lunedì, dicembre 10, 2018 Anno XV
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“…entra Pek…grande…ecco Riise…GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

Fabriziooooooooooooooooooooooooo….” ” PAOLO SENTI LA TUA GENTE” ” è finitaaaaaaaaaaaaaaaaaa canta Fabrì canta pure pe me……” Continua >>

da repubblica.it

Così le curve si coalizzano per far fallire la legge Maroni

tessera del tifoso AS Roma“Tesserato infame dichiarato”. “Abbonato servo dello Stato”. Con questi slogan sinistri – una specie di mantra vergato a spray sui muri degli stadi, sugli striscioni esposti in curva, e diffuso sui blog attraverso il passaparola incessante delle tifoserie – gli ultrà italiani hanno dichiarato guerra allo Stato. La loro è una guerra silenziosa. Combattuta, fino a ora, nella penombra. Il tempo della contestazione sembra però scaduto. Nelle curve si parla da settimane di una fase due, di azioni dimostrative e violente. È da leggersi in questo senso la decisione della prefettura di Lecce di far giocare il derby di Puglia, Lecce-Bari a porte chiuse: la paura erano gli scontri tra le due tifoserie. Così come a Milano c’è grande tensione per la partita di mercoledì 6 gennaio (alle 20.30) con il Napoli, con il gruppo organizzato dei Mastiffs pronto a invadere San Siro con e senza tessere. L’obiettivo di questa guerra ultrà è l’abolizione della tessera del tifoso, la “fidelizzazione” del popolo degli stadi introdotta dal ministro degli Interni Roberto Maroni per avere una schedatura precisa degli spettatori che assistono alle partite di calcio: si tratta di un passpartout – contenente i dati anagrafici – obbligatorio per chi vuole vedere la partita in trasferta e per chi ha sottoscritto l’abbonamento per gli incontri casalinghi. Sono circa 600mila quelle sottoscritte. “Un successo” dicono al Viminale, “che porta più sicurezza e più gente allo stadio”. Ma non è del tutto vero. Le presenze sono calate quest’anno mediamente di 1.500 unità, circa il 6 per cento. E soprattutto per decine di migliaia di tifosi ribelli la tessera è come se non esistesse: non ce l’hanno, ma loro allo stadio vanno comunque. In casa e in trasferta.

Ma allora che cosa sta succedendo negli stadi dopo il varo della tessera del tifoso? Come è possibile che i tifosi più estremisti riescano a dribblare i divieti imposti dalla schedatura e ad accedere ugualmente agli impianti? Domande che evocano un dubbio fondamentale: visto che i prefetti sono costretti a far giocare le partite a porte chiuse, la tessera del tifoso è fallita?

Come promesso già dalla fine del campionato scorso, e come annunciato quest’estate a colpi di bombe carta dagli ultrà atalantini nell’agguato a Maroni alla Berghem Fest leghista di Alzano Lombardo, la maggior parte degli ultrà italiani stanno boicottando la tessera. Con un unico “cartello” – in grado persino di sotterrare per l’occasione rivalità storiche come addirittura quelle tra Lazio e Roma, Palermo e Catania, Bari e Napoli, Atalanta e Brescia – stanno mettendo in pratica ogni domenica la loro forma di “resistenza” spontanea ma quasi sempre organizzata.

LE REGOLE AGGIRATE
Gli ultrà la tessera non l’hanno fatta. Ma nonostante questo provano – e riescono – a entrare allo stadio tutte le domeniche: comprano i biglietti non di curva e si mischiano nelle tifoserie avversarie. Roma-Milan, partita ad altissimo rischio prima delle feste natalizie, è stata aperta anche a chi non aveva la tessera proprio perché la polizia temeva azioni di violenza da parte degli ultrà giallorossi, se non fossero entrati a San Siro. D’accordo con le altre tifoserie, inoltre, i gruppi organizzati hanno cominciato un’attività “deterrente”. Nel lessico curvaiolo deterrenza sta per botte. Anche chi ha la tessera, non deve andare nel settore ospiti. Deve andare in altri settori e mischiarsi con i tifosi di casa. “Devono avere paura” dicono. Ecco alcuni esempi di trasferte “in contromano”. Ottocento genoani a Udine; 200 bresciani a Lecce; 500 doriani a Torino; 100 fiorentini a Genova; 500 juventini a Milano; 700 novaresi a Torino; 100 padovani a Siena; 300 carrarini a Poggibonsi; 400 cesenati a Roma; bolognesi e parmensi all’esterno dello stadio Cibali di Catania; 50 udinesi e 50 leccesi a Milano.

