domenica, maggio 19, 2019 Anno XV
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Anna Magnani è certamente una delle più grandi attrici della storia del cinema mondiale. Simbolo di una Romanità immortale, incarnazione della donna verace e passionale, capace, sulla scena come nella vita, di vivere con grande intensità ogni esperienza: amori, sofferenze, amicizie. Di carattere certamente non facile, estremamente comunicativa nella professione, nella quotidianità era vittima di grandi sbalzi d’umore, dalla “ruzza” (come chiamava la voglia di allegria sfrenata) a momenti di grande cupezza, fino ad arrivare alla disperazione pura. Ben nascosta dietro un’immagine pubblica che la voleva estroversa e aggressiva, era in realtà una creatura fragile e diffidente, riservata e gelosa della sua intimità.

Nasce a Roma il 7 Marzo 1908 da Marina Magnani, una sarta originaria di Fano, in provincia di Pesaro e Urbino, e prende il cognome della madre, perché il padre naturale si rifiuta di riconoscerla. Infatti Anna non conoscerà mai l’identità del suo vero padre: effettuando delle ricerche in età adulta scoprirà solo le sue radici calabresi e il cognome che avrebbe dovuto portare, Del Duce. Con ironia, in seguito, dirà di aver interrotto le ricerche perché non voleva passare alla storia come “la figlia del Duce”. Appena venuta al mondo, sua madre la affida alle cure della nonna materna e si trasferisce ad Alessandria d’Egitto, dove sposa un uomo facoltoso. Per questo per molto tempo si è pensato che Anna Magnani fosse nata in Egitto, notizia in seguito smentita dalla stessa attrice. A Roma cresce con la nonna, con le cinque zie Dora, Italia, Maria, Olga e Rina e con lo zio Romano. La nonna cerca comunque di dare il massimo alla piccola Anna: la fa studiare fino alla seconda liceo e le fa intraprendere lo studio del pianoforte. Da adolescente Anna si reca ad Alessandria a trovare la madre, ma quest’ultima la tratta con freddezza, non riuscendo veramente a dimostrarle amore: sarà un’esperienza molto dolorosa che non vorrà più ripetere. Torna infatti a Roma e decide di abbandonare lo studio della musica per dedicarsi alla recitazione. Nel 1927 si iscrive infatti alla Scuola d’Arte Drammatica Eleonora Duse diretta da Silvio D’Amico (quella che nel 1935 diventerà l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica). Tra gli allievi di quell’anno c’è anche Paolo Stoppa, altro grandissimo attore e suo fedele amico per tutta la vita. Uscita dall’Accademia inizia subito a lavorare: tra il 1929 e il 1932 fa parte della compagnia “Vergani-Cimara” diretta da Dario Niccodemi, una delle migliori e più attive compagnie teatrali degli anni Venti/Trenta. Nel 1932 si ritrova con Paolo Stoppa nella compagnia di Antonio Gandusio che, innamoratosi di lei, è il primo a spingerla verso la carriera cinematografica. Ma nel 1934 passa alla Rivista accanto ai Fratelli De Rege, esperienza che le tornerà utile quando, a partire dal 1941, si cimenterà in una serie di spettacoli con il grande Totò. In campo cinematografico era già apparsa, nel 1928, in un piccolo ruolo nel film “Scampolo” di Augusto Genina. Ma il vero debutto  avviene nel 1934, anno in cui interpreta la pellicola “La cieca di Sorrento” di Nunzio Malasomma. Conosce il regista Goffredo Alessandrini, che si innamora di lei e la sposa il 3 Ottobre 1935. Ma non ha fiducia nella telegenia della moglie, e per molto tempo Anna è costretta a interpretare ruoli di cameriera o cantante, ma riesce sempre a farsi notare per le sue eccezionali doti interpretative. Sarà Vittorio De Sica, nel 1941, a darle la possibilità di interpretare un vero ruolo, quello di Loretta Prima, artista di Varietà, nel film “Teresa Venerdì”…  [continua]