lunedì, Febbraio 17, 2020 Anno XV
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MARCATORI: Hetemaj (B) al 13′ p.t.; Caracciolo (B) su rigore al 20′ s.t.; Borriello (R) al 38′ s.t.

Mexes, fuori area, netto sul pallone, per l'arbitro è rigore ed espulsioneBRESCIA (4-3-1-2): Sereni; Berardi, Bega, Martinez, Dallamano; Hetemaj, Cordova, Baiocco; Diamanti (24′ s.t. Kone); Caracciolo (29′ s.t. Possanzini), Eder (42′ s.t. De Maio). (Arcari, Daprelà, Filippini, Zambelli). All.: Iachini.

ROMA (4-2-3-1): Julio Sergio; Rosi (31’p.t. Cicinho), Mexes, Juan, Cassetti; Pizarro, Brighi; Menez (1′ s.t. Adriano), Perrotta, Vucinic (16’s.t . Julio Baptista); Borriello. (Lobont, Greco, G. Burdisso, Simplicio). All.: Ranieri.

ARBITRO: Russo.

NOTE: serata mite, terreno in buone condizioni, spettatori 10.000 circa. Ammoniti Cassetti, Mexes, Rosi, Eder, Julio Sergio. Espulso al 19′ s.t. Mexes per doppia ammonizione. Recupero: 2′ p.t., 8′ s.t.


Arbitro vergogna: a casa

Il MessaggeroOra la Roma è terz´ultima, punti due. Ma due è anche il voto per l´arbitro Russo che, nella notte del Rigamonti, indirizza il risultato, 2 a 1 per il Brescia che vince la terza gara consecutiva, con sviste da principiante. Soprattutto nega una serie di rigori (tre, quattro: fate voi) ai giallorossi e ne assegna, complice l´assistente Ayroldi, uno inesistente alla squadra di Iachini, cacciando anche Mexes che prende il pallone e non l´avversario, Eder, addirittura fuori area. Piove, dunque, sulla crisi. Nella serata della miglior partita stagionale, nella ripresa e in dieci quasi il settanta per cento di possesso palla, la Roma conta la quarta sconfitta in sei partite ufficiali e resta a digiuno di successi, in attesa dell´Inter capolista all´Olimpico. Ranieri, almeno, ritrova il suo gruppo, non a caso tornando al sistema di gioco della fortunata e spensierata éra Spalletti, il 4-2-3-1, possibile nonostante le sette assenze e soprattutto quelle di titolari come De Rossi, Totti e Taddei che fecero la fortuna del suo predecessore. Il centravanti, nel rombo offensivo e al posto del capitano rimasto a casa, è Borriello, ancora il migliore e sicuramente il più avanti nella preparazione grazie all´estate passata a Milanello con Allegri. Dietro alla prima punta, Perrotta da trequartista, chiamato a giocare più palloni del solito e anche a un frequente lavoro da interditore, sui lati Menez a destra, più incisivo dell´altro esterno, il rientrante Vucinic, ancora in ritardo. I mediani sono Pizarro e Brighi, chiamati a coprire la difesa che non parte affatto bene. Il Brescia, prudente nonostante il 4-3-1-2 e aiutato dai movimenti delle punte Eder e Caracciolo, va in vantaggio al tredicesimo: Juan è in ritardo sul cross del secondo e Rosi, in area, si schiaccia troppo verso Julio Sergio, lasciando Hetemanj libero di concludere di piatto destro. Il centrocampista finlandese, 23 anni, è al quarto gol in carriera, due segnati da ragazzino nel suo paese, e uno in Grecia. Come se non bastasse, al ventunesimo già tre ammoniti su quattro della linea arretrata: Cassetti, Mexes e Rosi, quest´ultimo graziato da Russo per un fallaccio su Cordova e giustamente sostituito alla mezz´ora da Ranieri dopo un´entrata inutile su Hetemanj: tocca a Cicinho, ultima presenza in giallorosso il 26 gennaio, otto minuti contro il Catania in Coppa Italia, e ultima gara in assoluto il 6 giugno con il San Paolo. Il brasiliano entra bene in partita e si intende con Menez a destra. Pure il francese è vivace. Nella prima parte la Roma meriterebbe almeno un gol: Borriello va subito al tiro di sinistro da fuori, bravo Sereni a deviare in angolo, e a fine tempo pennella una palla che Vucinic di testa spedisce sull´esterno della rete. In mezzo il centravanti reclama tre volte, per abbracci e trattenute in area: il fallo più evidente è dell´ex giallorosso Martinez, da punire anche con il rosso, al trentaseiesimo. Russo non interviene, mentre venti minuti prima assegna solo l´angolo quando Cordova stende Perrotta. Ranieri, dopo l´intervallo, cambia ancora, inserendo Adriano per Menez a destra e passando al 4-3-3, mai visto finora in campionato e provato, con Totti centravanti, solo a Riscone. L´Imperatore si presenta con una girata alta. Fuori pure Vucinic, dopo un´ora: entra Baptista che di testa sfiora il pari. Ma la Roma resta subito in dieci: l´assistente Ayroldi vede un´entrata di Mexes in area su Eder e concede il rigore. Il francese, già ammonito, riceve il rosso, ma protesta: ha preso la palla. Faticano i compagni a portarlo fuori, Mexes se la prende anche con il quarto uomo Romeo, intanto Carcciolo trasforma per il 2 a 0. L´altro assistente Romagnoli non segnala il fallo di mano di Hetemanj su cross di Cicinho, Borriello al trentottesimo fa esplodere il sinistro e riavvicina i giallorossi al Brescia. Ma nel recupero si fa male Julio Sergio, scontro con Konè e caviglia destra fuori uso, Sereni salva il pari su girata di testa di Adriano e la Roma si arrende un´altra volta, la seconda in campionato dopo Cagliari.