Fino a oggi gli ultrà hanno scelto quella che i capi tifoseria chiamano linea “soft”. Ma ora – ammette uno dei leader riconosciuti dell’ala più dura della tifoseria del Napoli – non “garantiamo più che allo stadio non accada nulla”. Non si tratta di un generico manifesto politico. Si tratta di un piano ben organizzato a tavolino, tra luglio e settembre, quando oltre 60 tifoserie si sono riunite prima a Catania e poi in provincia di Roma. Unico obiettivo dei due incontri: far fallire la tessera del tifoso. Per aggirare i paletti imposti dalle Prefetture e dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, gli ultrà acquistano, anche con largo anticipo, biglietti di altri settori. “Ognuno si organizza come vuole – spiega Claudio Galimberti detto “Bocia”, capo degli ultrà della curva Nord atalantina sottoposto a Daspo – si parte in trasferta con mezzi propri e si acquistano biglietti di altri settori. Per questo spesso ci si trova in mezzo ai tifosi avversari. È una situazione molto delicata”.

Una situazione che preoccupa anche gli analisti. “I problemi ci sono” ammette Maurizio Marinelli, direttore del centro studi sulla sicurezza pubblica della polizia di Stato, uno dei massimi esperti in Italia di ultrà e di ordine pubblico negli stadi. “L’allarme arriva dal fatto che sempre più spesso ci troviamo di fronte a tifosi senza tessera che, in trasferta, comprano i biglietti e si schierano in mezzo ai tifosi di casa, con altro rischio scontri. Per il momento è andato tutto abbastanza liscio, ma qualcosa bisognerà fare”. Cosa? “Primo: fino a oggi, e in certi casi ancora oggi, vedi i serbi a Genova, gli ultrà venivano concentrati in un settore. Questo li rendeva più forti poiché compatti. Se invece questa forza della massa la spezzetti, la sparpagli, si frammenta, diventa più debole e più controllabile da parte di stewart e forze dell’ordine. Secondo: le curve sono cambiate. Tra Daspo e arresti c’è stato un ricambio dei capi. Le figure di riferimento che c’erano prima oggi non ci sono più. È tutto più liquido, più confuso. Terzo: se non ammoderniamo gli stadi, se non li facciamo più piccoli, più sicuri e di proprietà dei club, non abbiamo fatto niente”.

COME CAMBIA LA GEOGRAFIA DEL TIFO
Come sta cambiando il mondo ultrà? E con quali conseguenze? Le prove che la strategia sta sconvolgendo (pericolosamente) le abitudini dei tifosi, aggiornando la geografia del tifo, gli spostamenti, i viaggi, gli orari, la composizione dei settori, si stanno moltiplicando domenica dopo domenica. Per capire la portata del fenomeno basta guardare i settori ospiti, quelli appannaggio di chi ha la tessera, in una qualsiasi partita di serie A. La Lega calcio dice di non essere in possesso di dati ufficiali sulle presenze dei supporter che seguono la propria squadra in trasferta. Ma ci sono esempi eloquenti. Durante Bari-Cagliari nello spicchio dello stadio San Nicola riservato ai tifosi sardi c’era un solo spettatore. E una decina di steward attorno per controllarlo. In compenso un folto gruppo di ultrà cagliaritani faceva capolino in gradinata in mezzo ai baresi. Alzando il livello di tensione di una partita considerata “tranquilla”.

