lunedì, novembre 18, 2019 Anno XV
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ANGELINO

Chi dice che i jukebox sono stati inventati in America evidentemente non sa chi era Angelino . Arrivava nel pomeriggio ed iniziava a cantare nei cortili , prima a braccio poi su richiesta , lo faceva ininterrotamente per svariate ore e la gente divertita gli gettava dalla finestra qualche spicciolo , intorno a se ovviamente aveva un nutrito numero di bambini che lo scimmiottavano tra derisione e rispetto ; non era Pavarotti e nemmeno Claudio Villa ma tutti si accontentavano e applaudivano .                        Un giorno il solito buontempone gli disse : “Angeli’ , te do 100 lire se canti a’la mi regazza Only you “ . Dire di cantare in inglese e una canzone americana ad uno che a stento conosceva l’ italiano e le canzoni italiane era come dirgli di risolvere una equazione ma la mancia era troppo allettante : chi le aveva mai viste cento lire !! Angelino si fece coraggio e aiutato da un giovanotto che tentava di suggerire iniziò a cantare , ogni due parole c’ era un zun-zun di accompagnamento e arrivò all’ acuto finale con un  “arrivederci Roma e un Granada” che “forse” non c’ entravano niente con Only you ma ottenne sicuramente di far divertire la “mi ragazza” e tutto il Quartiere .  

ER   FUSAJARO

Aveva un grave handicap alla mano e al piede sinistro ma questo non gli impediva di spingere il suo carrozzino  fino al mercato o davanti alle scuole e soprattutto al campo Patti per vendere la sua mercanzia : fusaje , mostaccioli , castagnaccio , bruscolini ecc.ecc.  Quale fosse il suo nome nessuno lo ha mai saputo , per tutti era “er fusajaro” e basta !! Mai un lamento per la sua condizione , mai una stilla di sudore , c’era solo la sua voce chiara e decisa che riecheggiava per il Quartiere e tutti gli volevano bene . Non essendoci ancora la pensione di invalidità , era così che si guadagnava da vivere , onestamente , estate ed inverno . Una volta ebbe un mancamento e lo riaccompagnammo a casa sua che era , più o meno , dove l’Acquedotto Felice incrocia via del Quadraro . Alcuni di buona memoria ricorderanno che appena passato l’arco dell’ Acquedotto c’ era una sulla sinistra una fontanella intorno alla quale c’ era un vero e proprio quartiere di baracche ed in una di queste era la casa del fusajaro . Nelle baracche non c’erano fogne né acqua diretta e le condizioni igieniche erano quelle che erano ed infatti entrammo , lo facemmo sedere e non potemmo fare a meno di osservare la miseria di quel tugurio con le fusaje che erano in ammollo per insaporirsi con scarafaggi , sorci , mosche ecc. ecc. ………….forse è per questo che erano così buone !!

GIGGGETTO ,  ER  SOR  CARLO  ,  FIGONI  ,  PAOLANTONI ,  BARBETTA

La prima cosa da chiarire per noi ragazzi fù che cosa volesse dire sulle insegne dei loro negozi : Filli FIGONI e Filli PAOLANTONI !!  Filli stava per “Fratelli” ovviamente ma quello che doveva essere un punto dopo la effe , si era trasformato (chissà perché) magicamente in una “ i ” e pertanto per noi ragazzi era un doppio cognome .       In realtà queste famiglie sono state le prime e le più famose rifornitrici alimentari del Quartiere con addirittura un Vapoforno (cosa voleva dire poi……) .                                   Tutti furono loro clienti e quasi tutti erano “menzionati”  nel libro nero , tenuto sotto il bancone unto e bisunto , dove i Titolari dei negozi segnavano i loro crediti che venivano puntualmente saldati a fine mese e se il saldo non avveniva , con la discrezione tipica di quei tempi , il “moroso” veniva  messo in una “gogna mediatica” dalla quale non era facile uscire indenni . Anche in questo caso le condizioni igieniche “forse” non erano perfette ; con le mani si prendevano i soldi , si dava il resto , si prendevano gli affettati sfusi , si dava il pane e ci si grattava la testa (quando andava bene) ed è per questo che , anche in questo caso , era tutto così buono. .                                                                                                                                                         Il signor Carlo invece era un vero signore , gentile , educato , sempre ben vestito ; gestiva una Tabaccheria – Cartolibreria , in “concorrenza” con “er Barbetta” che era molto meno paziente e più pronto al turpiloquio di Lui . Dopo qualche anno il signor Carlo si sposò , con una bella donna , e al  suo negozio si aggiunse anche una Merceria gestita dalla Signora . Bisogna tener presente che riusciva a fare TUTTO in SETTE  metri quadri di locale ma con un ordine incredibilmente meticoloso , riusciva a soddisfare i suoi clienti fumatori , studenti o rammendatrici che fossero ………anche lui sotto il bancone aveva il “libro nero” ma non unto e bisunto e non a disposizione  dei fumatori .

