venerdì, Luglio 03, 2020 Anno XV
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Inizio questo articolo scusandomi per aver aspettato fino ad ora per parlare di un argomento così importante come la Lupa.

Senza dubbio si tratta di quello riconosciuto indiscutibilmente come il simbolo della romanità, ciò che racchiude l’origine, storica e mitologica della città eterna.

Prima di descrivere il mito, credo sia giusto parlare dell’opera artistica sul piano materiale, tenterò quindi di fare una semplice analisi iconografica.

La scultura (riportata in foto), risalirebbe al V secolo circa, con ogni probabilità forgiata da un artigiano etrusco, ciò è confermato dalla tecnica di esecuzione che prevedeva la costruzione di uno scheletro, una sorta di “impalcatura” interna che avrebbe sostenuto la parte esteriore, molto simile alla tecnica usata per la chimera custodita nel Museo Etruscologico di Firenze.

In epoca recente, si è deciso di fare un’analisi al carbonio 14, per confutare la validità della datazione e il risultato ha però collocato la fabbricazione dell’opera all’età medievale, ma non è da escludere che sia una copia di una scultura già esistente, poichè descritta in numerose fonti sia repubblicane che imperiali.

Le fonti antiche, infatti collocherebbero una statua all’interno del lupercale (la grotta sacra dove la lupa avrebbe accolto i due gemelli), e l’altra ovviamente situata nella zona orientale del Campidoglio.

I due gemelli che osserviamo oggi, posti al di sotto della lupa, sono scolpiti con una tecnica artistica completamente diversa, distinguibile anche da un occhio meno esperto, perché vennero eseguiti dal Pollaiolo, sotto il pontificato di Sisto IV forse nel tentativo di restituire l’aspetto originale dell’opera.

Altra conferma che questa scultura già fosse nota in età repubblicana e imperiale ci è fornita dalla numismatica, non è raro infatti trovare il tipo di moneta con la lupa al rovescio che allatta Romolo e Remo vicino al fico ruminale.

Oggi possiamo ammirarla all’interno dei Musei Capitolini, mentre esiste una copia collocata presso Montecitorio e un’altra all’esterno del palazzo senatorio vicino al Campidoglio.

 

Il mito:

Come sappiamo fu proprio una lupa a salvare dal fiume i due gemelli Romolo e Remo dalle acque tiberine, a portarli nella zona che poi diventò la città più importante al mondo.

Per chi ha già letto l’articolo su Romolo, quanto segue sembrerà una ripetizione, ma assolutamente fondamentale da ricordare.

La lupa è un animale sacro al dio Marte, che era il padre di Romolo e Remo, avuti dalla sacerdotessa Rea Silvia, quindi un simbolo sacro che salva i figli di un’entità divina.

Non si può però ignorare che il termine “lupa” nell’antica Roma, indicava anche una prostituta, quindi è ipotizzabile che i due gemelli furono salvati e allattati da una prostituta.

Valerio Pappalardo alias Lupo Grigio