Quando i baresi sono andati a Napoli al seguito del Bari – nel caldissimo derby del Sud (12 settembre), solitamente ad alto rischio incidenti – fuori dai cancelli del settore ospiti si sono trovati, alleati, i capibastone delle due tifoserie. Hanno ricevuto un brusco stop al grido di “chi entra prende un sacco di botte”. Risultato: settore ospiti deserto. “I ragazzi hanno capito i motivi della nostra protesta e si comportano di conseguenza, non c’è stato bisogno di esagerare – racconta Alberto Savarese, “Il Parigino”, uno dei responsabili della Nord barese insieme con Roberto Sblendorio, “Robertino” – In ogni caso noi non abbiamo obbligato nessuno a non sottoscrivere la tessera: capiamo che molti hanno fatto l’abbonamento, e quindi la card, per una ragione economica. Ma ci fa piacere che in trasferta, anche chi potrebbe andare nel settore ospiti, preferisce venire con noi”. L’A. S. Bari ha richiesto alla Lega 16.700 tessere, ottenendone duemila circa nelle ultime settimane, proprio in vista del derby con il Lecce. A Milano, però, nella gara contro l’Inter (22 settembre), gli ultrà pugliesi non hanno comprato di proposito i biglietti “ospiti” ma quelli del terzo anello rosso. Sono saliti in gradinata, hanno cacciato gli abbonati dai loro posti e si sono seduti a fianco ai tifosi dell’Inter. Non è stata l’unica partita nella quale due tifoserie avversarie sono entrate in contatto. A Genova per Sampdoria-Napoli (19 settembre) c’erano solo una ventina di supporter napoletani nella “gabbia nord”, il settore ospiti, mentre il gruppo più numeroso ha preso posto nei distinti, diviso dai sampdoriani da qualche stewart. Al gol vittoria del Napoli, gli ultrà hanno acceso un fumogeno e si è sfiorata la rissa. Raggruppamenti estemporanei, e ad alto rischio, anche in occasione di Milan-Genoa (25 settembre) allo stadio di San Siro. Partita tradizionalmente blindata. Un manipolo di ultrà genoani si è piazzato in mezzo ai tifosi del Milan al terzo anello rosso. All’inizio del secondo tempo i tifosi ospiti hanno tirato un petardo nelle file sotto: fuggi fuggi dei milanisti e forze dell’ordine in allarme. A Lecce, il 24 ottobre, sono volati pugni tra i bresciani e i salentini. A Bergamo, invece, l’Atalanta ha fatto il record di abbonamenti per la serie B (oltre 17mila) nonostante la retrocessione dell’anno scorso. Ma gli ultrà sono stati di parola: niente tessera e niente abbonamento. Ad Atalanta-Torino (10 ottobre) sono arrivati 70 ultrà torinesi che avevano acquistato – volutamente – biglietti di tribuna (la trasferta era vietata, ticket in vendita solo per residenti in Lombardia) ma che per evitare prevedibili disordini sono stati sistemati nel settore ospiti: il fallimento pratico della tessera. Non solo: le forze dell’ordine in assetto antiguerriglia sono state impegnate fino a mezzanotte e mezza per scortare un corteo di quindici auto.

LE INTIMIDAZIONI NELLE CITTÀ
Quali sono i “laboratori” della protesta? Chi studia i piani per affondare la card del tifoso? Fino a oggi i supporter del Napoli sono stati tra i più intransigenti. Campagne capillari in tutti i quartieri della città con la scritta “Non abbonarti, non tesserarti”. Lo zoccolo duro della tifoseria non ha sottoscritto la tessera anche perché molti non avrebbero potuto a causa del famoso articolo 9 del regolamento, che la vieta a chi ha auto un Daspo – il provvedimento di allontanamento dagli stadi per disordini – negli ultimi cinque anni. “È anticostituzionale”, dicono gli ultrà per sostenere la loro causa.

