mercoledì, Agosto 17, 2022 Anno XXI


San Paolo. Oltre 50.000 spettatori . Carico psicologico non indifferente per la Nostra Roma che sta portando avanti il suo campionato in modo signorile e dignitoso, stesse caratteristiche che distinguono il suo allenatore. A pochi punti dalle “patinate” capoliste a “strisce”, questa squadra mancante di alcuni dei suoi uomini più significativi, va avanti, nonostante le critiche dei suoi stessi pseudo tifosi. Da sempre il calcio crea dialogo fervido: tutti sono un po’ allenatori, un po’ commentatori, un po’ tecnici. Per carità questo è lecito e fa parte del grande carrozzone sulla quale i tifosi salgono. Ma, senza polemiche, mi chiedo, chi è oggi il tifoso della Roma? Ma specialmente, chi sono i veri tifosi? Questa squadra da sempre, più di altre, unisce e crea sentimenti forti. Certo, puoi urlare, disperarti perché si perde una competizione importante, ma come ogni amore vero bisogna CREDERCI SEMPRE. Questo lo sanno bene, non i tifosetti occasionali, quelli da “domenica di sole andiamo allo stadio che la Magica sto’ periodo vince”, ma quelli che soffrono insieme a questi ragazzi anche quando vengono avvolti da critiche, anche quando vengono sopraffatti dall’empietà “della stanza dei bottoni”, anche quando a guidarli c’è qualcuno non all’altezza. E’ proprio vero che l’amore per la propria squadra è una FEDE, e come tale non andrebbe discussa ma solo professata. Ma, il commento di pancia, di cuore, del tifoso “vero” c’è e deve esserci, perché è fatto a volte da quella rabbia, che solo una grande passione riesce a scaturire. Ed è così che allora, arriva la vittoria e gioisci per giorni e ti senti con qualcosa in più, che non risolve magari i problemi veri della vita, ma ti dona un sole dentro che trasforma il convivio con gli amici in un momento di “allegrezza” totale, anche nella sua semplicità. E poi arriva la sconfitta, e imprechi. Tanto da farti vedere tutto grigio. E tutta quella passione e quell’amore viene trasformato in amarezza che alla fine, come sempre, viene rivestita con l’unico abito che il vero tifoso della Roma conosce: quello dell’amore incondizionato verso quei colori.
“La Roma non ha mai pianto e mai piangerà: perché piange il debole, i forti non piangono mai”. Diceva Dino Viola. Quanto amore nelle parole di questo uomo che fece della Roma la sua seconda famiglia. Perché per quelli che non sono sostenitori dell’ultima ora questo è la Roma, una seconda famiglia, un credo che unisce, un credo che per molti aspetti ci toglie fuori ogni tipo di sentimento. Oggi questo gruppo, VA AVANTI, un pareggio in quel di Napoli, NON E’ UNA SCONFITTA. ROMA non bassa la testa e chi davvero la ama, la incita anche nei momenti bui. E’ facile salire sul carro dei vincitori, facilissimo. E’ facile festeggiare la vittoria, e mescolarsi A CHI, quei colori, li ha sostenuti e incitati con canti e cuore, anche quando il pubblico non era delle grandi occasioni e tutto era contro.
Oggi non è il pareggio che ci incupisce, ma, è il chiederci quanti di quelli che si professano tifosi lo sono veramente.
A NOI , Commodo a Vindobona non è mai piaciuto.

RheaVanilla