Scandalo a Brescia

Il TempoAlla Roma già falcidiata da una sequela infinita di problemi tra infortuni, squalifiche e choc vari, ma anche alla credibilità di questo sport al quale, evidentemente, calciopoli non ha insegnato nulla. Al Rigamonti la nuova gestione del post-Collina manda Russo: un disastro. Il fischietto di Nola sbaglia tutto e di più, ma a senso unico. Dà il colpo di grazia a una Roma già comatosa negando due rigori netti alla squadra di Ranieri e concendendone uno inesistente ai padroni di casa che costerà anche il rosso a Mexes che inevitabilmente perderà la testa. Può essere discutibile l’intervento del francese che prende piena la palla (forse però rovina anche un po’ su Eder), ma la cosa sconvolgente è che il tutto avviene un metro fuori area. Niente, per l’imperterrito Russo è rigore. Peccato che nella prima frazione di gioco per un fallo molto più netto su Borriello aveva lasciato giocare. E come se non bastasse al 24′ della ripresa l’altra enorme svista di Russo. Cicinho la mette dentro ed è evidente il fallo di mano di Hetemaj che stoppa il pallone con il braccio: niente, tutto regolare. Contro un arbitro così questa povera Roma non può nulla. E oggi quando lo sciagurato rivedrà in tv cosa ha combinato in campo, non potrà non vergognarsi. Impossibile pensare a un complotto, ma la mediocrità dei nostri arbitri è divenuta insostenibile per un campionato che pretende di essere tra i migliori del mondo. E l’ammissione di colpevolezza di Russo sono gli otto minuti di recupero concessi a fine gara. Senza attenuanti, Russo non può allenare in serie A, va cacciato! Peccato, perché la squadra di Ranieri, pur senza Totti e De Rossi, aveva giocato forse la miglior partita della stagione. Ma c’è da dire che quando le cose si devono mettere male nella Roma lo fanno davvero. Il Brescia passa grazie al primo gol in serie A del finlandese Hetemaj che sfrutta l’errore di posizione della difesa romanista ancora una volta impreparata. Juan tarda a tornare dopo una sortita in avanti e la posizione di Rosi è a dir poco imbarazzante: ma Mexes non fa molto meglio. Insomma la solita cooperativa dello svarione che permette al Brescia di passare al primo affondo dopo dieci minuti di solo Roma. In vantaggio, la squadra di Iachini si chiude dietro difendendosi anche con nove uomini contemporaneamente. Anche una volta rimasta in dieci per l’espulsione di Mexes la Roma si riversa nella metà campo avversari in cerca della svolta. Ranieri cambia tutto quello che può e mette dentro i tre brasiliani «dimenticati»: Cicinho, Adriano e addirittura Baptista. Non basta ma il gol nel finale di Borriello è almeno un segnale: la Roma è viva, nonostante sia arrivata la quarta sconfitta in sei gare oltre a due pareggi. Sabato contro l’Inter servirà altra roba per non finire in un bagno di sangue. Ma soprattutto servirà un altro arbitro, altrimenti l’Olimpico diventerà un inferno.