Ma tant’è. A Napoli qualcuno ha provato a bluffare. La procura (che ha creato un apposito pool di magistrati sui reati da stadio) ha avviato un’indagine conoscitiva partendo dal sito del tifo organizzato biancoazzurro dove erano state pubblicate tutte le procedure per falsificare la card. Fatti salvi i tarocchi, dunque, le tessere sottoscritte sono pochissime: meno di 15mila, su una media in questa stagione di circa 39mila spettatori a partita. “Abbiamo fatto un’opera di convincimento sui nostri ragazzi” dice uno dei capi della dei gruppi che dominano nella curva A. Chi frequenta il San Paolo, e i detective che si occupano dei teppisti, hanno ancora in mente i pestaggi di fine campionato scorso, proprio durante una protesta, in quel caso contro la società: le telecamere della Digos ripresero alcuni personaggi intenti a convincere altri tifosi, con pugni e calci, a lasciare la curva vuota come prevedeva la protesta.

Un mondo a se stante, quello delle cupole del tifo. Quattrocentocinquanta gruppi ultrà di cui 234 politicizzati: 61 (nel 2008 erano 58) hanno forti legami con movimenti di estrema destra e 28 sono vicini a formazioni radicali di sinistra. I più pericolosi sono i Bisl romanisti, I Mastiff del Napoli, la Banda Noantri della Lazio, le Brigate autonome livornesi, i Korps della Fiorentina, gli Irriducibili dell’Inter, i Drunks del Catania. Gli ultimi allarmi lanciati dal Viminale riguardano la contiguità delle tifoserie di Roma e Lazio con i gruppi di estrema destra, la vicinanza di alcuni gruppi di Napoli e Catania con la criminalità organizzata, l’estremismo razzista di diverse tifoserie del nord, Inter e Verona su tutte. Ma adesso c’è un nuovo allarme.

La complicata evoluzione dell’era-tessera del tifoso è seguita da vicino dall’osservatorio del ministero degli Interni, dalle questure di tutta Italia (molte hanno costituito un’apposita squadra – stadio) e anche dai servizi segreti. Nell’ultimo rapporto consegnato al Parlamento, la nostra intelligence ha ribadito la “contiguità tra frange di tifo organizzato e estremismo politico”. Una saldatura caratterizzata da una “forte avversione nei confronti delle forze dell’ordine” che “in alcuni casi lascia ipotizzare anche disegni preordinati”. Come dichiarare guerra allo Stato.

GIULIANO FOSCHINI e PAOLO BERIZZI

da atleticoromacalcio.it

Considerata la richiesta dei tagliandi, già emessi 1.500, anche sabato 1 gennaio 2011 sarà disponibile la prevendita allo Stadio Flaminio dalle ore 11:00 alle ore 17:00…

Atletico RomaSi comunica che è iniziata la prevendita dei tagliandi per la gara amichevole Atletico Roma – A.S. Roma che si disputerà Domenica 2 gennaio 2011 alle ore 15:00 allo Stadio Flaminio di Roma. La vendita dei tagliandi è riservata esclusivamente ai settori di Tribuna Coperta e di Tribuna Scoperta lato Tevere, sino ad esaurimento dei tagliandi stessi che per autorizzazione e disposizione della Prefettura è stata determinata la capienza di 3.999 unità.

Si precisa che la vendita allo Stadio Flaminio, su disposizione della Questura di Roma, sarà effettuata soltanto sino alle ore 14.00 della giornata di Venerdi 31 Dicembre 2010, presso il box lato Tribuna Autorità.

Considerata la consistente richiesta di tagliandi, ne sono stati emessi già 1.500, l’Atletico Roma consentirà anche nella giornata di Sabato 01.gennaio 2011 di acquistare i tagliandi della gara presso il box dello Stadio Flaminio aperto dalle ore 11:00 alle ore 17:00.

L’elenco dei punti vendita è consultabile presso il sito web della ETES www.etes.it.

