martedì, novembre 12, 2019 Anno XV
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Ettore Petrolini è forse l’attore-autore più delirante del Teatro Italiano e quello che più ha contribuito al rinnovamento del linguaggio drammaturgico, non solo nel Varietà, ma nell’intero panorama teatrale del 1900. Ispirato dai Futuristi,
li entusiasmò tanto da diventare il loro ispiratore. La sua comicità, partendo dalla “macchietta”, diventa presto surreale e astratta, superando le barriere del tempo e dello spazio e, pur prendendo spunto dalla realtà sociale del tempo, arriva all’astrazione del comico puro, idiota ma tagliente, assurdo e irresistibile… in una parola: immortale.

Nasce il 13 Gennaio del 1884 a Vicolo del Grancio (o del Granchio), adiacente a Via Giulia, nel cuore di Roma. E’ un bambino irrequieto e turbolento, tanto che viene sospeso dalla scuola prima di finire le elementari, e a tredici anni viene rinchiuso in riformatorio per il ferimento di un suo amico. Questa esperienza lo segnerà per tutta la vita e quando, dopo due anni passati nei riformatori di mezza Italia, i genitori del suo amico ritirano la denuncia e lui può finalmente tornare a Roma, comincia a passare le sue giornate a Piazza Guglielmo Pepe, dove su palchi improvvisati si esibiscono artisti, saltimbanchi e circensi. Qui inizia a costruirsi un piccolo repertorio macchiettistico, e alle storie vissute in questo periodo si ispirerà per la sua commedia “Il Padiglione delle Meraviglie” (1924). Ma il vero esordio avviene nel 1903, con il nome di Ettore Loris, nel baraccone di legno “Al Gambrinus”, dove conosce Ines Colapietro con cui fonda un duo artistico e sentimentale. Il salto di qualità nel 1905, anno in cui, col suo vero nome, comincia a recitare in veri e propri Caffè Concerto e Teatri di Varietà, acquisendo un successo enorme, che lo porta nei teatri di tutta Italia, e in lunghe tournée in Francia e in America Latina. La sua fama crescente investe il Varietà Italiano, scalzando il “macchiettismo” napoletano e conquistando il pubblico con le sue “buffonerie scomposte e traboccanti di comicità sfrenata e spontanea”, e aggiungerei tipicamente romana. Crea testi e personaggi indimenticabili: Giggi er Bullo, I Salamini, Cyrano, Paggio Fernando, Nerone, Fortunello, l’immortale Gastone, La Canzone delle Cose Morte… solo per citarne alcuni. Nel 1915 crea la sua prima Compagnia di Rivista e pubblica con enorme successo il volume “Ti à Piaciato?!!” (che da’ il titolo a questa rubrica n.d.r.). Ettore Petrolini è instancabile: scrive commedie (“Nerone”, “Amori de Notte”, “Romani de Roma”, “Gastone”, “Benedetto tra le Donne”…) e alcune delle più belle canzoni in dialetto romanesco, come “Gita a li Castelli” e “Tanto pe’ Cantà”. Porta in scena, oltre ai suoi lavori, anche quelli di decine di drammaturghi e autori minori. Pubblica volumi letterari e raccolte del suo repertorio macchiettistico che riscuotono sempre un grande successo. Recita in diversi film (l’autobiografico“Mentre il pubblico ride” (1919),“Nerone” (1930),“Il medico per forza” da Molière (1930),“Il cortile” ). Nel 1931 scrive e mette in scena il suo capolavoro “Chicchignola” e pubblica il suo primo vero memoriale “Modestia a parte”.
Dal 1934 comincia ad avere problemi di salute, e a chi gli domanda che male abbia lui risponde: “Io? Li ho tutti, sono l’Upim delle malattie”. Ma questo non gli impedisce di continuare a recitare e trionfare sui palcoscenici italiani e stranieri. Ma il 3 Luglio 1935, dopo una recita al Teatro Quirino di Roma, è costretto a ritirarsi dalle scene. Nello stesso anno scrive, senza riuscire a metterla in scena, la sua ultima commedia “Il Metropolitano” e il memoriale “Un po’ per celia, e un po’ per non morir” che sarà pubblicato nel 1936, pochi giorni prima della sua morte: il 29 Giugno, a soli 52 anni.