Russo, notte choc. Adesso va fermato

Corriere dello SportDal prossimo primo gennaio dovrebbe (doveva?) di­ventare internazionale (se i tem­pi tecnici di solito tenuti da Fede­razioni e Fifa saranno rispettati, le proposte da via Allegri do­vrebbero partire fra questa e la prossima settimana)

Ma la par­tita di ieri sera è tragicomica, in­credibile per la sua assurdità e rischia di macchiare il futuro di Carmine Russo. Arbitro giovane, da sempre considerato molto promettente (giudizi pressoché unanimi, almeno fino a ieri sera), molto considerato da Collina fi­no all’anno scorso e pure da Bra­schi in questa stagione, sezione di Nola e residente a Roccaraino­la. Ma ieri a Brescia il suo disa­stro è stato totale, serve un lungo stop. E con lui hanno sbagliato anche gli assistenti, Romagnoli e soprattutto Ayroldi (la ricordate la figura ai Mondiali?) che si è trovato (quasi) sempre dalla par­te delle azioni incriminate (e sul rigore del Brescia probabilmen­te ci ha messo lo zampino).

DISASTRO – Almeno tre calci di ri­gore non assegnati, un penalty dato con un (non) fallo (non) commesso fuori area con relativa espulsione, un cartellino rosso non comminato ed un altro episo­dio (uscita di Julio Sergio su Ko­ne) con provvedimento discipli­nare da valutare. Ecco la partita allucinante di Carmine Russo, condita con una direzione di ga­ra schizofrenica dal punto di vi­sta dell’uniformità di giudizio.

Vediamo gli episodi principali:

  1. angolo per la Roma, Martinez cerca di arrangiarsi su Borriello, lo prende per le spalle, poi non riuscendo ad arginarlo lo abbrac­cia e lo butta giù, senza mai guar­dare il pallone. Era rigore.
  2. scatto in profon­dità di Brighi, Cordova intervie­ne in scivolata, il problema (per ar­bitro e guardali­nee) è che Brighi tocca con l’ester­no il pallone fa­cendogli cambia­re direzione e dunque l’inter­vento del difenso­re bresciano è fal­losa. Ci stava il ri­gore;
  3. intervento di Rosi a pie­di uniti sulle gambe di Cordova, zero possibilità di prendere il pallone, ci stava l’espulsione di­retta. E’ arrivato solo il giallo, po­co dopo ancora Rosi ha commes­so un altro fallo al limite, a farlo uscire dal campo ci ha pensato Ranieri;
  4. inesistente il rigore assegnato al Brescia. Mexes in­terviene in scivolata, tocca net­tamente il pallone che infatti cambia direzione, Eder è in volo e solo molto dopo avviene il (mi­nimo) contatto. Il risultato è un rigore che non c’è e un’espulsio­ne (doppio giallo) assurda, visto che fra l’altro tutto avviene fuori area. Rischia di pesare la reazio­ne del francese;
  5. cross di Cicin­ho, Hetemaj alza il braccio destro e colpisce il pallone: era calcio di rigo­re.

BUFERA – Non è piaciuto anche l’atteggiamento di Russo e dell’assi­stente Ayroldi. Molti falli sono stati sanzionati con il cartellino giallo da una par­te mentre dall’al­tra interventi si­mili sono stati, se non ignorati, trat­tati senza lo stesso provvedimen­to disciplinare. La partita com­pletamente sbagliata pone l’en­nesimo problema a Braschi, già costretto a fronteggiare un inizio di campionato tremendo. Si co­mincia con le preclusioni, e sono passati solo 360 minuti di cam­pionato….