PUNTI VENDITA AUTORIZZATI

A.S ATLETICO ROMA F.C Via Cristoforo Colombo,115 Roma 15,00/18,00 Tel.06/665061
FUTBOLCLUB Via Degli Olimpionici,71 Roma 10,00-14,00/15,00-18,00 Tel.06/8076239
PRONTO BOLLO Via Carlo Cattaneo,24 Roma 9,30/17,30 Tel.06/44362432
TABACCHI JOLLY Via Tiburtina,530B/532 Roma 7,30-13,00/16,00-20,00 Tel.06/4393845
BONNIE & CLYDE Via Regina Margherita,,178/180 Roma 8,00/20,00 Tel.06/8555872
PREBIS Via Del Colle,12 Borgo Santa Maria (RI) 9,00/18,00 Tel.0765/872477
STADIO FLAMINIO Viale Tiziano Roma da Mercoledi 29/12 a Venerdi 31/12 -10,30-13,00 15,00/18,00

COSTO DEI TAGLIANDI
TRIBUNA COPERTA 20,00 + PREV.
TRIBUNA SCOPERTA 10,00 + PREV

da romanews.eu

Il tecnico giallorosso Claudio Ranieri  è stato intervistato oggi da Alessandro Spartà, Direttore di Roma Channel, il canale ufficiale della società giallorossa:
 

Claudio Ranieri

Con Claudio Ranieri per augurare buon 2011. Pochi conoscono questo pubblico come lei…
‘E’ diverso da quando io andavo allo stadio, 30 e passa anni fa, è cambiato tutto, ma il pubblico è quello, caloroso, siete cambiati voi che siete in tanti con tutti questi canali tematici, televisioni, televisioni private per cui lorto hanno modo di farsi sentire ancora di più’
 
Cosa augura al tifoso della Roma e quindi a Claudio Ranieri?
‘E’ facile, quello che ho detto ultimamente. Di migliorare. Già abbiamo fatto un ottimo campionato nel 2010. Siamo stati la squadra più vincente nell’arco dell’anno solare, vorrei che fossimo la squadra che nell’arco di un campionato ha fatto più punti di tutti. Noi ci proviamo i nostri tifosi lo sanno, senza promettere garndi cose.  Vogliamo promettere il lavoro il sacrificio e l’ umiltà da parte di tutti quanti. Quello che abbiamo fatto l’anno scorso è stato qualcosa di magnifico però non è stato sufficiente, dobbiamo continuare a insistere a voler di più quell’obiettivo ‘
 
C’è una partita che le ha dato più emozioni nell’anno solare?
“No, io non è che sia legato ad una partita, tutto, faccio questo lavoro per  le emozioni che dà, perchè se non desse a me che vado in campo le emozioni, avrei smesso di allenare, è proprio quell’emozione, quel pathos che ti prende nel preparare la partita, nello svolgimento, è qualcosa di eccezionale, per cui adesso dire una partita, è stata bella quella, quell’altra, è logico che i derby hanno sempre quel qualcosa in più, perché sennò non sarebbero derby,ma io sono legato a tutte le partite sia a quelle fatte bene a quelle fatte meno bene perché è quello che hai fatto che ti migliora la partita successiva per cui la conoscenza di tutti i giocatori, i giocatori che conoscono l’allenatore, quello che vuole, dove abbiamo sbagliato per cui è tutto questo che mi porta a lavorare giorno dopo giorno. Legarsi ad una partita no, è tutto il campionato che mi è piaciuto.”
 
La soddisfazioni per le tante vittorie del 2010…
“Certo che ha valore, io poi non vado dietro a queste statistiche. Poi il fatto che è uscito che nelle mie prime 50 partite sono stato l’allenatore che ha fatto più punti di tutti nella storia della Roma. Cose che mi hanno fatto piacere, ma vorrei portare a casa qualcosa per la Roma, ci terrei in modo particolare.”
 
