martedì, novembre 12, 2019 Anno XV
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Si gioca al Bentegodi ma l’atmosfera sembra quella dell’Olimpico. I cori, quelli forti e chiari, sono tutti giallorossi. Nelle rare trasferte concesse da quelli che osservano la presenza dei supporter capitolini si fasentire.

Partita difficile contro un avversario molto modesto ma galvanizzato dalla vittoria in trasferta il turno precedente. La Roma continua col il suo nuovo schema che tanti frutti ha portato.

Menez ha la sua occasione, visto l’infortunio di Vucinic. Il francesino non la spreca regalando giocate magiche e insieme al capitano riscaldano la fredda serata di Verona. Due occasioni nel primo tempo portano la sua firma, due volte il slalom tra gli avversari. Nella prima tira lui stesso nella seconda Brighi fallisce il più facile dei gol.

Nella ripresa i giallorossi riniziano da subito con un forcing tremendo che chiude i padroni di casa nella loro area di rigore. Purtroppo il gol non arriva e quanto Baptista fotocopia l’errore di Brighi del primo tempo si ha la paura della classica partita stregata.

Ogni tanto i gialloblu fanno capolino nella nostra area tentando di allentare la pressione. Si crea qualche situazione di pericolo ma Doni gestisce bene la situazione, anche con troppa sicurezza.

All’improvviso arriva la stoccata del francesino, proprio lui con quella faccia un po’ così. Da posizione molto decentrata trova l’angolino impossibile, anche per l’ottimo Sorrentino. Ci voleva proprio, dopo una settimana fatta di attriti e polemiche.

La prova di Menez, già di per se positiva, diventa da otto grazie ad un gol che rafforza le fondamenta della nuova costruzione e regala un soddisfazione personale al ragazzo che deve rimanere tranquillo e aspettare con la calma, che con la sua giovane età si può permettere, le occasioni che arriveranno.

La Roma si distrae e concede un clamorosa palla gol subito dopo il vantaggio. Esposito, che si è dannato l’anima per tutta la partita, sfiora il gol di testa con Doni immobili. Leggerezza non accettabile dalla retroguardia giallorossa.

Poi Morganti vuole farsi notare, pessima qualità per un arbitro. Decide di espellere Brighi per una doppia ammonizione ridicola. Siamo al quarantunesimo e con il recupero poi assegnato fanno otto minuti in dieci. Ma il capitano decide di prendersi la palla e manda tutti a casa, grazie a tutti ma soprattutto grazie di questi tre pandorini, importantissimi per la nostra scalata.

petra@corederoma.it

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