domenica, Febbraio 28, 2021 Anno XV
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La Roma torna a casa con un punto strameritato, una buona prestazione in virtù anche dell’emergenza totale, e tante botte grazie al permissivo, per non dire di peggio, Rocchi.

Incredibile la naturalezza con la quale i nerazzurri compiono falli a ripetizione senza l’accenno di un cartellino da parte dell’arbitro. Incredibile poi il lamento, a torto, continuo su ogni decisione arbitrale. La prepotenza fatta persona, sudditanza sempre presente.

Lo zigono di De Rossi racchiude la permissività del fischietto. Personalità zero, insultato per tutta la partita ha fatto sempre spallucce, tranne quando c’era da riprendere un giocatore giallorosso. Misero.

Vicinic rimane con i fucili puntati per sette minuti, il tempo che va dall’ennesimo gol fallito a quello realizzato. Sarebbe stato davvero brutto se non ci avesse messo una pezza, per lui e per la Roma.

L’Inter non c’è e di occasioni ne crea davvero poche. Su una Julio Sergio si supera e consente ai giallorossi di andare al riposo con il vantaggio in saccoccia.

Mourinho cala le carte Sneijder e Balotelli a inizio ripresa e l’Inter trova subito il pari con Eto’o. Poteva essere l’inizio della fine e invece è di nuovo la Roma a venire fuori. I nerazzurri a parte questa fiammata si spengono immediatamente.

Buono l’ingresso di Okaka che ha mostrato una personalità sconosciuta fino ad oggi. Ottima prova dei due francesini Menez – Mexes. Pizzaro grande coraggio visto che a fine primo tempo era in lacrime per il mal di schiena.

Più vicina la Roma ai tre punti che non i padroni di casa.

Senza rimpianti si deve andare avanti. Mai più fare calcoli a ritroso, se avessimo fato questo, se avessimo fatto quello. Lavorare lavorare lavorare.

petra@corederoma.it