mercoledì, novembre 13, 2019 Anno XV
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Rosella Sensi alle radio:
“La partita? Chiedetelo a chi ne sa e ne scrive più di me. Sono molto amareggiata per la stagione. Per prima mi assumo tutte le responsabilità di questa stagione amara. Capisco i tifosi perché ho grande rispetto per loro, essendo anche io una tifosa. Mi dispiace che si scrivano alcune cose non vere. Io parlo con i comunicati, ma forse non sono sufficienti. Si chieda a chi ne sa più di me, allora. E parlo a 360 gradi. Per le questioni societarie sono tenuta a dire la verità. Peraltro, avrei voluto fare il vostro lavoro. I tifosi che contestano li capisco. Perché è una stagione amara, triste, al di sotto delle aspettative. Una delusione, insomma. Vi chiedo scusa. Sono seccata pure io, le domande si facciano a chi sa quello che penso”.

Spalletti in conferenza stampa.
“I tifosi hanno ragione? Visto quello che ti danno, bisogna accettarli anche quando criticano per gare giocate al di sotto delle possibilità. Dentro il loro affetto c’è voglia di essere presenti. I tifosi ci mettono talmente tante cose che poi hanno qualche reazione. I sostenitori riescono a darti più in positivo che in negativo, comunque. Noi, è vero, giochiamo peggio dello scorso anno, e questo ci crea problemi visto che siamo una squadra predisposta a giocare in una certa maniera. La condizione mentale può influire, anche sugli episodi. Il ritiro? Io sono contrario, perché mi è sempre piaciuto responsabilizzare i calciatori. La società fa la sua parte. La contestazione nei confronti della dottoressa Sensi mi è sembrata esagerata. Ci sono ruoli che hanno più responsabilità di lei. All’estero, certi tipi di contestazione non accadono: si cerca di superare un momento difficile senza problemi. Menez? Quando uno non ha il tempo giusto per esprimersi, può comunque fare di più. Io me lo aspetto. Dalla sua parte c’è l’infortunio che ha passato, così come successo lo scorso anno. Il ragazzo non è temprato sotto l’aspetto della personalità e riesce difficilmente a fare la differenza. L’obiettivo attuale? Dal mio punto di vista, ci teniamo e molto ad arrivare all’Europa League. L’attenzione va tutta al prossimo allenamento, ora. Poi, dovrò confrontarmi con la dottoressa Sensi e con i calciatori, perché anche a loro devo rendere conto. Da adesso in poi, pensiamo a migliorare. “Fallimentare” è una parola forte, ma l’ho usata io. Va considerato tutto, e si può rivedere la forza dell’aggettivo. E’ stata una stagione al di sotto delle aspettative. Ma questa è una squadra che ha valori, che in condizioni normali può dare ancora molto. Occorre lavorarci. A Roma, come da altre parti, bisogna trovare responsabilità, e qualcuno deve pagare. Io ho responsabilità, ma dovremo vedere dopo il colloquio. Io non posso garantire di vincere il campionato, anche se ce l’ho messa tutta sempre. La famiglia Sensi, per quella che è la mia conoscenza, mi sembra si sia impegnata molto. Anche se mi hanno detto di affermare in conferenza stampa che su Soros non c’era nulla, e poi hanno fatto un comunicato in cui si sosteneva il contrario. L’ultima trattativa? Non so nulla. Era comunque forse giusto dire qualcosa ai calciatori. Occorre venire qui e parlare”.

De Rossi alle radio:
“La contestazione è stata civile, e questo non va dimenticato. Ci siamo impegnati tutti quanti. Ora, in vista del futuro, c’è poco da dire. Continueremo a lavorare come abbiamo sempre fatto, speriamo che finisca presto questa stagione con la coppa Uefa, cercheremo di giocarcela, per poi ricominciare con altre prospettive. Speriamo di cominciare la prossima stagione con altre prospettive. Il ritiro? Io voglio parlare in campo, oggi ci siamo impegnati, quindi non vedo necessarie punizioni. Certo, non basta solo impegnarsi, occorre anche la lucidità. Oggi pomeriggio, abbiamo trovato di fronte un grande Sorrentino. E non è la prima volta che non concretizziamo le occasioni create”.