Gigggetto voleva dire Bar – Latteria – Gelateria – Vendita di ghiaccio sfuso – Grattachecche (nulla di barbaro , ghiaccio trito con sciroppo) ed altro . La vera “rivoluzione culturale” avvenne però quando mise anche un Distributore Automatico di GommeAmericaneColorate oggi “volgarmente” chiamate   chewingum . Bisognava mettere in una apposita fessura una moneta da 5lire , girare un perno che permetteva alla gomma colorata rossa , verde o gialla di……..cadere in terra (immancabile) e di essere rincorsa per la strada . Una volta ricatturata tutto quello che veniva a contatto con la gomma diventava del medesimo colore della stessa , gialla , rossa o verde che sia . Ma la vera passione erano i palloncini fatti con la bocca , dopo aver masticato la gomma per un paio di ore , e che si spiaccicavano sui nostri nasi , possibilmente sporchi dato le ore che si passavano giocando nei polverosi cortili .  Ci fu un tempo in cui Gigggetto si mise in testa di fare una Squadra di Podismo e dopo aver fatto allenare i ragazzi del Quartiere per settimane , portò il gruppo a sfidare  dei professsionisti alla Madonna del Riposo ; nella sua macchina ci entrammo in dieci (non so come facemmo) e arrivati alla partenza della gara potemmo vedere finalmente i nostri avversari……….e solo là li vedemmo……..perché quando il Gruppo Cecafumo arrivò al traguardo , gli altri molto probabilmente erano già a casa , con i commissari di Gara che nervosamente ci aspettavano .

IL     T2      e   “BACCAJA”

Finalmente nelle strade del Quartiere entrò in servizio un autobus di linea il T2 (Tuscolana Due ……(l’ Uno si fermava al Quadraro) che per arrivare alla Stazione Termini impiegava molto più di un’ora : mezzora di tragitto e un ‘ora per far salire e scendere i passeggeri alle fermate…….molto spesso alla Fantozzi !! Partiva dal capolinea praticamente già pieno e alle fermate successive si riempiva ancora di più;  dire che si stava come le sardine non era la verità : MOLTO  PEGGIO…….perlomeno fino a Porta Furba dove si iniziavano a prendere le “coincidenze” (409 – 85, ecc.ecc.) e il T2 iniziava ad essere più “umano” . In questa prima parte di tragitto dava spettacolo “er Baccaja” (colui che si lamenta e rimprovera ad alta voce hehehehe) . Iniziava con il lamentarsi , giustamente , delle condizioni alle quali erano sottoposti i passeggeri per poi passare alla politica , allo sport ,alla vicina di casa (che nun se fa mai li caz…. sua) e per finine con tutto il parentado . Mentre “baccajava” , un giorno si levò dalla fine del T2 una voce anonima : “ma l’hai fatto er biglietto ??” , risposta : “e che so’ matto ?? Nu’ lo vedi come viaggiamo ?? E poi mi moje li sordi pe’ viaggia’ mica me li da…..c’ha paura che me li bevo…sta  stro…..!! “  attimo di pausa e ancora : “ Io pijo l’assegni familiari pe’ QUATTRO fji…….ma mica so’ li mia….la prima mi moje già ce l’aveva , er secondo è tale e quale ar postino , er terzo è mezzo negro come er meccanico sotto casa e er quarto…..”  A questo punto l’ Autobus arrivava a Porta Furba , “er Baccaja” scendeva di corsa e……nessuno seppe mai di chi fosse il quarto figlio……anche perché  la mattina dopo ripartiva di nuovo dalle condizioni dei …….eccetera eccetera eccetera .

ALLA PROSSIMA USCITA …