A volte bisogna si è costretti a giustificare momenti difficili che nel calcio ci stanno…
Essendoci tante radio, tante televisioni, tanti giornalisti è logico che si va sempre alla ricerca alla vivisezione di tutti. Le difficoltà del calcio italiano non sono nelle partite in sé per sè, sono nella gestione della settimana. La vera partita sono i sei giorni non è i 90′ della partita per cui vieni vivisezionato, si trovano 3000 difetti che invece non ci sono. A volte sembra il telefono senza fili, inizia da arriva all’ultima cosa che è z è si sta lì 3 ore a discutere z ma il problema non era z era a. E questo fa parte della nostra storia, ci dobbiamo convivere e dobbiamo andare avanti”
 
C’è sta una differenza tra la fine del campionato scorso e l’inizio di questa stagione, questo perché è acaduto? La squadra ci ha messo un po’ a dimenticare il passato campionato?
“Certo ma questo lo abbiamo detto perché abbiamo analizzato più volte questa situazione perchè ancora stavamo con la testa al vecchio campionato e dovevamo cambiare, rientrare in questo circolo di idee nuovo. Diversi infortuni nei momenti topici. L’inserimento di Borriello, un centravanti, avete visto che l’anno scorso c’era Toni, ma poi si era fatto male il capitano e insieme hanno giocato poche volte per cui gli infortuni di giocatori importanti come Perrotta, come Taddei, centrocampisti che erano abituati ad inserirsi, gli infortuni anche di Pizarro, tutto questo ha portato un qualcosa di nuovo.  C’è stata la parte brutta, ma anche una parte bella perché c’è stato Greco che abbiamo visto, nessuno lo conosceva ed è uscito fuori un gran bel calciatore che sarà utile alla Roma del futuro. Abbiamo fatto male e non siamo stati contenti ma perché? Perché le aspettative nostre erano diverse proprio perché avevamo fatto quel finale di Campionato. Se noi andiamo ad analizzare gli ultimi due anni di Spalletti o l’anno e le ultime due partite avete visto che dopo un anno stupendo c’è stato un anno così e così dove la Roma era partita male dove all’ultimo era riuscita a riprendere la qualificazione nella zona Uefa e poi l’anno che aveva analizzato Spalletti, con due sconfitte e poi diede le dimissioni per cui c’è stato un nuovo impulso, un nuovo allenatore, un nuovo tutto per cui si è fatto un gran campionato e poi le nostre aspettative e dei nostri tifosi erano quelle ‘da dove abbiamo lasciato riprendiamo e ripartiamo subito forte e invece non ce l’abbiamo fatta per tutte quelle problematiche che ho detto “
 
I giocatori nuovi…
“Ma è quello che ho detto. Più che per l’alleatore è per i giocatori, ritrovarsi, ritrovare le geometrie, i meccanismi, non è solo l’allenatore, sono proprio loro che devono entrare in campo durante gli allenamenti, conoscersi e trovare come e perché un giocatore va servito. Abbiamo visto che Menez è diventato titolare, l’anno scorso lo era e non lo era. Ecco abbiamo una serie di componenti che potrebbero farci sognare. Ecco Menez avete visto è diventato un giocatore importantissimo, mi aspetto da lui molti gol, avete visto che Vucinic, che l’anno scorso è stato un giocatore determinante, ha fatto molti gol, quest’anno ne ha fatti pochi, lo stesso Capitano, abituato a stare oltre i 15 gol adesso sta 2 a 3 in Campionato, non ricordo. Quindi da lui mi aspetto tantissimi gol e Totti. Per cui pure da lui mi aspetto tantissimi gol. Ecco che la squadra, facendo più gol e incassando meno, ecco che possiamo fare davvero un grandissimo campionato”
 
Menez e Greco le sue soddisfazioni personali?
No le mie soddisfazioni personali sono quelle che avete detto prima, la squadra che nell’anno solare ha fatto più punti di tutti, sono stato l’allenatore che nelle prime 50 partite con la Roma ha fatto più punti di tutti, queste le metto da parte, questi sono numeri, sono sorrisi,noi tifosi della Roma vogliamo qualcosa di più e lo vogliamo dalla squadra e qiesto è il mio concetto base e no perché sono l’allenatore della Roma o sono tifoso della Roma, ma perchè quando alleno voglio il massimo dai miei giocatori, voglio il massimo da me stesso…”
 