Spalletti a Sky:
“Contestano ovunque Firenze, Lazio, Napoli, secondo me c’è un vizio di partenza da analizzare e li viene coinvolta la sfera generale del mondo calcio. La squadra oggi si è impegnata fino in fondo e ha fatto quello che doveva fare. Squadre che venono a giocare per il risultato finale diventa difficile batterle perché lottano. A metà campo non facevano passare nessuno, e quindi poi se non si fa risultato c’è l’esasperazione del risultato senza guardare la partita”.
Quando si conclude un ciclo?
“Quando non c’è la volontà e la passione di fare bene il proprio lavoro. Quando non ci sono più stimoli e non c’è la passione da mettere sul campo”.
Cosa si respira subito dopo la partita?
“Andando ad analizzare tutte le componenti che hanno fatto si che il campionato fallisse si possono trovare le motivazioni. Se le condizioni non si vengono a creare diventa tutto più difficile. Questa rosa può dare ancora molto ai suoi tifosi. Non si può parlare di fallimento e basta”.
Perché i giocatori scavalcano l’allenatore per far finire il ritiro?
“È un modo normalissimo. Penso sia condivisibile. Negli ultimi tre anni, siamo stati uniti e d’accordo sulla strada da intraprendere. Visti anche De Rossi e Totti che hanno un buon rapporto con Rosella Sensi è normale che vadano a parlare con lei. Da un punto di vista di tecnico l’ho interpretata come una spinta a prendersi delle responsabilità da parte dei ragazzi”.

Panucci a Roma Channel:
“Non è un momento felice, ne siamo consapevoli. Oggi la squadra ha fatto il possibile, ha attaccato per 90 minuti, è una squadra preoccupata, non siamo neanche fortunati, ma l’impegno lo abbiamo sempre dato e oggi abbiamo cercato di vincere per cercare di uscire dal momento non semplice. Ci è mancata un pizzico di fortuna”.
I tifosi hanno fischiato. Quanto vi è dispiaciuto?
“Dispiace vedere i tifosi così arrabbiati. A noi non resta che fare un finale dignitoso. C’è stata una riunione coi tifosi, abbiamo promesso serietà, abbiamo cercato di metterla in campo, la fortuna non ci ha mai aiutato, non siamo mai stati tutti, il lavoro è stato condizionato. Non ci resta che finire con dignità”.
Momento sfortunato…
“Il nodo del discorso sono gli infortuni. Se avessimo avuto tutta la rosa avremmo avuto sei, sette punti in più e lotteremmo per la Champions. È un momento che gira così, dispiacciono i fischi, ma dobbiamo stare zitti e lavorare. Non dimenticherò mai che prima di Bordeaux facemmo un allenamento 4 contro 4. Oggi abbiamo fatto il massimo, non ci gira bene, andiamo avanti”.
Difficoltà fisica o mentale?
“Quando le cose non vanno bene il ‘colpo’ è difficile farlo. Se vedi che il risultato non arriva magari eviti il colpo per non rischiare di prendere gol. Non siamo la squadra sciolta che ha incantato questo meraviglioso pubblico. Da qui alla fine cercheremo di giocare sempre al massimo”.
Da qui alla fine, e poi?
“Non so il mio futuro, darò il massimo fino al 31 giugno. Giocare in Champions a Roma è stato stupendo, ma bisogna voltare pagina. L’anno prossimo la Roma dovrà tornare in Champions. Io ho litigato molto con l’allenatore, ma va elogiato, ha lavorato sempre in modo molto serio e spero posa continuare a farlo qui”.

Di Carlo a Sky:
“Affrontavamo una Roma molto arrabbiata, che voleva far risultato a tutti i costi. Siamo stati bravi a tener duro quando la Roma ha premuto, poi ci siamo sciolti e abbiamo mostrato le unghie. Per questo il risultato è giusto. Ho visto una Roma tosta e giusta, grintosa e di qualità. Il pareggio ci permette di andare a sei punti dal Bologna, ora con quattro 0-0 saremmo salvi. La lotta è sempre lunga, ma possiamo ben sperare”.

Sorrentino a Sky:
“Per fortuna siamo riusciti a non perdere. È chiaro che contro la Roma portare un punto a casa è importante. Stiamo adando verso la salvezza piano piano. Le voci di mercato? Sarebbe bello un giorno vestire la maglia della Roma. A chi non piacerebbe? Adesso però penso solo al Chievo, quando arriverà l’estate ci penseremo”.