giovedì, novembre 21, 2019 Anno XV
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Si raschia il fondo alla ricerca disperata di un appiglio per risalire, per lasciare l’oscurità dove siamo precipitati. Non si trova, non si trova nulla per rialzarsi in piedi.

Venti minuti di calcio, venti minuti di illusione collettiva. Palo, azioni, in pochi giri di orologio si consuma tutto, come un misero cerino incapace di durare talmente a lungo da portare alla salvezza.

Nemmeno una formazione decente, almeno nei nomi, riesce a competere con una Juve fatta di operai e di qualche solista. Troppa la differenza di carica emotiva, di sprint fisico, di mentalità.

La punizione di Del Piero da trenta metri, l’ennesima subita da Doni, da la buonanotte a tutti i tifosi giallorossi. Lo stesso bianconero poco dopo stava per chiudere definitivamente l’incontro con una bella girata al volo.

Scarto minimo al riposo, un’altra illusione di poter raddrizzare la partita si sbriciola immediatamente al fischio iniziale del secondo tempo. È una aggressione violenta quella dei padroni di casa. La Roma alle corde si difende come può prima di capitolare.

Il raddoppio di Marchionni, si avete capito bene Marchionni, è un altro splendido duetto tra Riise e Doni. Il norvegese corre senza fermarsi nella direzione perpendicolare al giocatore juventino, che andando semplicemente dritto si ritrova davanti al tappetino brasiliano che si lascia scavalcare senza opporre resistenza.

Notte fonda, con la speranza di non prenderne altri. Si questo ci è rimasto, limitare i cappotti, mettere pezze ad una barca che affonda miserevolmente.

Il gol ormai è una chimera irraggiungibile, addirittura nel secondo tempo non siamo stati capaci di fare un tiro degno di nota nello specchio della porta. Giocatori incapaci di una reazione, di un segno di vita.

Un mister rassegnato che prova ad urlare parole che si sciolgono prima di arrivare alle orecchie dei nostri miliardari. Fanno pena nel loro essere cosi poveri di carattere, nel loro essere cosi deboli di fronte alle avversità. Si può perdere, ci può essere un periodo no, ma la dignità sportiva non deve mai sparire.

Dove siete fantocci, dove siete voi sempre pronti a prendere applausi, sempre pronti ad essere lodati. Voi che diventate piccoli, talmente piccoli da sparire quando nella vita sportiva arriva il momento di metterci la faccia.

Dove remate voi mezze calzette, sopravvalutati da noi poveri tifosi. Fossi voi mi vergognerei nel vedere Legrottaglie e Chiellini diventare un muro insormontabile, Molinaro il più forte terzino sinistro del mondo. Resuscitare Thiago e Marchionni.

Tutti contro di noi fanno la migliore prestazione dell’anno. Io avrei difficoltà a guardarmi allo specchio fossi in voi. Ma ormai siamo diventati grandi e a queste cose non ci crediamo più. Però pretendiamo la professionalità, quella che tirate sempre in ballo, quella che avete sempre in bocca e mai sul campo.

Sta a voi, mezze calzette. A lei mister vampiro raccattare le briciole per farne almeno una rosetta. Non chiediamo una pagnotta, per ora, ma almeno fateci mangiare.

petraur@corederoma.net

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