ci potrebbe essere quella stessa disperazione che ha armato il disgraziato che ha sparato oggi.

Se ora questi 21 ministri e il migliaio di parlamentari che dovrebbero votare le di loro leggi e le loro politiche e riforme avranno un sussulto di dignità, metteranno realmente gli interessi della nazione (come oggi hanno giurato) davanti a tutto, ce la faremo.

L’ottimismo, la voglia, la passione, ancorché consumate, le abbiamo ancora, pur lavorando il doppio e soffrendo il triplo.

Fate il vostro, politici di governo. Fatelo subito. Fatelo bene.

Il lavoro prima di tutto, la dignità per più gente possibile, disarmare ogni disperato, armare la voglia di fare dei giovani che, in questo paese, sono umiliati giorno per giorno.

Il carabiniere Giangrande pagherà da solo il prezzo del gesto del disperato di oggi, restando invalido per sempre.

Che questo stato non dimentichi, che questi politici abbandonino i teatrini inutili, tipo quello di cui oggi si è macchiato il più inutile sindaco della storia della più bella città del mondo,
attribuendo a chi contesta l’armamento della mano del disperato di piazza Colonna.

Deduzione sciocca, pericolosa e, soprattutto, ipocrita rispetto ai veri responsabili che ci hanno condotto qui che sono i suoi sodali di una vita, quella corrotta e incapace classe politica che lui ben rappresenta.

Attenzione, siamo coglioni, ma fino ad un certo punto.

Ciò che è riformabile va riformato, ciò che non è riformabile va estirpato.