domenica, Agosto 09, 2020 Anno XV
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da laroma24.it

Quante cose sono cambiate in un solo anno, per Alessandro Florenzi. Dodici mesi fa era il grande assente, masticava amaro per l’esclusione dalla lista dei convocati per Brunico, dove erano approdati i suoi compagni di squadra Antei, Viviani e Caprari. E sicuramente, guardando partire i suoi compagni, non avrebbe mai immaginato che proprio quel treno perso si sarebbe rivelato la sua fortuna. La sua prima esperienza da professionista è stata quella con il Crotone: una stagione in serie B, per dimostrare il suo valore di calciatore anche fuori dalle mura di Trigoria. Un anno dopo, la rivincita. Elemento ormai prezioso nella scacchiera zemaniana, Florenzi è partito per gli Stati Uniti per “giocarmi tutte le mie possibilità, per dimostrare che posso essere un titolare anche durante l’anno”, come confessa a LAROMA24.IT a fine tournée made in Usa.

Alessandro FlorenziL’esperienza dell’anno scorso al Crotone è stata un po’ quella che ti ha lanciato. Quando hai capito che saresti potuto diventare un giocatore da serie A?
Non c’è stato un momento preciso. Io cercavo di giocare partita dopo partita, cercavo di fare bene, e alla fine per fortuna ci sono riuscito. Adesso, se sono qui, lo devo anche alla città di Crotone e al suo club. Forse un episodio specifico può essere quel 2-2 segnato su punizione al Grosseto. Era un momento della stagione in cui facevamo fatica in campionato. E per noi è stata come una vittoria morale quella partita. Ha dato morale a me e a tutto il gruppo. Questo ci ha portati a fare delle grandi prestazioni, nelle gare successive. Ci ha aiutato tanto.

C’è stato un periodo, alla fine della scorsa stagione, in cui si parlava molto di te e di un tuo eventuale ritorno alla Roma. Hai mai avuto paura che alla fine non saresti tornato a Trigoria?
Non ci pensavo. Appena finito il campionato, appena terminato il momento di giocare, ho pensato solo a riposarmi, perché era quello l’importante in quel momento. Poi è arrivata la chiamata della Roma, e sono andato in ritiro con loro. E ancora sono qui, almeno per adesso…

State vivendo un’esperienza particolare, nuova anche per la maggior parte dei senatori in squadra: una tournée negli Stati Uniti, un “test” in mondovisione, praticamente. Un tuo giudizio su questa settimana?
E’ stata un’esperienza davvero unica. Soprattutto grazie all’affetto, che nessuno di noi si aspettava, che ci hanno dato i tifosi qui in America. È una cosa che ci segnerà e ci rimarrà impressa per sempre.

Zeman è tornato alla Roma. Un allenatore ideale per un giovane di grande prospettiva come te. La tua prima impressione su di lui qual è?
Sapevo che il mister è bravissimo con i giovani, che riesce a tirar fuori il meglio da ognuno dei suoi giocatori e che sia l’ideale per crescere nel calcio. E si sta vedendo anche adesso: Lamela, Bojan, lo stesso Pjanic che è del ’90, stanno facendo davvero bene. Sicuramente è un tecnico che fa lavorare, fa sudare e faticare tanto. Però è anche vero che questo è un tipo di lavoro che fa vedere, già adesso, i suoi frutti.

La Roma sta lavorando molto sul mercato in uscita, e piano piano molte caselle del centrocampo si stanno liberando. Ti senti già un titolare?
Adesso lo sono. E sono venuto qui proprio per questo, per giocarmi tutte le mie possibilità, per dimostrare che posso esserlo anche durante l’anno. Ma poi, naturalmente, sarà il mister a decidere se schierarmi dal primo minuto o se farmi subentrare a gara in corso. O magari anche andare in Tribuna.

Quanto hanno contato, per un romano come te, giocatori come Francesco Totti e Daniele De Rossi nella crescita in questo mondo?
Diciamo che per un ragazzo come me è un sogno un cammino come quello svolto da loro: ogni romano e romanista aspira a percorrere lo stesso tipo di percorso di Totti e De Rossi. Sicuramente loro ci aiutano tanto, a me e agli altri giovani. Ci danno consigli molto utili e ci fanno da guida. Noi dobbiamo solo apprendere da due come loro.

Un gol contro il Liverpool, in uno stadio non da calcio, ma storico e dagli spalti pieni. Che cosa hai provato?
E’ stata sicuramente una grande emozione per me fare questo gol. Prima perché ho segnato vestendo la maglia della Roma, e poi perché giocavamo contro il Liverpool. E poi sotto la Curva della Roma… è stato davvero molto bello, un’emozione indelebile.

MDR