La condizione fisica non c’entrava nulla nel momento brutto…
“No, l’avete vistonoi ave che non c’entrava nulla. L’ho detto 1000 volte, nei primi 2-3 mesi dove non giravamo chiunque può aver fatto una preparazione fisica e per chiunque dico anche un giornaliaio, qualsiasi persona, la squadra va, noi avevamo de problemi oggettivi, avete visto che appenasi sono liberati, abbiamo  fatto delle ottime partite. Per cui molte  volte è proprio l’aspetto psicologico la cosa più importante”
 
Hanno fatto i compiti a casa durante le vacanze?
“Sì, si, stavano tutti in buone condizioni, alcuni addirittura sotto peso per cui devo fare i complimenti a questi ragazzi”
 
Pizarro è rimasto in Cile per il riacutizzarsi di questi problemi al ginocchio. Vi risentirete ad inizio gennaio?
“Lui quest’ano ha avuto diverse problematiche. Lui è andato via quest’anno e aveva dei problemi al ginocchio dei problemi alla schiena. So che syta in contatto con il Presidente con Bruno Conti e con lo staff medico, per cui aspetto notizie da loro”
 
Di Pizarro si sta parlando anche in chiave tattica. Per lei è fondamentale?
“Certamente è stato un punto importante di questa squadral’anno scorso della squadra e lo sarà anche quest’anno”
 
E’ curioso che l’anno scorso Pizarro e De Rossi sembravano i perni imprescindibili di questa squadra, quest’anno sembra che non possano più giocare insieme..
“Ma chi lo dice questo…bhe, le seghe mentali che si fanno a Roma. Questo può essere, fa parte di Roma, questo fa parte di Roma…”
 
Gli aspetti positivi: il finale dell’anno, con questa vittoria sul, cambia anche un po’ il morale con cui ricominciare questa stagione…
“Ma sicuramente. La vittoria sul Milan ha dato una sferzata positiva. Vediamola in caso negativo. Avessimo perso, avremmo detto addio a sogni di ben altra portata, ci sarebbe stato un tracollo psicologico, ci sarebbero state tutte  queste vacanze fatte male anche sotto l’aspetto morale, in maniera negativa, si uno va, sta in famiglia, si diverte, gioca e ride, però dentro di sè dice ‘stiamo così lontano’, invece no la vittoria ha dato una grossa spinta, una grossa carica a questi ragazzi e sono addirittura tornati qualcuno sotto il peso con cui l’avevamo lasciati prima di partire, adesso è importante partire bene”
 
Adriano?
Lo aspetto. E’ ancora al 30-40%. Può ancora dare tanto. Ci sono giocatori che digeriscono prim il fatto di stare fuori. Avete visto Vucinic dalla panchina ci ha fatto vincere con l’Inter, Totti con il Bayern. Il mio concetto di rosa ampia si ferma a 22, qui ce ne sono 29. La società sta cercando di mandare a giocare quei giocatori che stanno fuori…”
 
Vucinic…
L’anno scorso era partito in tono ridotto poi è esploso alla grande, anche Adriano può dare il suo apporto, io sono fiducioso”
 
Questa squadra può cambiare tanti moduli. Lei continuerà ad adattare i giocatori…
Se tu giochi con alcuni giocatori devi giocare con un certo modulo, poi c’è lo stato di forma, l’avversario…”
 
L’augurio?
“Ci siamo divertiti nel 2010. Se io voglio migliorare… cosa vuol dire? Dire vinciamo lo scudetto, è solo per i titoli. Io credo che sia più importante fare i fatti e parlare di meno. Calma! Bisogna lavorare con umiltà. Vi auguro un 2011 di soddisfazionie e divertimento.”