sabato, novembre 23, 2019 Anno XV
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A valanga, come i bei tempi. A valanga su un ottimo Genoa, la legge del più forte questa volta è uscita fuori. Senza se e senza ma, a dispetto del borbottone, solo contro la Roma, di Gasperini.

Se nell’andata i giallorossi subirono un furto clamoroso, questa volta le è capitato un arbitro incapace, che estrai cartellini a casaccio, butta fuori Taddei senza motivo e tiene in campo Van den Borre meritevole di rosso diretto. Talmente meritevole che il suo allenatore lo tiene negli spogliatoi nell’intervallo.

Gli ospiti partono baldanzosi, forti della grande organizzazione di gioco, e tengono il pallino in mano. La Roma però pian piano prende confidenza e inizia a farsi pericolosa, grazie anche al capitano che è davvero ispirato.

Lo sfogo del grifone finisce e Cicinho castiga. Grande azione vecchia maniera, triangoli infiniti con il piccolo brasiliano che dopo aver dato il la all’azione si fa trovare pronto per chiuderla. Purtroppo la maledizione Panucci colpisce anche lui. Infortunio al ginocchio e subito l’esordio per Motta. Il giovane si è dimostrato all’altezza, sicuro e preciso negli interventi. Si è fatto vedere anche in avanti con un paio di buone incursioni.

Il Genoa prova ma dal gol in poi farà davvero poco per ritrovare la giusta via. Gol che invece galvanizza i padroni di casa. Il raddoppio di Vucinic è un altro capolavoro. De Rossi, stile Beckenbauer, si fa cinquanta metri palla al piede prima di servire al bacio Vucinic che ripaga la giocata del compagno con un sinistro al volo meraviglioso.

Non c’è più storia in campo e allora ci prova l’arbitro Rocchi a risvegliare il match. I giallorossi rimangono in dieci e i rossoblu ci provano. Riprendono vita dal regalo avuto e si fanno minacciosi in area. Ma Milito è ben controllato e Doni chiude tutto.

Con l’espulsione di Sculli, un altro rosicone, finisce davvero tutto. C’è il tempo per i cambi: Bapstita per Vucinic e Aquilani per Totti. La Bestia entra subito nel vivo tenendo su la palla, guadagnando punizioni e sigillando con un altro capolavoro la partita. Cosa che non fa Aquilani, pessimo sotto tutti i punti di vista: svogliato, pasticcione, inutile.

Le avversarie, se pur a fatica, vincono. La strada è dura e lo sapevamo, la zavorra che ci portiamo dietro non si toglierà per questo dobbiamo dare di più. Sbagliare il meno possibile e sfruttare ogni minima opportunità.

petra@corederoma.it