domenica, novembre 17, 2019 Anno XV
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Samuele ha compiuto da poco un anno. Ha festeggiato la sua prima candelina al Bambin Gesù da pochi giorni. L’ha festeggiata tra due feste importanti come la Pasqua e il 1 maggio ma, nel suo caso, s’è trattato di due giornate qualsiasi capitate tra un ciclo e l’altro di trattamento chemioterapico. E’ affetto da Leucemia Acuta Mieloide, “un disordine –così recita la letteratura competente- dovuto alla presenza di alterazioni acquisite a carico del DNA delle cellule presenti nel midollo osseo”.

Quando, a proposito di bimbi piccoli, si parla di “disordine” si pensa alla confusione, alla ciaciara più festosa, a qualcosa che riempie l’ambiente di rumori, grida e allegria. Qui, nel caso di Samuele, il termine ha un altro significato. E questo perché il suo piccolo corpo, la sua appena accennata struttura vitale, quell’incredibile e straordinario intreccio di arterie e vene, quella ancora minima rete di condotti sanguigni incaricati del trasporto energia dal centro alla periferia, è da mesi sotto attacco. Una proliferazione incontrollata di cellule ostili chiamate “blasti leucemici” ha prodotto dentro di lui una devastante alterazione nell’equilibrio tra globuli rossi, piastrine e normali globuli bianchi. Samuele è in guerra e il teatro del conflitto è lui stesso.

Ma Samuele è forte. Ne ha già affrontate di battaglie importanti e le ha vinte tutte. Ad un certo punto dopo che il bombardamento chimico dei farmaci aveva azzerato i leucociti, nel momento di massimo sbracamento delle difese immunitarie,  un virus maligno c’ha pure provato ad attaccarlo facendogli sballare altri valori e procurandogli febbre alta e ulteriori malori. Ma lui ha respinto pure l’intruso vigliacco e piano piano, linea del Piave dopo l’altra, ha riconquistato le posizioni perse.

Oggi Samuele è pronto ad affrontare il quarto ciclo di cure. Poi ce ne sarà un altro e poi finalmente sarà il giorno del trapianto. E poi, come un film western che vedevamo da ragazzi all’oratorio, “arriveranno i nostri” a chiudere la storia e con l’entrata in campo del midollo buono si dovrebbero alfine sistemare le cose.

Quando la Roma aveva preso a passo di carica l’avvio del campionato ad ogni match anche Samuele era della partita. E con Andrea e Barbara, i suoi genitori, con Maria e Stani e Mirella, i suoi nonni, s’era preso a commentare il suo sorriso sotto la bandana giallorossa o con in testa un cappelletto di lana con i colori sociali. “Samuele porta bene!”  era la battuta più gettonata nell’autunno dei record. E questa battuta ora ci va di risentirla, per strillarla ancora più forte in vista di un anno diverso, il prossimo, fatto di nuove imprese e nuove vittorie.