martedì, Gennaio 26, 2021 Anno XV
          Iscrizione Torna alla Homepage Segnala il sito


Roma Sampdoria è stata tante volte la partita del cuore oltre l’ostacolo. A cominciare da quell’8 di gennaio di sessanta anni fa quando un eroico Giacomino Losi, infortunato senza possibilità di sostituzione e “relegato inutilizzabile all’ala destra”, secondo una tipica espressione dell’epoca, segnò di testa il gol del definitivo 3 a 2 per i giallorossi e si guadagnò il nome che lo avrebbe accompagnato per il resto della carriera: Core de Roma! Giacomino racconta che fu Walter Chiari a coniarlo.

Lo slogan del titolo, invece, fu coniato da un altro grande romanista che proprio 30 anni fa ci ha lasciato. Quel Renato Rascel che il giorno in cui la Roma retrocesse in serie B, impegnato in uno spettacolo al Sistina, all’apice della sua popolarità, rientrò sul palco prima dell’inizio del secondo atto, scusandosi con gli spettatori paganti della sua impossibilità a continuare: “Oggi nun se ride”, e tornò affranto in camerino.

E chissà che questa ultima partita coi blucerchiati, non sia una sorta di spartiacque delle intenzioni e delle ambizioni dei ragazzi di Fonseca. Il modo in cui, su un campo infame, sotto un diluvio costante e impietoso, contro una squadra che Ranieri aveva schierato compatta e arcigna in difesa, la Roma ha inseguito con pazienza prima, con slancio e grinta poi, la vittoria, potrebbe aprire prospettive che pensavamo impraticabili. Vedere i progressi di Villar, le sgroppate del (ri)trovato Karsdorp , la solidità del trio difensivo, unitamente alla qualità del reparto avanzato, testimonia l’ottimo lavoro che, pur tra mille difficoltà e limiti oggettivi, tutto il team di Fonseca sta svolgendo. Al quale lavoro, però, oggi più che in altre occasioni, si è aggiunta una grinta, una voglia di vincere, un impegno strenuo alla ricerca del risultato che a molti di noi ha ricordato la Roma di un bel po’ di anni fa. Una squadra che, a dispetto della quasi mai eccelsa qualità della sua rosa, trovava nel carattere, nella voglia di vincere e nella unità di intenti, le risorse necessarie per regalare emozioni ai suoi tifosi. Una Roma che, come il motto oggi vergato sulla maglia, Non si discute: si ama.

Questo è un campionato strano, sui generis rispetto a quelli che vivevamo ormi da 10 anni. E magari, con uno sforzo da parte della proprietà ora che inizia la campagna acquisti, potrebbe non mancare molto al raggiungimento di traguardi alla vigilia impensati. Pensaci, Dan…

Forza Roma